Fiano 2005 Paestum igt Rotolo

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Uva: fiano
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Il base? Ah, sì il base. Sta lì, in un cassetto come una agenda vecchia, del 2005 per esattezza. Voilà, quando si lavora bene in campagna, dove Alfonso trascorre molte ore al giorno, i risultati si vedono, la differenza con il top wine, in questo caso il Valentina per cui è stato molto apprezzato negli ultimi anni, è soprattutto nella tecnica di lavorazione, qui molto semplice, antica: raccolta, pressatura soffice come si dice e fermentazione controllata. E’ bastata l’introduzione di questi due macchinari per far fare ai bianchi della Campania, e del Mezzogiorno, un salto impressionante e ottenere un prodotto sempre all’altezza delle aspettative, anche quando, appunto, non ci si aspetta altro se non un vino in giusto rapporto tra qualità  e prezzo. Rotolo ha abbandonato la doc per quanto riguarda il bianco puntando esclusivamente, come tutti del resto, al Fiano e utilizzando per questo la prestigiosa Paestum igt, dal nome evocativo e centrato. La doc Cilento infatti non prevede ancora la possibilità di scrivere in etichetta Fiano perché figlia di quel generalismo d’uve che, all’epoca in cui fu concepita, siamo nel 1989, è conseguenza da un lato di quel che c’era in vigna, dall’altro della inesistente cultura del vitigno in purezza poi imposto dai viticolturi irpini e del Campi Flegrei, infine di una certa voglia di indossare maglie burocratiche larghe per evitare di stare stretti. Un problema molto serio per esempio in Puglia. Progressivamente il mercato ha cancellato la paura contadina ed eccoci ormai ovunque con il Fiano Paestum igt in attesa della modifica del disciplinare doc: come abbiamo sovente scritto, il Fiano si esprime in maniera diversa per un motivo molto semplice, la piattaforma geologica del Cilento si distacca dal resto della Campania perché non ha origine vulcanica, era sotto il mare, come dimostrano visibilmente le rocce sul Gelbison e sul Cervati, quando il resto della regione spuffettava lava e lapilli. Il Fiano ha dunque un nerbo acido più contenuto e mineralità scarna se non inesistente, in compenso manifesta sempre sapidità, grassezza e, al naso, buona frutta e sentori di macchia mediterranea. Il caldo più forte, le precipitazioni più basse, completano il quadro sicché la 2005 non è affatto una stagione da dimenticare come dimostra, infine, il Fiano di Alfonso stappato a due anni dalla vendemmia: superato il fastidio del tappo di silicone al quale in verità non siamo pregiudizialmente contrari anche se preferiamo il vetro in questi casi, il vino è assolutamente integro e pimpante: intensità e persistenza, buona freschezza ben integrata al resto delle componenti, una beva lunga e molto gratificante. Insomma, un buon risultato che conferma come questa annata nel Cilento possa essere conservata con certezza e prelude anzi ad una buona predisposizione all’invecchiamento. Lo beviamo sulle preparazioni di mare in modo assoluto e convinto.

Sede a Rutino. Via San Cesareo, 18. Tel. 0974.830050. www.alfonsorotolo.it. Enologo: Alfonso Rotolo. Ettari: 5 di proprietà e 2 in fitto. Bottiglie prodotte: 40.000. Vitigni: fiano, malvasia, aglianico, aglianicone.