Falanghina, dieci motivi del successo e le 20 migliori etichette scelte dal Mattino

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Il successo della Falanghina aiuta a riflettere:-)

1-Le grandi cantine sociali del Beneventano e i maggiori produttori l’hanno adottatta facendola conoscere in tutta Italia.

2-Si tratta di un’uva radicata nell’immaginario collettivo di almeno due province, Benevento e Napoli.

3-
I migliori enologi la considerano da sempre l’uva più importante e lo affermano con convinzione girando per l’Italia.

4-Ci sono forti individualità di piccole e medie dimensioni sia nel Beneventano che nei campi Flegrei che l’hanno resa appetibile anche nel ristretto ma ciarliero mondo degli enofighetti.

5-Il riordino dei riconoscimenti europei la legano in maniera indissolubile al Sannio e ai Campi Flegrei. Ed è stata una mossa che ha trovato non pochi avversari che hanno sabotato questa volontà.

6-Si tratta di un vitigno poliedrico, adatto alla spumantizzazione come alle diverse lavorazioni in legno, acciaio. Buono anche se appassito.

7-Il vino è centrato sulla freschezza, l’acidità, perfettamente allineato a quelle che sono le tendenze della nuova cucina oltre che ad alcune preparazioni internazionali.

8-Insieme all’aglianico è l’unico vitigno regionale studiato in profondità in sede accademica e scientifica.

9-Ha una longevità incredibile e forse inarrivabile rispetto a tutti gli altri vitigni a bacca bianca.

10-Dal punto di vista del consumatore esprime un ottimo rapporto tra qualità e prezzo e non ha molti competitor, a differenza dell’Aglianico, in altre regioni.

2 commenti

  • Lello Tornatore

    (19 dicembre 2014 - 16:36)

    …sul punto 9 …avrei qualcosa da ridìre!!! :D

    • Luciano Pignataro

      (19 dicembre 2014 - 18:39)

      Caro Lello, ovviamente mi riferisco esclusivamente alla Falanghina coltivata in…. Irpinia:-)))))

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