Cinque motivi per schifare TripAdvisor anche questa estate

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Tripadvisor bucherellato
Tripadvisor bucherellato

1-TripAdvisor non garantisce l’identità di chi scrive recensioni con il chiaro intento di favorire la rissa e le critiche false. In questo modo a criticare un locale sono spesso proprio gli altri ristoratori che operano vicino e che lo vivono come concorrenza.

2-Il 99 per cento delle critiche non riguardano il cibo ma il servizio o i prezzi. Entrambi sono aspetti importanti, ma non definitivi per inquadrare un locale nel suo complesso.

3-TripAdvisor ha dimostrato di essere perforabile perché non dotata di una redazione che filtra adeguatamente i commenti, tuto è affidato ai soliti algoritmi matematici. Clamoroso il caso della burla dei ristoratori che si sono inventati piatti inesistenti lo scorso anno.

4-La stragrande maggioranza dei recensori di TripAdvisor non hanno esperienze di cucina che vadano al di là di pochi locali di prossimità e sono privi di ogni visione nazionale e internazionale sulle tendenze che indirizzano la gastronomia. Lo rivela le critiche sulla scarsa “abbondanza” dei piatti.

5-I filtri di TripAdvisor mettono insieme locali di diverse tipologie in una sola classifica. Non a caso è rarissimo vedere ai primi posti ristoranti che sono ben apprezzati dalla critica nazionale e internazionale.

23 commenti

  • Vincenzotto

    (4 agosto 2015 - 10:04)

    1) come molte guide cartacee a pagamento
    2) un cameriere cafone, portate sbagliate, ritardi o un conto inaspettato ROVINANO una serata anche se il piatto era divino, i locali si giudicano nel complesso.
    3) E’ la natura del social
    4) magari una persona del genere è più vicina a me di quanto lo sia un recensore Gastrofighetto

    Tripadvisor non è una bibbia, spesso ti salva quando ti trovi in un posto sconosciuto o quando vuoi qualche indizio su un hotel. NON è la verità assoluta, ma nella moltitudine dei consiglieri si trova una verità indicativa.

  • leo

    (4 agosto 2015 - 10:57)

    Vincenzotto (a proposito di anonimi), ma perchè allora leggi questo blog?

  • Giustino Catalano

    (4 agosto 2015 - 11:50)

    Ancora devo trovare dopo 32 anni un locale che non esponga i prezzi in menu. Vincezotto prenditi il fastidio di leggere il prezzo relativo ad ogni piatto.
    A differenza di Trippavviso le guide cartacee hanno il pregio di recare un nome e cognome del recensore e se non mi hanno soddisfatto l’anno dopo non le compro più.
    Su Trippavviso trovo nomi come Vincezotto. …ma chi è Vincezotto lo sa solo lui.. abbiate il fegato di mettere nome e cognome ed esporre la fattura, cosa che nelle redazioni delle Guide è regolarmente conservato perché documento fiscale.
    In ultimo sarà anche indicativo ma è un sistema adopera bile per far danno alla concorrenza e come tale fa danno ad alcuni a vantaggio di altri. La riprova è che ai primi posti di queste classifiche accozzaglia ci sono sempre degli autentici bidoni.

  • BlackAngus

    (4 agosto 2015 - 12:03)

    Cinque Motivi per difendere TripAdvisor

    1) Chi scrive una critica onesta non è pagato dai ristoratori tramite sponsorizzazioni,consulenze o altro ma lo fa per il desiderio personale di condividere con gli altri la propria esperienza.

    2) Chi scrive una critica onesta sicuramente commenterà anche il cibo ma comunque non si condivide la “degustazione” ma l'”esperienza” che naturalmente è influenzata dai disservizi e dalla mancanza di “coccole” riservate ai “critici”…
    ( un pasto gratis sicuramente attenua parecchie lamentele ).

    3) Alcuni ristoratori invece di perdere tempo su internet potrebbero concentrarsi sul servizio del proprio ristorante e sulla cucina ed invece di pagare uffici stampa potrebbero selezionare personale maggiormente professionale ( e quindi più caro ).

    4) La stragrande maggioranza dei CLIENTI non hanno esperienze di cucina che vadano al di là di pochi locali di prossimità e sono privi di ogni visione nazionale ed internazionale sulle tendenze che indirizzano la gastronomia. Però tutti capiscono quando il ristorante li frega e gli fornisce un servizio scarso. Ed infatti TripAdvisor è uno strumento fatto per i CLIENTI e non per i CRITICI che solo poche volte sono in grado di dare un reale giudizio tecnico del piatto senza sottostare a logiche editoriali o di “inchino” all’amico ristoratore.

    5) Non trovo facilmente classifiche fatte bene in nessun’altra guida enogastronomica. Le classifiche lasciano sempre il tempo che trovano e se qualche anima buona vorrà illustrarmi una guida di categoria fatta bene sono sicuro che chiunque potrà rispondere che difetta di questo o di quest’altro.

    Sparare contro TripAdvisor lo trovo inutile; sicuramente è molto imperfetto ( come classifica del genere ) ma se filtrato con intelligenza è una valida alternativa a guide non gratis, prezzolate e di scarsa autorità.

  • Marco Lungo

    (4 agosto 2015 - 13:04)

    Mah, da quando ne parlai due anni fa, sono cambiate alcune cose. In più, adesso ci ho anche a che fare direttamente e vedo la cosa dal di dentro maggiormente. Come premessa, dico che all’estero TA è più affidabile per il motivo che non girano tutti i supercritici laureati in Masterchef che ci sono da noi, per cui la maggioranza dei commenti sono più “umili” e indicativi. Per il resto, c’è una redazione che filtra, principalmente alla prima recensione e lo fa anche sull’indirizzo IP di provenienza, per cui molte autorecensioni non è possibile farle. Poi, il fenomeno delle recensioni a pagamento è crollato principalmente perché, come è ovvio, anche se un locale si fosse promosso in quel modo, poi nella realtà dei fatti e alla lunga non poteva assolutamente evitare le recensioni negative in mezzo dei clienti delusi. E questo lo vediamo anche per locali ingiustamente incensati dalle Guide o dal mood enogastronomico locale che, alla prova dei clienti veri, cadono miseramente. Su Roma ce ne sono parecchi di questi esempi. Condivido che TA non è un posto per critici. Non lo può essere, quindi, se uno approccia le recensioni da cliente, può benissimo leggere tra le righe e farsi una idea molto vicina alla realtà di cosa troverà. Quello che ancora non va è la classifica, che TA dice essere basata su algoritmi fantasmagorici ma che, alla prova dei fatti e da dentro, posso dire che non funziona affatto e, collegata alla classifica, la categorizzazione, pecca veramente grossa. Il calderone del food è unico, per cui si vede di tutto. Pazzesco fu l’esempio proprio di Roma dell’altr’anno, in cui al primo posto c’era tipo una gelateria, con La Pergola di Beck dopo il decimo posto. Quella cosa proprio non va e non credo la metteranno mai a posto. Se dovessi dare una percentuale globale di affidabilità di TA, considerando anche la necessità di leggere tra le righe e di saperlo fare, direi un 65%, quindi larga sufficienza. Non è da demonizzare, ma neanche da prendere a riferimento assoluto.

  • Giovanni Serritelli

    (4 agosto 2015 - 13:50)

    Sull’utilità di Tripadvisor cominciai a ricredermi quando vidi che, scalando la classifica, un certo numero di clienti in più arrivano. Personalmente a me divertiva leggere le critiche, anche quelle più false e inventate: lo trovo un genere letterario divertente e poi le persone hanno sempre un modo così originale di descrivere quello di cui non sanno niente che ti fanno ridere a crepapelle. Ricordo anche delle critiche-capolavoro ironiche ma talmente ben fatte da far passare in secondo piano il motivo per cui venivano mosse. Quello che proprio non si sopporta è la classifica: come è stato già accertato in Francia, la classifica viola una mezza dozzina di norme tra cui la concorrenza sleale (ma questa è il meno) e la truffa aggravata. In fondo tolta la classifica e specificando al lettere cubitali che il sito non ha alcun valore commerciale, statistico, morale, legale ribadendo che è scritto da persone incompetenti, rosicone, in malafede, esibizionisti e cazzari di vario genere potrebbe anche essere istruttivo.

  • Fabio

    (4 agosto 2015 - 14:16)

    Tripadvisor.. ormai se ne dicono di tutti i colori su questo portale … il problema è che molti albergatori/ristoratori pensano che gli utenti di TA siano tutti dei deficienti pecoroni.. ma non è sempre cosi io come moltissimi altri utenti di TA che abbiamo recensito decine di Hotel e decine di ristoranti sappiamo bene come funziona… sappiamo delle recensioni finte sia da parte del ristoratore che da parte dei concorrenti… sappiamo che se al primo posto c’è una gelateria non vuol dire che si mangia meglio di uno stellato michelin (anche se questo non è detto) noi ne conosciamo i pregi e i difetti
    ma è logico che su un hotel /ristorante che ha 400 commenti 5 palli 100 4 pallini e 1 a 1 pallino… se vado a leggere quello a 1 pallino è giusto per curiosita e non influenzera certo la mia scelta…
    la stessa cosa avviene al contrario un riustoratore puo effettivamente comprare o fare delle recensioni finte ma se anche ha 50 recensioni 5 pallini e la gente inizia ad aspettarsi un servizio degno di quei 5 pallini fara poi presto a prenderne altri 200 a 1 pallino…
    quelli che pensano di fare i furbi facendo recensioni finte o adirittura cosi scemi da comprarne spendendo soldi non sanno che alla fine si danno le zappate in mezzo alle gambe???

    ATTENZIONE !! chi non sà utilizzare TA siete voi albergatori e ristoratori .. noi consumatori siamo un pò piu in gamba di voi… in questo campo!

    Vi da fastidio essere giudicati da noi… mi spiace!! Continuate a fare il vostro lavoro al meglio … e tranquilli noi continueremo a fare il nostro !!

  • Andrea Zinno

    (4 agosto 2015 - 15:21)

    Devo dire che tutto ‘sto accanimento non lo capisco… certo, TripAdvisor non è esente da difetti, ma alla fine, sapendolo “leggere”, a me raramente (per non dire mai) mi ha fatto scegliere locali dei quali poi mi sia pentito.

    Ci saranno recensioni finte, dettate dall’antipatia o dalla simpatia verso i titolari, scritte dalla concorrenza, ma con un minimo di spirito critico credo ci si possa orientare, ad esempio soffermandosi sulle recensioni più articolate, che non sia solo frasi del tipo “locale pessimo, mai più” e che riportino dettagli sull’esperienza.

    Non ci saranno i critici (non necessariamente un male), ma c’è una quantità di posti che difficilmente troverebbero posto in una guida tradizionale e, peraltro, meglio una guida che riporti valutazioni senza soluzioni di continuità, piuttosto che una guida più “seria” (ammesso che questo termine abbia significato) ma che esca una volta all’anno.

    Insomma, come tutte le cose, anche TripAdvisor merita un minimo di screening e, se usato con attenzione, fornisce a mio avviso un buon servizio.

  • Sandro

    (4 agosto 2015 - 16:53)

    Un tempo ero un recensore su T.A. ma poi mi sono pentito di aver contribuito a quel sistema. Credo che in molti non vogliano capire, per il semplice fatto che inventandosi un nomignolo e scrivendo boiate anonimamente, nella loro testa vuota, si sentono dei critici culinari influenti. Sono persone che confrontano i loro voti utili con quelli di altri recensori e che si sentono dei grandi quando prendono la qualifica di recensore esperto o recensore super (qualifiche che tra l’altro si prendono con la quantità di recensioni e non con la qualità) sono soprattutto dei falliti che avendo queste piccole qualifiche, si sentono qualcuno (al pari dei ristoratori che ostentano i certificati di eccellenza che ormai hanno tutti). Questi nerd per rendere la loro vita meno squallida giocano a fare gli intenditori nonostante nel 90% dei casi siano ignoranti come capre in materia e non si rendono conto che si arrogano così il potere di giocare con la vita di altri solo per antipatia o simpatia. Il sistema così come si è evoluto in Italia è marcio e disumano e soprattutto 9 volte su 10 quando ti affidi a T.A. subisci portentose fregature. Per non parlare dell’esercito di “recensori” che votano solo ed esclusivamente in base al conto e che quindi penalizzano la qualità, che chiaramente costa, portando avanti veri e propri avvelenatori low cost e che non possono essere bilanciati dai pochi che cercano di mangiar bene e con qualità. Sconsiglio vivamente Tripadvisor a chi ricerca qualità assoluta, magari obiettivamente, per la piega che ha preso, è un buono strumento per palati modesti che badano più che altro a dar soddisfazione al proprio braccino corto. Suggerisco, e non lo faccio per lecchineria, quando si vuol mangiar bene, di andare su google e digitare il nome della località dove ci si trova seguito dalle due parole Luciano Pignataro. Tripadvisor lasciatelo ai grouponisti ed ai cultori del rapporto quantità/prezzo. Tralascio il discorso sulla taroccabilità della reputazione da parte di concorrenti o agenzie che scrivono recensioni a pagamento, è troppo banale come discorso per riuscire a parlarne senza sentirmi di offendere la mia intelligenza e quella di chi legge il mio commento.

  • Pasquale Avino

    (4 agosto 2015 - 18:36)

    So per certo che le critiche negative possono essere eliminate.Un mio giudizio è magicamente scomparso dopo pochi giorni.Non dico di più ma metto, come sempre,nome e cognome.

  • Antonio Piano

    (4 agosto 2015 - 19:00)

    finchè gli utenti di trippavviso non saranno riconoscibili, identificabili e non si potrà provare che siano stati effettivamente clienti del tal locale, non sarà mai possibile difendersi dalle ingiurie, dalle incredibili stoltezze che alcuni vi scrivono; finchè sarà così continueranno a proliferare aziende che vendono recensioni a pacchetti, o vili attacchi denigratori da parte di concorrenti sleali, o stupide ripicche da parte di clienti in malafede per non aver avuto nessun piatto aggratiss…..
    senza contare che nessun filtro funziona, prova ne sono le recensioni di posti inesistenti o chiusi da tempo, o le baggianate scritte su opere d’arte, o musei, o piazze….
    è difficilissimo eliminare una recensione negativa, anche se si è provato che è falsa, proprio in “virtù” dell’inesistenza di controlli…..

    TA potrebbe essere uno strumento utile, anzi utilissimo, ma non deve essere una pistola puntata alla tempia di chi cerca di fare onestamente il proprio lavoro e si vede sbattere in faccia giudizi ignominiosi da facce senza volto, che si nascondono dietro l’impunità dell’anonimato.

  • teresa

    (4 agosto 2015 - 19:18)

    Se non ci fossero dei problemi e se Tripadvisor non guadagnasse anche sulle bugie, non avrebbe bisogno di tenere prigioniere le strutture.
    Quanti sanno che da TA entri a causa di un anonimo e non esci più se non chiudi? PRIGIONIERI Se aprissero le porte quell’enorme impero morirebbe, temo o meglio spererei.

  • francesco

    (4 agosto 2015 - 19:36)

    Nel mio paese Sammichele di Bari, parla di un ristorante “Ciccio u gnur” in via piccinni. Il ristorante non esiste.

  • Francesco Sansone

    (4 agosto 2015 - 19:54)

    Anche io se devo cercare un ristorante dove mangiare bene ormai digito il nome della città seguito da “Luciano Pignataro”. E lo faccio anche per i prodotti tipici e il vino. Molte volte ho scoperto posti e cibi notevoli, altre ho avuto un pò di difficoltà a comprendere giudizi entusiasti. L’ideale sarebbe un compendio fra tripadvisor e i pareri di più critici, ciascuno dando il peso maggiore ora all’uno ora agli altri in base alla propria sensibilità. Personalmente preferisco comunque il parere di un critico, cioè di chi sa come, quando e perchè si fa. A quando un tripadvisor con le referenze gastronomiche dei votanti?

  • Giovanni

    (4 agosto 2015 - 21:31)

    Quanto mi fa rabbia leggere “tripAdvisor va interpretato” “va letto tra le righe” ecc ecc. Queste frasi sono lo specchio della nostra società, incapace di pretendere il meglio dalle persone e dalle aziende. tripAdvisor è un disastro: se i proprietari dei ristoranti di qualità non si facessero aiutare dagli amici o e alcune agenzie, non si ritroverebbero nemmeno al 100° posto. ricevo costantemente richieste “aiuto” da parte di ristoratori che cercano in qualche modo di tutelare la propria reputazione. Se sapeste quante recensioni false ci sono ogni 100 vi verrebbe un colpo. devono eliminare l’anonimato altrimenti va boicottato!

  • Roberto

    (5 agosto 2015 - 00:37)

    A io lo uso per tener lontano i clienti poco motivati e funziona benissimo .

  • Luciano Pignataro

    (5 agosto 2015 - 09:08)

    Devo dire che certi discorsi mi affascinano e post cme questo evidenziano bene la crisi antropologica italiana. I favorevoli a Trip si dividono in due categorie.
    1-Quelli che dicono si, il sistema è imperfetto, ma bisogna saper filtrare. Bene, ma filtrare cosa? Commenti anonimi, commenti che usano TRip a mo’ di ritorsione? Se è molto bello dare a tutti la possibilità di commentare una esperienza, bisognerebbe che l’anonimato fosse tolto. Basterebbe questo. E i ristoratori non stanno su internet, ci sono costretti ad andare quando vengono calunniati.
    2-Ci sono poi quelli che dicono TRip è valido perché il sistema delle guide è corrotto. Quest’ala gastro-Isis ragiona sul tanto peggio quanto meglio e in un qualsiasi consenso giuridico o scientifico verebbe chiesto loro: quale guida è corrotta? Quali sono i conti non pagati? Quali, soprattutto, i giudizi maturati per un conto non pagato? Niente, solo tesi.

    Ecco, pochi si pongono un problema di fondo: ma davvero la nostra filiera gastronomica, una delle poche cose che funziona nel nostro paese, può fare a meno di specialisti che la raccontano? Così, riflessione tanto per far prendere un po’ d’aria in agosto:-)

  • Fabio

    (5 agosto 2015 - 09:18)

    secondo me il grosso problema di TA non è Ta ma chi lo usa… TA è stato sputtanato da dei deficenti che fanno recensioni a hotel o ristoranti che non esistono.. se la gente la smettesse di fare la cretina solo per dimostrare che TA non ha i controlli adeguati forse tutto funzionerebbe meglio…
    siamo nel 2015 internet e i social ormai sono parte di noi… TA non è atro che un social dove scambiarsi pareri su cosa piace e cosa no… a me personalmente il caviale fa cagare preferisco una piadina e allo champagne preferisco una birra… per quanto mi riguarda invece che la nouvelle cuisine è meglio un agriturismo… quindi darò 5 stelle al ristorante la stalla del maiale e 2 al ristorante superfigo di cracco o similari…
    è un mio parere… giusto o sbagliato è un mio parere … non sono certo un esperto cuoco , so cuocermi a malapena un uovo… ma 30€ per 2 maccheroni in salsa di pomodoro rosso serviti in un piatto inondato di forma grattugiata a mano e servita con 1 foglia di basilico verde e 2 gocce d’olio di oliva .. a me sembrano un pò buttati via … può essere il posto piu blasonato del mondo con lo cheff piu figo del mondo ma io li non ci metto piu piede…

  • Andrea Zinno

    (5 agosto 2015 - 10:11)

    Sulla questione del l’anonimato do piena ragione a tutti; è una nefandezze e andrebbe eliminato (personalmente “firmo” tutte le mie recensioni con nome e cognome).

    Non capisco invece le critiche verso il “dover interpretare” e/o “saper leggere”, che altro non sono che lo spirito critico che tutti abbiamo quando leggiamo qualcosa, qualsiasi cosa.

    Pretendere che una guida, quale essa sia, sia “certificata” in ogni sua parola è pura utopia.

  • BlackAngus

    (5 agosto 2015 - 10:33)

    Il sistema delle guide è corrotto quando il proprietario capisce, sa, intuisce che il cliente è un critico e lo tratta diversamente da un cliente normale.
    Io non mi immagino Luciano che va il Sabato sera in una pizzeria e come minimo non abbia un servizio più celere degli altri o un’attenzione sulla cottura della pizza. Non c’è nulla di male.
    Così come tutti ( o quasi ) i ristoranti di un certo livello conoscono benissimo tutti ( o quasi ) gli ispettori della Michelin, del Gambero, dell’Espresso, ne conoscono il nome ed a volte vengono contattati dagli stessi prima dell’ispezione.
    Sono utili le guide? Per me certamente.
    E’ valido il sito di Pignataro? Validissimo…però…
    Però è un’utilissima “cartolina” dei ristoranti come da sua stessa ammissione quando dice di scrivere solo dei ristoranti che gli sono piaciuti e diciamo, senza malizia o polemica, che a Pignataro piacciono parecchi ristoranti.
    Molti li ho provati, molti mi sono piaciuti ma parecchi li ho anche bocciati. Comunque ho sempre ho apprezzato la segnalazione.
    TA è come ascoltare pareri di amici, conoscenti o anche estranei: è questo lo spirito. Ho viaggiato parecchio e molte volte, prima di scegliere un locale domando in giro alle persone del posto, nel paese o città visitata quale secondo loro è il posto migliore. Domando all’albergatore che mi ospita, ad altri albergatori, al proprietario della pasticceria dove faccio colazione, ad un collega, ad un cliente, ad un amico, ecc.
    Tra questi sicuramente mi capiterà un parente di qualche ristoratore, il tizio che si è sentito trattato male perché ha sbagliato approccio col locale, l’amico dell’amico, uno che non capisce niente e forse un buongustaio.
    Fatte tutte le valutazioni magari alla fine troverò quello giusto e la considererò una mia abilità.
    Questo è TA per me e penso che chi più e chi meno sia così per tutti.
    Quando sul sito di Luciano vedo una recensione o una segnalazione su di un locale che non conosco vado su TA e leggo, filtrando ( e si, sono capace di farlo ) e poi decidendo se è il caso di andare oppure no.
    Esempio? Leggo questo http://www.lucianopignataro.it/a/pizza-ottogusti-pizzeria-trianon-gaeta/91727/
    poi vado su TA è leggo che quasi tutti si lamentano che il servizio è scortese e poco professionale; quasi tutti!
    Recensori con 40 recenzioni con 1, o con 10. Si possono essere sbagliati tutti? Sono tutti in malafede? Sono tutti concorrenti sleali? Non lo so. Non credo. Ringrazio idealmente Pignataro per la segnalazione ma nel dubbio non ci vado.
    E, basandomi sulla mia “Tripesperienza”, alla fine non mi perdo niente.

  • Salvatore De Carmine

    (5 agosto 2015 - 10:48)

    Come dice Fabio, ed altri prima di lui, trovo che il vero problema di Tripadvisor siano i suoi utenti. In ogni caso, le critiche nell’articolo sembrano più che altro indirizzate ai sistemi crowdsourced in generale (Versus guide e/o siti curati da una redazione) individuando TA come referente in quanto l’app del genere più usata in Italia. Detto ciò:

    1) Se bisognasse garantire la propria identità nessuno scriverebbe a meno di non avere un ritorno nel farlo

    2) I gusti sono personali, servizi e prezzi sono fatti.

    3) Il risultato di un algoritmo va preso cum grano salis. Quando un algoritmo consiglia un locale, può anche trattarsi di un falso positivo. Ma se ne consiglia dieci, almeno cinque buoni ci escono. Sempre meglio che scegliere senza alcun criterio. In ogni caso ogni algoritmo può essere migliorato.

    4) Ad un buon 80% delle persone, delle tendenze del cibo (come della moda) non frega niente. Vogliono mangiare (come vestirsi) bene.

    5) Vero per qualsiasi sistema crowdsourced. Anche dove ci sono controllori (Foursquare) chi controlla il controllore?

    Personalmente, preferisco prendere in considerazione entrambi i tipi di guide (crowdsourced e curated) nelle mie scelte. E poi fare comunque di testa mia.

  • angelo

    (5 agosto 2015 - 11:55)

    Io uso TripAdvisor per “essere trattato meglio”…basta dire le dispiace se recensisco il suo locale su TripAdvisor

  • Francesco Sansone

    (5 agosto 2015 - 14:56)

    Per me il settore del cibo ha bisogno di specialisti che lo sappiano raccontare. Tripadvisor mi dice se una cosa piace o meno alla media dei suoi utenti. Ma a me non basta. Voglio sapere perchè una certa cosa è buona, come è fatta, chi la fa. E queste sono informazioni che so di poter avere da un professionista. Penso poi ai prodotti di nicchia o ai ristoranti ancora sconosciuti. Come salirebbero alla ribalta se ci si affidasse al solo tripadvisor, i cui utenti credo difficilmente si rechino in posti con un piazzamento in classifica al di sotto della 20-esima o 30-esima posizione? Compito di un critico è anche aiutare le eccellenze a emergere, evitando di appiattirci tutti su un gusto medio che piace soprattutto a chi del cibo fa industria.

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