Ferrara, Enoteca al Brindisi già Hostaria del Chiucchiolino a.d.1435

Letture: 223
Al Brindisi

di Stefano Buso

Ferrara, città secolare in cui arte e storia sbucano ovunque. Piazze, strade, viottoli dove il tempo sembra essersi preso una pausa aprendo i suoi rebus ai turisti. Capoluogo da sempre sensibile alla ristorazione, al cibo gustoso, che corre sullo stesso binario del vino… buono. Del resto siamo nell’Emilia opulenta, e il desinare rispecchia questa propensione. La nostra sosta ferrarese aveva intenti enogastronomici, nondimeno è impossibile restare indifferenti dinnanzi allo splendido Castello Estense, alla Cattedrale di San Giorgio e al maestoso Palazzo della ragione.

Oltre alle opere e monumenti sopraccitati, a Ferrara si trova la più antica enoteca del mondo – all’insegna “Al Brindisi”. Lasciata alle spalle la cattedrale e imboccando una stradina, si raggiunge quest’osteria. L’ambiente esisteva già nel 1435, quando si chiamava “Hostaria del Chiuchiolino”. Nel 1400 si arrivava in barca dall’attuale via degli Adelardi, all’epoca via del Gorgadello, vicina ad una piccola insenatura che ne favoriva l’ormeggio. Oggi è meta di moltissimi avventori – del luogo e non. Da evidenziare, come riportato nel loro sito web, che il Brindisi è stato insignito del titolo di Locale Storico d’Italia: e lo merita davvero! Le atmosfere “catturate” all’interno sono paragonabili alla qualità dei vini proposti. E proprio curiosando tra i vini proposti è possibile degustare delle vere “chicche” – soprattutto – etichette locali poco note. La varietà enologica è una delle prerogative del Brindisi. Oltre a un buon calice è possibile rifocillarsi con tante portate prelibate e un’infinità di spuntini, che comprendono le migliori ricette della cucina ferrarese. È, in buona sostanza, una realtà dove si mangia in modo snello ma curato. Abbiamo scelto un antipasto di salumi con il tipico pane ferrarese (tra i migliori), quindi i cappellacci burro e salvia (succulenti anche nella versione al ragù), e l’immancabile salama da sugo annaffiata con vino del Bosco Eliceo. La salama da sugo è un insaccato di maiale tipico della provincia di Ferrara, cotto per diverse ore in acqua e servito su un morbido talamo di purè di patate. Ritornando alla degustazione, va ricordato che il locale propone differenti menu in grado di soddisfare tutti i palati e le tasche.

Locale caldamente consigliato a chi apprezza le cose buone “condite” con ingredienti non sempre reperibili, e cioè la storia e le epopee d’antan. Mangiare un boccone tra queste mura è un rocambolesco tuffo nel passato difficilmente descrivibile.

http://www.albrindisi.net/index.html
Aperta tutto l’anno dalle 11 all’1,00
Via Adelardi,11
053.471225

4 commenti

  • sara montemaggi

    (21 ottobre 2011 - 19:44)

    E’ il caso di dire “Non è mai troppo tardi” eh, Stefano?

  • Serena

    (23 ottobre 2011 - 22:48)

    Grazie Stefano per la segnalazione
    e per avermi dato l’opportunita’
    di aver conosciuto questo bellissimo
    sito pieno di informazioni
    molto sfiziose

  • Stefano Buso

    (24 ottobre 2011 - 16:45)

    Descrivere un locale che ha entusiasmato è sempre stimolante. Si presume così di far cosa lieta a tutti i lettori. Condivido le impressioni di Serena su questo blog, e che ho già esternato a Pignataro via E-mail. Un blog lungimirante che divulga il pensiero e la cultura enogastronomica in toto, avvalandosi di collaboratori in gamba e ben documentati. Alla vostra salute e grazie

  • Dr.Otremam

    (26 ottobre 2011 - 15:43)

    Saluto te, e la buona tavola che, da autentico pittore, descrivi con sapienti pennellate….Allora eccoci a Ferrara, a rimirare il rosseggiare dei mattoni del Castello Estense, per ripescare nella mente le medesime, magnfiche forme dei non lontani Gonzaga.
    Ferrara godereccia ed emiliana, con leggero aroma di Romagna, anch’essa non troppo lontana e….la descrive magnificamente il figlio suo, quel Dario Franceschini che dismette mirabilmente i panni di consumato politico per ricominciare….”Daccapo”.
    Quella femminea, succulenta Salama ti si avviluppa con braccia di calda, appassionata meretrice, e quel Bosco Eliceo che le fa il pari, rifiutando sdegnosamente i più altolocati cugini lambruschi.
    Oh Provincia Italiana, patria di inestimabili tesori e di straordinari, discreti ed incredibili equilibri che ti vengono incontro in punta di piedi, armoniosi e possenti .
    Perdona la mia divagazione caro amico Stefano, chiedo venia anche a tutti voi fedeli lettori.
    Dr.Otremam

I commenti sono chiusi.