Garantito IGP. L’olio di Stefano e la “pazza idea”

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Stefano Pizzighella

di Carlo Macchi

Valpolicella, tre giorni di assaggi, oltre 200 tra amarone e ripasso da dover degustare. Ovviamente come fai a non farti organizzare qualche visita pomeridiana in azienda, magari anche in qualche cantina particolare. Il problema è che nel tempo le hai quasi visitate e rivisitate tutte e quindi le novità sono poche. Spulciando tra i risultati dello scorso anno trovo un produttore che ancora non conosco. Ci facciamo fissare la visita dalle bravissime ragazze del Consorzio Valpolicella che ben felici di farlo, ci dicono “Mi raccomando, assaggiate anche il loro olio, è buonissimo!” La stessa cosa ce la dice la direttrice del consorzio e addirittura altri due produttori visitati in precedenza. Mentre piove come dio la manda nella mia mente inizia a formarsi la pazza idea di dedicare la visita soprattutto all’olio. Per un toscano, che ha nel cromosoma x  per l’appunto la x di extravergine d’oliva, che è cresciuto tra lo strapotere oleico di leccino, frantoio e moraiolo, visitare una cantina della Valpolicella dedicando la stragrande maggioranza del tempo ad oli nati dalle “strafamossime” cultivar Grignano e Casaliva è proprio una pazza idea.

Ed eccoci così, in una sera buia e tempestosa, a tempestare di domande Stefano Pizzighella che, in verità, non aspettava altro. Mentre ci parla dei suoi olivi posti in varie colline della zona di Mezzane (colline che lui ha girato per anni andando anche a caccia di lepri, cinghiali, caprioli) ci porta a vedere il piccolissimo frantoio, dove però tutto viene lavorato in giornata e sotto azoto. E’ talmente piccola l’azienda che un nuovo e modernissimo filtro per l’olio dovrà essere restituito perché surdimensionato, per tornare al precedente, poco più grande di uno sgabello. Mentre fuori fischia il vento e infuria la bufera Stefano smette di meravigliarsi di questi quattro mattocchi che lo tempestano di domande su denocciolato, acidità, conservazione, uso del decanter etc e lascia andare i freni inibitori. Ne è nata una serata eccezionale , dove la pazza idea olearia si è rivelata forse la più giusta avuta da tempo.

Olio Sisure

Non che i vini di Stefano e di sua moglie Giulietta dal Bosco, sotto il marchio Le Guaite, non  siano buoni, tutt’altro! Ma assaggiare oli che hanno più di un anno e mostrano ancora netti sentori di carciofo (quello è un profumo esclusivo degli oli toscani!!!  gridava il campanilismo oleico al mio interno)  erba appena tagliata, fico e compagnia cantante, è indubbiamente molto intrigante. Ma da buon toscano non posso non porre la domanda che ogni produttore di ottimi extravergine ha paura a porsi. “Ma per cento chili di olive che, se tutto va bene ti danno dodici chili di olio ma molto più spesso non più di 6-7, che costi hai?” Qui casca veramente l’asino dell’extravergine di qualità, quello che tutti vorrebbero a parole e poi giudicano troppo caro nei fatti. La risposta di Stefano “Attorno ai 45-50 Euro!” riporta tutti verso un mercato che accetta solo sulla carta i costi reali dei grandi extravergine, siano essi toscani o veneti. Perché gli oli di Stefano sono grandi! Sia si parli di denocciolato, di Grignano in purezza o del suo blend che assaggiandolo adesso è più chiuso di un amarone appena imbottigliato.
Solo il colore, un verde smeraldo meraviglioso leggermente velato (lui filtra tutti gli oli subito, ma ancora questo doveva passare dalla seconda filtrazione) ed un profumo ancora insicuro di clorofilla ti fanno supporre come sarà in futuro, cioè tra almeno 3 mesi.

Stefano e Giulietta dal Bosco

Ovviamente non potevo non comprarlo (12 euro la bottiglia da 750 cl. neanche tanto) per seguirne con attenzione l’evoluzione nei prossimi mesi. Nel frattempo però mi sono sparato sul pane e su delle verdure crude quelli dello scorso anno, anche ora veramente godibili.

Insomma, tra un assaggio di olio (e di Ripasso, di Superiore, di Amarone, di Recioto..) e l’altro, dalle sette di sera si è fatto mezzanotte ed adesso la pazza idea è come fare a mettersi in macchina per tornare in albergo, avendo sulla groppa dei “leggeri ma ripetuti” assaggi di cinghiale in umido, soppressa e torta sbrisolona.

Stefano Pizzighella

Se mi avesse fermato la polizia avrebbe trovato comunque più olio che vino nel mio sangue. Del resto, quando la pazza idea ti porta da un produttore “felicemente pazzo” di olio e di vino il minimo che puoi aspettarti è questo.

Stefano Pizzighella e Giulietta dal Bosco

Azienda Agricola Sisure

Di Pizzighella Stefano

Via Capovilla 10/A

Mezzane di Sopra (VR)

Tel-fax 0458880396

www.sisure.it

info@sisure.it

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Un commento

  • simone

    (15 novembre 2011 - 03:54)

    Grande Stefano !!!

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