Giffoni Valle Piana (Sa). Il Faggio, marmellate e succhi di frutta

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Uno dei gusti sicuramente persi è quello delle marmellate e dei succhi naturali, quelli che si facevano nelle case in cui non era entrato il frigorifero senza aggiunta, o quasi, di zucchero. Era da un lato un modo per far mangiare la frutta ai bambini, dall’altro di conservarla per l’inverno, quando i barattoli, appena aperti, dovevano essere però consumati subito. Ancora oggi l’approccio a questa naturalità ha bisogno di un processo di rieducazione, un po’ come mangiare senza sale per sentire il sapore vero degli alimenti, perché l’eccesso di zucchero è devastante oltre che suadente per tutti, anche per i palati più allenati. Il presupposto per poterlo fare purtroppo non è facile perché bisogna essere assolutamente sicuri della qualità della frutta, non solo perché i biotipi prevalenti rispondono alle esigenze di esportabilità più che di consumo di prossimità, ma soprattutto perché la tracciabilità resta una favoletta. Spiace dirlo, ma oggi in Italia siamo molto più sicuri sulla carne che su ortaggi e frutta.

Ecco perché diventa molto importante, qui più che altrove, l’acquisto attento e informato perchè negli ultimi vent’anni l’attenzione dei gourmet si è concentrata più sugli alimenti proteici (carne, formaggi, pesce, persino legumi) che su quelli vitaminici e fibrosi che costituiscono la base della piramide alimentare oltre che dell’agricoltura sana. Un indirizzo sicuro è questo nella città dei ragazzi all’ingresso del Parco dei Monti Picentini. Giuseppina Tedesco dal 2001 lavora frutta acquistata da fornitori locali, il prodotto non subisce neanche il passaggio in celle frigorifere per conservare al meglio le qualità, raccolto dunque al momento giusto e non acerbo. Non si usano addensanti, conservanti e men che meno i terribili coloranti all’origine di tanti guai. Marmellate, succhi, gelatine, frutta sciroppata con l’unica aggiunta, quando necessario, di zucchero integrale di canna. E poi anche vino cotto e mosto concentrato. Una fetta di pane a lievito madre con una spalmata di questi prodotti vale cento integratori alimentari farmaceutici e non ha la tristezza infinita dei cereali anglosassoni che trasformano gli uomini in polli di buon mattino. Se avessi bimbi piccoli non potrebbero mangiare altro.