Elfo: il nuovo rosato delle Cantine Apollonio

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Massimiliano Apollonio e il nuovo rosato da Susumaniello
Massimiliano Apollonio e il nuovo rosato da Susumaniello

Prodotto da Susumaniello, antico vitigno salentino oggi recuperato

Nuovo fiocco rosa alle Cantine Apollonio, dove l’enologo Massimiliano Apollonio ha realizzato quest’anno, per la gioia dei numerosi estimatori della linea Elfo, il rosato da Susumaniello, antico vitigno della zona nord del Salento, molto carico di grappoli nei primi anni di vita (donde il nome, “somarello”). E a rischio estinzione fino a qualche tempo fa, prima che emergesse la consapevolezza diffusa del variegato patrimonio ampelografico pugliese e la tendenza a recuperare quindi la ricchezza, per alcuni decenni misconosciuta, degli antichi vitigni pugliesi.

Si tratta di un vitigno particolarmente vocato alla vinificazione in rosa: “A differenza del Negroamaro e del Primitivo, il Susumaniello conferisce infatti al vino una gradazione alcolica molto bassa”, spiega l’enologo, “dando vita quindi a un prodotto leggero, fresco e fruttato, da bere nel giro di un’annata. Regalandosi magari un mezzo bicchiere di più, per la gioia dei nostri clienti affezionati all’Elfo rosso. Questo nuovo rosato, insomma, è un regalo per loro”. E per i menu salentini: il nuovo vino si presta infatti ad arricchire gli aperitivi rinforzati, ma anche  pranzi e cene alla salentina, anche a base rossa o di pesce.

Il nuovo prodotto va ad affiancarsi all’Elfo rosato da Negroamaro, all’Elfo bianco – prodotto da uve Bianco d’Alessano e Chardonnay – e all’Elfo Rosso, realizzato sia da Negroamaro che da Primitivo e Susumaniello, appunto. Una linea caratterizzata anche da una fresca bottiglia trasparente, da quest’anno con il logo Apollonio in rilievo, come finora accaduto solo per la linea classica Apollonio.

Massimiliano Apollonio è da sempre un grande appassionato di rosati. Qualche anno fa, infatti, si era impegnato nella “costruzione” del “18 Fanali”: prodotto pienamente rappresentativo dei sentori erbacei freschi del Salento, ma al contempo espressione di struttura e consistenza quasi tannica, finale fruttato, accento piacevolmente speziato; nel nome, un omaggio alle luci che un tempo rischiaravano il passaggio sulla prima via illuminata di Monteroni di Lecce, dove la storia della Cantina Apollonio, in parallelo con quella della famiglia che l’ha creata, si dispiega da oltre un secolo.

Grande, a dire di Massimiliano Apollonio, il lavoro che gli addetti ai lavori dell’enologia pugliese stanno portando a compimento per valorizzare le specificità, anche in termini di biodiversità, del patrimonio ampelografico regionale, con l’aiuto delle istituzioni: “Il nostro vino è uno dei più apprezzati ambasciatori della Puglia nel mondo, e noi enologi pugliesi siamo fieri di poter contribuire a questo primato”.