Fiera Enologica di Taurasi anno zero. Giuliani: umiliata una delle più importanti denominazioni italiane

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Dopo le interviste ad Antonio Tranfaglia, presidente della Pro Loco, a Franco Ziliani e a Sandro Sangiorgi, Divino Scrivere pubblica l’opinione dell’amico Roberto Giuliani di Lavinium, sulla soppressione della Fiera Enologica di Taurasi. Come d’intesa, rilanciamo l’intervista. Intanto prosegue la raccolta di firme e alla manifestazione delle Piccole Vigne di Castelvenere il 28 agosto è stato invitato anche l’assessore regionale Gianfranco Nappi e in quella sede saranno consegnate le firme raccolte tra cui prestigiose adesioni come Slow Food Campania, la rivista Porthos, l’Ais di Napoli, Modena e Comuni Vesuviani, Slow Food Avellino e numerosi blog e siti specializzati.



Roberto Giuliani
Roberto Giuliani

di Barbara Brandoli e Luigi Metropoli

Sul banco degli imputati per quanto riguarda l’annullamento di diverse sagre e fiere enogastronomiche c’è la legge 88 del 7 luglio. Eppure con la risoluzione 69837, appositamente emanata per salvare fiere e sagre, sembra non avere sortito effetti. Quali sono gli ostacoli che pone?
Diciamo che, come sempre accade, le leggi e norme che vengono varate non sono mai del tutto chiare, tanto da favorire possibili e differenti interpretazioni. La risoluzione 69837 è nata proprio per eliminare possibili dubbi di interpretazione, infatti dichiara che la legge 88/09 non coinvolge sagre, fiere e manifestazioni che si svolgono in aree pubbliche, dove sia prevista la vendita e la mescita di bevande alcoliche per promuovere i prodotti locali. L’importante è che siano preventivamente autorizzate.
Gli organizzatori sostengono che in fondo si tratta di una fiera di paese, piccola e limitata al locale. Se anche così fosse, quali le sorti del Taurasi dopo l’annullamento della fiera?
Quella degli organizzatori mi sembra un’interpretazione senza senso, visto che non è stata fatta alcuna distinzione fra piccole e grandi manifestazioni; sembra piuttosto voler dire “dato che la Fiera enologica di Taurasi è di scarsa rilevanza e partecipazione, non vale la pena rischiare di incorrere in ipotetiche sanzioni”. Certamente gli eventi tematici, dove viene promosso un prodotto locale e, di conseguenza, il territorio, la sua storia, i suoi costumi, hanno un certo peso, la loro mancanza, soprattutto se sono eventi che hanno dimostrato un buon riscontro, può farsi sentire anche pesantemente, sebbene il danno maggiore in questo caso potrebbe essere avvertito più a livello locale. Il Taurasi non è un vino qualunque, non stiamo parlando di una piccola e sconosciuta denominazione, ma di uno dei vini simbolo italiani.
Resta qualcosa di irrisolto: Vinalia nel Sannio e tutte le altre iniziative in Campania e in Italia, si sono svolte regolarmente come tutti gli anni. Il sindaco di Taurasi sostiene però che si tratta di qualcosa di diverso rispetto alla Fiera Enologica. Ritieni che faccia più danno il decreto 23 della legge 88 o un certo autolesionismo meridionale?
Mi verrebbe da pensare che le motivazioni di una così drastica decisione possano essere altre, ma non ho elementi per poter esprimere una opinione precisa. Certamente sarebbe stato auspicabile un confronto con i produttori, con gli enti coinvolti, prima di dichiarare forfait in modo così repentino e senza una motivazione precisa.
Ci può essere un effetto domino su altre fiere del settore, anche fuori dalla Campania?
Mi auguro di no, non c’è alcuna ragione per cui queste manifestazioni debbano interrompere il loro corso. Se un pericolo c’è, forse può riguardare maggiormente gli eventi di importanza locale, dove gli investimenti e i mezzi sono limitati, e il timore di possibili sanzioni assume un peso considerevole (la legge comunitaria stabilisce una multa che può arrivare fino a 12.000 euro, una cifra che un piccolo comune non potrebbe certo accollarsi).Una campagna “rassicurativa”, che chiarisca una volta per tutte chi e come può operare senza correre rischi, potrebbe rivelarsi fondamentale.