Flores 2008 Roccamonfina igt

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Flores 2008 Roccamonfina igt

L’Alto Casertano è un esempio del ritorno alla terra della borghesia. A ben vedere, i protagonisti del grande rilancio vitivinicolo, erano impegnati nelle tipiche professioni liberali del Sud (ingegneri, medici, avvocati) nella loro vita precedente. Persone poi travolte dal desiderio di impegnarsi in qualcosa di concreto, palpabile, ereditabile.
Anche l’ingegnere Adolfo Spada ha seguito questo percorso quando nel 1973 acquistò questa tenuta nel cuore di quello che sarebbe diventato il Parco Regionale di Roccamonfina, incastonata tra Lazio e Molise, una proprietà citata Veronelli nella sua famosa Guida all’Italia piacevole edita nel maggio 1969.
Il vantaggio di questa agricoltura è costituito dal suolo vulcanico, un tema non facile da sviluppare in cantina ove mai si cerchino vini omologati e piacioni, facile, facilissimo, quando si cerca un pubblico attento, esperto e curioso. I suoi due figli, Vincenzo ed Ernesto, anche loro entrambi ingegneri, hanno preso il testimone e se lo sono anche scambiato fra loro impostando l’azienda in termini moderni grazie all’incontro con Riccardo Cotarella.
Altra caratteristica dei vini di questo territorio è il loro facile approccio nel prezzo, anche i più famosi e costosi, sono ben al di sotto della media delle etichette della stessa categoria. Il consumatore può dunque esplorare giocando tra le doc Falerno e Galluccio o tra le igt Roccamonfina e Terre del Volturno divertendosi a comprare vini di buona tasca, capaci di evolversi bene nel corso degli anni, dunque da conservarsi, come è capitato lunedì sera con il Gladius 2003 ben abbinato alla gallinella della Stanza del Gusto di Mario Avallone.
Noi, bianchisti per piacere e rossisti di professione, vi segnaliamo l’ultimo nato in casa Spada, il Flores, da uve falanghina con aggiunta (circa il 15 per cento) di fiano. Due vitigni di cui Riccardo conosce alla perfezione il comportamento dopo circa quindici vendemmie fatte in Campania su areali molto diversi fra loro. Certo si tratta di una nascita fortunata, essendo il millesimo 2008 straordinario per i vini bianchi campani, attestato di circa 800 degustazioni realizzate al Savoy Beach di Paestum per Vini Buoni d’Italia del Touring Club.
L’innesto del fiano aiuta il naso ad esprimersi meglio, oltre il floreale tipico dei primi mesi di vita, cercando nella finezza minerale olfattiva e nella sapidità al gusto quel tocco di complessità che fa sempre lo scarto tra un vino buono e uno capace di raccontare una storia, magari diventare grande. Non sappiamo se sarà il caso del Flores, intanto vino da affare, ma sicuramente le premesse sono ben fissate nel vento, quello che carezza le vigne della Tenuta Spada.