Gennaro Esposito a Masterchef Junior: in tv pensando a mio figlio

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Gennaro Esposito, Alessandro Borghese e Bruno Barbieri
Gennaro Esposito, Alessandro Borghese e Bruno Barbieri

di Francesco Aiello

«La spontaneità e l’intelligenza senza schemi, caratteristiche proprie dei bambini, possono essere un formidabile strumento al servizio della creatività in cucina». Non ha dubbi Gennaro Esposito, cuoco della Torre del Saracino, il ristorante con due stelle Michelin alla Marina d’Equa a Vico Equense, da qualche giorno alle prese con le registrazioni della terza edizione di Junior Masterchef nella quale affiancherà in qualità di giurato i colleghi Bruno Barbieri ed Alessandro Borghese. Finalmente anche un cuoco del Sud entra nell’Olimpo gastronomico televisivo in pianta stabile.
La presenza dei bambini in tv può essere stimolante ed educativa, ma al tempo stesso può prestarsi anche a strumentalizzazioni …
«Il rischio c’è e questo è il motivo per il quale ho riflettuto a lungo sulla mia partecipazione. Poi ho fatto una serie di considerazioni che mi hanno convinto definitivamente. In tutti i campi, dallo sport alla musica, è normale che i bambini si cimentino seguendo le proprie attitudini. Perché con la cucina non dovrebbe essere così? L’importante è che fin dall’inizio si faccia capire ai più giovani che anche in questo mestiere ci sono delle regole che vanno seguite, sia sul versante dell’organizzazione del lavoro che per quanto attiene alle tecniche di preparazione»
E l’educazione alimentare come si inserisce in questo contesto?
«Dal mio punto di vista il sapere mangiare bene, in quantità e in qualità, dovrebbe essere in presupposto di ogni programma che si occupa di alimentazione in televisione. E questo, naturalmente, è il senso della mia partecipazione a Junior Masterchef. Sono convinto, infatti, che oggi più di ieri la questione della corretta alimentazione sia il presupposto, oltre che dell’educazione al gusto, anche della qualità della vita da adulti delle nuove generazioni. Studi approfonditi hanno dimostrato che quello che si mangia nei primissimi anni, non solo determina le preferenze a tavola, ma incide sul metabolismo che ciascuno di noi avrà per tutta la vita»

Hai la possibilità di applicare questi concetti a tuo figlio che ha quasi due anni …
«Da questo punto di vista sono fortunato visto che Emanuele fin dei primi mesi ha manifestato una naturale predisposizione per gli alimenti sani, a cominciare da frutta, verdura e pesce. A noi genitori in questa fase tocca il compito di prepararglieli nella maniera più salutare possibile, avendo grande attenzione all’uso dei grassi giusti e all’impiego delle cotture più adatte»
La televisione può essere davvero utile per raggiungere questi obiettivi?
«Sarebbe un vero peccato non utilizzare uno strumento straordinario come la tv per divulgare il sapere legato al cibo. Mi rendo conto che per rendere i programmi interessanti c’è bisogno di una quota di “spettacolo”, ma credo che alla fine quello che conta sono i messaggi che si trasmettono».