Franco Sanità: il pane di Veroli

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Ciambella su finocchietto

 di Roberto Muzi

La storia della famiglia Sanità, in Ciociaria, è strettamente intrecciata con la diffusione delle rivendite di pane cotto nel forno a legna. Fu infatti la mamma di Franco ad aprirne uno dei primi della provincia di Frosinone nel 1948 a Scifelli, piccola contrada nei pressi di Veroli, storico comune sede dei famosi Fasti, dove oggi Franco Sanità continua la tradizione di famiglia con un’impostazione più moderna, coniugando la tradizione con la capacità di fare impresa.

Un pane, quello verolano, veramente ottimo, ma che non ha ingredienti segreti: caratterizzato dalla crosta marrone e dalla mollica biancastra (conseguenza dell’utilizzo di farine di tipo 2, integrali o semi), con la caratteristica alveolatura, annovera certamente tra le sue peculiarità il clima asciutto dell’Appennino Ciociaro e l’acqua utilizzata.

Più della metà dei quantitativi prodotti vengono consegnati tutte le mattine al di fuori della ciociaria ed in particolare a Roma. Tradizionalmente, con la pasta del pane si confeziona anche la famosa Ciambella di Veroli, ai semi di anice, un tempo tipica di Capodanno, ma oggi consumata tutto l’anno.

Franco Sanità, personaggio di straordinaria affabilità e simpatia, è presente in tantissime manifestazioni di Slow Food, portando avanti da sempre il suo impegno attivo all’interno dell’associazione, attualmente come Fiduciario della Condotta di Frosinone.

3 commenti

  • Paolo Mazzola

    (9 maggio 2012 - 15:28)

    Franco è la storia di Slow Food, con na vecchia tessera del periodo Arcigola!!! Mi raccomanda di dire che in foto ci sono le ciambelle…ma ovviamente non il pane Verolese.

  • nico

    (12 maggio 2012 - 18:19)

    Pane straordinario! Provato dopo la degustazione di Fiano a Roma. A proposito ma in quali punti vendita a Roma lo si può comprare?

    PS: trascurabili la pizza bianca e quella rossa, ottima la ciambella ma da mangiare in giornata

  • antonio

    (9 giugno 2012 - 11:55)

    nel caso il pane è verolano, e non “verolese”…
    per ciò che riguarda la “ciammella”, se vi avanza, potete consumarla anche dopo un giorno o due… basterà metterla qualche minuto in forno e risulterà fresca, croccante e fragrante come appena cotta…
    Sono stato testimone, alcuni anni fa, di alcuni processi di lavorazione sia dei vari tipi di pane che si creano nell’azienda, e sia delle famose “ciammelle”, e devo dire che, nonostante l’ovvio uso di alcune macchine indispensabili (come impastatrici di grande formato ) la lavorazione avviene ancora “con le mani”, con fornai esperti e custodi di segreti sulla panificazione tramandati nel tempo, e la signora Sanità, che, con le sue valide assistenti, si occupa della preparazione, della manipolazione e della cottura di ciammelle, dolci tipici e della favolosa pizza…

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