Cipolla nella gricia? Cracco gaffe bis dopo l’aglio nell’amatriciana

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Cracco e la gricia
Cracco e la gricia

Dopo l’aglio nell’amatriciana Carlo Cracco insiste sulla cucina romana e a Masterchef corregge un concorrente dicendo che nella gricia aveva dimenticato la cipolla!

Si trattava di preparare la pasta alla Gricia, che la tradizione vuole originaria di Grisciano, frazione di Accumoli. Il concorrente ha preparato il piatto con guanciale, pecorino, pepe, come recita la ricetta originale. Cracco ha osservato che ci vuole anche la cipolla.

Nel frattempo Oldani ha parlato di burro nel pesto ligure, un vero colpo di coda della cucina anni ’80 (e  meno male che non ha parlato di panna).
Insomma, questo grandi chef hanno capito il meccanismo televisivo in Italia: basta sfruculiare la tradizione e la cassa di risonanza è assicurata.
E adesso a quando lo scalogno nella carbonara?

4 commenti

  • Giustino Catalano

    (16 febbraio 2015 - 18:32)

    ci vanno le patatine in busta non la cipolla…gnurant! :D

  • Elisa

    (17 febbraio 2015 - 08:35)

    Nella carbonara ci mettera’ la panna, vedrai…

  • ivan Lovisetto

    (17 febbraio 2015 - 09:50)

    Per l’esattezza l’ha detto bastianich , probabilmente cracco è stato zitto per non correggerlo ,

  • Raffaele

    (17 febbraio 2015 - 22:22)

    Il problema e’ che la cucina italiana, come anche molte altre tradizioni negli ultimi sono “evaporate” e pochi buongustai ed “addeti ai lavori” le mettono in pratica; purtroppo la MASSA non le ricordano o non le hanno mai conosciute e quindi la ragione per cui le stelle, come ad Hollywood,scendono dal cielo, con l’appoggio di molti investitori, finanziatori etc..e propagano una nuova cucina italiana che puo’ accontentare i palati di molte nazioni nel mondo. Gran parte di questi attori sono dedicati piu’ allo spettacolo che alla cucina di un ristorante; molti girano, come e’ capitato a me a S. FRANCISCO ed in a
    ltri posti prestano il loro nome a dei ristoranti per una “”MODICA !!! “” somma, organizzano un menu per ogni stagione, riempiono le pareti della cucina con ricette e dopo aver indottrinato superficialmente degli asiatici (in generale) volano via nel cielo e quando un cliente chiede, come di solito faccio io, di parlare con l’executive chef (nome della stella) per fare dei commenti su quello che mi e’ stato servito, il maitre d’ o chi per esso non riconosce nemmeno il nome che ho pronunciato.
    Non capisco perche’ invece di chiamare il piatto con il nome originale non aggiungano “alla…..” o chiamarlo con un nome differente inventato.

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