Castelfranco in Miscano (Sannio), Agriturismo Caseria

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Contrada Monte Tufara
Tel. 084.960115, Tel. 0824.960221
www.agriturismocaseria.it

4 stanze con otto posti letto
40 ettari di prprietà a foraggio e grano
Allevamento di cavalli, pecore laticauda e vacche (frisona e marchigiana), maiali e animali di bassa corte
Produzione di caciocavallo, fiordilatte, ricotta, conserve, ortaggi, salumi
Costo per dormire: 25 euro (colazione inclusa)
Costo di un pasto: 20 euro

Quando si viaggia dalla Campania verso la Puglia le colline diventano improvvisamente calve. Lì dove c’erano i boschi in cui si rifugiavano i briganti, prima di attraversarli era meglio fare testamento, ora c’è tanto grano e foraggio. Così l’Alta Baronia a Sud e al Nord il Fortore hanno cambiato completamente il loro volto senza aspettare il mutamento climatico: avviene così di guidare per chilometri e chilomentri in un paesaggio lunare, onirico, con le pale eoliche che da queste parti hanno risolto il problema dell’approvvigionamento elettrico. Una valida alternativa per trovare fresco invece di andare nella costa ingolfata, qui dove il vento ristora d’estate e ghiaccia d’inverno, fuori da ogni rotta alla scoperta di antichi borghi e degli ultimi boschi, qui dove la vite si è arresa al grano. L’agriturismo Caseria, nomen omen, ha tre generazioni alle spalle impegnate nella trasformazione del latte, ma il primo motivo per venire qui, e in tutto il Fortore, è provare la carne e le interiora degli agnelli laticauda, la razza nordafricana importata dai borbone perché grazie alla coda che funge da riserva idrica, un po’ come le gobba del dromedario, non ha bisogno di bere molto e questo era un elemento importante da tenere in considerazione, ieri come oggi. Non è chiatta come le pecore diffuse ovunque, va dunque macellata a quota 22, 24 chili, ha la carne tenera e bianca e un sapore meno selvatico e intenso degli agnelli a cui siamo abituati. Al lavoro in questa struttura proprio ai confini con la Puglia oggi ci sono Fedele e la mamma, con l’aiuto di due sorelle quando ci sono molte prenotazioni e la cucina è una festival delle tradizioni familiari appenniniche con evidenti influenze della vicina Foggia, siamo a trenta minuti da Troia. Pasta fatta in casa (cicatielli, lavanelli) con pomodoro fresco, zuppa di fagioli, panunto, pancotto con polenta o patata insaporito dal lardo, ottimi salumi come la salsiccia di maiale, il capicollo, il prosciutto. A questa attività si è aggiunta l’ospitalità grazie al finanziamento regionale che ha integrato il reddito agricolo salvando molte aziende, una delle cose buone avvenute in Campania negli ultimi dieci anni che hanno cambiato il volto della geografica dell’ospitalità rurale nelle zone interne. Bella struttura in pietra della vicina Roseto, Fattoria didattica, con stanze arredate semplicemente e una sala ristorazione, intorno tanto spazio per il silenzio, le passeggiate a cavallo o a piedi, le escursioni.