Pizzeria Cricò & Pe a Stabio: verace pizza napoletana in Svizzera!

Letture: 369
Cricò & Pe, Vincenzo (a destra) e Paolo
Cricò & Pe, Vincenzo (a destra) e Paolo

di Luca Fontana

A tavola con I Signori

Maggio 2015

Stabio è un piccolo, e piuttosto grigio, paesino di confine a cavallo tra Svizzera ed Italia, sulla strada che faccio tutti i giorni per andare in ufficio, imbambolato al mattino, stanco la sera. Una mattina vengo destato gioisamente dal mio torpore nel leggere una nuova insegna, che recita a grandi lettere “Vera Pizza Napoletana”, con tanto di striscione col logo dell’associazione Verace Pizza Napoletana.

La pizza napoletana, qui? In Svizzera? In questo paesino formato da una dogana, molti cambia valute e poco più? Vado in ufficio sbigottito, con un programma imprescindibile per la cena: provare Cricò & Pe.

Così eccoci qui, a conoscere Vincenzo, l’ideatore di questo neonato progetto, e Paolo, il pizzaiolo, entrambi di origine Napoletana, navigati da diversi anni d’esperienza nei ristoranti e pizzerie di tutto il mondo.

Il benvenuto è caldo, quasi quanto le zeppole che ci vengono portate, alcune lisce, altre all’acciuga.

Cricò & Pe, Zeppola
Cricò & Pe, Zeppola

Chiacchierando si scopre che Vincenzo e Paolo detengono una quota del Caseificio Barlotti, di Paestum, imprescindibile quindi richiedere un assaggio della loro Bufala, a cui viene aggiunta una ricottina ed una stracciatella. Bisogna scendere di 900km per lo stivale prima di trovare prodotti di questa qualità!

Cricò & Pe, Bufala, ricottina e stracciatella accompagnate da prosciutto
Cricò & Pe, Bufala, ricottina e stracciatella accompagnate da prosciutto

La bufala, butta latte in abbondanza, ottimo segno!

Tra l’altro presso Cricò & Pe è possibile acquistare direttamente questa mozzarella, al prezzo di 20CHF/kg (circa 18€), davvero eccezionale per la media Svizzera.

Cricò & Pe, Bufala
Cricò & Pe, Bufala

Ma iniziamo a parlare di pizza, Paolo, per iniziare, ci propone qualcosa di molto particolare: il Babà di Pizza. L’impasto viene infornato con solamente un pochino di salsa (San Marzano, pressata a mano dal pizzaiolo), in questo modo si ottiene il massimo dell’altezza possibile, grazie all’alta idratazione dell’impasto e l’alta temperatura del forno. Poi, viene aggiunta della stracciatella….mugolii di piacere si alzano dal nostro tavolo.

Cricò & Pe, Babà di pizza
Cricò & Pe, Babà di pizza

C’è anche la versione con le alici, in cui i piccoli filettini danno una forte impronta sapida a questa felice creazione.

Cricò & Pe, Babà di pizza con alice
Cricò & Pe, Babà di pizza con alice

Ma parliamo di pizza, nel senso più classico del termine. Paolo ci spiega il suo lavoro, i cui ingredienti fondamentali sono il lievito madre, l’impasto che lievita ben oltre le 24 ore, il forno ad alta temperatura (circa 430 gradi, anche se elettrico), l’olio EVO aggiunto rigorosamente a crudo, la farina d’eccellenza (Molino Pasini), così come tutti gli ingredienti utilizzati, a partire dal già citato pomodoro San Marzano DOP. Le basi ci sono tutte, vediamo il risultato.

La prima proposta è una Marinara, quella che amo definire “la prova del 9” per un pizzaiolo. La capacità di lavorare l’impasto e la bontà dei prodotti viene fuori con la semplicità, e qui siamo nell’eccellenza. La lievitazione è perfetta, aiutata da un’idratazione gestita a regola d’arte (e la giornata fuori è a base di nebbia e pioggia…). Il San Marzano è un incredibile mix di dolcezza e mineralità. Il tutto viene spinto in alto dalla sapidità delle alici, sin forse eccessiva, ma Vincenzo ci rassicura dicendoci che stà cercando un nuovo fornitore, difficile da reperire in Svizzera.

Cricò & Pe, Marinara
Cricò & Pe, Marinara

Si prosegue con la O’ Napule, una margherita con le alici, in cui viene ribadito il concetto precedente nella qualità dell’impasto, a cui si aggiunge un fior di latte da favola.

Cricò & Pe, O’ Napule
Cricò & Pe, O’ Napule

Ma il grande godimento arriva con la pizza al tagliere, una sorpresa, metà Salsiccia e Friarielli, l’altra metà Margherita, a cui aggiungere bufala, ricotta e stracciatella. Che spettacolo!

Ai nostri complimenti sulla qualità del cornicione, Paolo ci racconta un anneddoto: le esperienze che ha fatto per il mondo gli hanno dato la capacità di interpretare dei climi ben poco partenopei, con la conseguenza di riuscire a gestire la lievitazione e l’impasto anche con tempo freddo e umido, come nella giornata di oggi.

Cricò & Pe, Pizza al tagliere
Cricò & Pe, Pizza al tagliere

Richiediamo anche un passaggio dalla cucina, che ci propone rigatoni con melanzane, pomodoro e fior di latte. Il livello è sicuramente più alto che in tutti i ristoranti del circondario, ma i prodotti utilizzati (fior di latte a parte) sono di stampo più industriale, seppur di ottima qualità, col rigatone De Cecco e la passata Mutti.

Se esiste qualcuno a cui non piace la pizza, non rimarrà certo deluso da questa alternativa, ma qui ci sono ancora ampi margini di miglioramento.

Cricò & Pe, Rigatoni con melanzane, pomodoro e fior di latte
Cricò & Pe, Rigatoni con melanzane, pomodoro e fior di latte

Per il dolce ci alziamo a curiosare, delle sfere di impasto vengono messe in forno nude…

Cricò & Pe, Il forno
Cricò & Pe, Il forno

…per poi essere svuotate, riempite di…Nutella e Stracciatella!

Cricò & Pe, Fagottini in preparazione
Cricò & Pe, Fagottini in preparazione

I fagottini, un biglietto di sola andata per l’Inferno, destinazione ultima: Girone dei Golosi. La morte della Nutella è il pane, l’impasto della pizza è la sua nemesi assoluta, la Stracciatella da ancora più rotondità al boccone, portando questi piccolini alle stelle.

Cricò & Pe, Fagottini
Cricò & Pe, Fagottini

Tra l’altro i prezzi rimangono più che accessibili, con la Magherita proposta a 10 Franchi (circa 9€), un prezzo quasi dimezzato rispetto alle tipiche pizzerie del Canton Ticino, che di certo non possono vantare un prodotto di questa qualità.

Cricò & Pe, Esterno
Cricò & Pe, Esterno

Insomma, da Cricò & Pe si fa sul serio, questo piccolo locale punta chiaramente a diventare un punto di riferimento per gli amanti della pizza non solo del Canton Ticino ma anche dalla parte italiana del confine. D’ora in avanti penseremo a Stabio con l’acquolina in bocca…chi l’avrebbe mai detto?

 

Cricò & Pe

Via Cantonale, 19

6855 Stabio

Canton Ticino (CH)

6 commenti

  • Fabio

    (28 maggio 2015 - 18:45)

    L’incipit delle prime quattro righe è stupido e fazioso. Certo Stabio non è Milano ma giudicare un paese per il suo attraversamento lungo la via cantonale (che di fatto è una tangenziale) è riduttivo e banale.
    Stabio, di origine romana, ha un nucleo storico molto suggestivo ed una zona collinare pregevole dove, tra l’altro, vi sono vigneti di livello.
    Su queste colline si situa uno dei ristoranti più rinomati del Canton Ticino, questo per dire che non era certo necessaria l’apertura di una pizzeria per farsi venire l’acquolina in bocca pensando a questo paese. Detto ciò, il resto del commento è invita sicuramente il lettore a visitare Cricò & Pe, sicuramente il locale avrà fortuna ed affluenza, visto che nella zona si avvertiva il bisogno di una pizzeria non da asporto come tutte le altre presenti.

  • manu

    (28 maggio 2015 - 21:20)

    Fabio mi hai preceduta.. Bravo!
    Mi disturba parecchio chi giudica il “mio” paesello da ciò che si vede dalla strada cantonale. Giusto prendersi il tempo per recensire i ristoranti (tra l’altro il ristorante in questione mi piace molto) ma prima di definire “grigio” un luogo, sarebbe giusto offrirgli una possibilità e scoprire qualcosa di più.. Comunque non è mai troppo tardi! Stabio ha la sua storia da raccontare, una bella storia.

  • Lorenzo

    (29 maggio 2015 - 11:36)

    La cosa che mi fa incazzare è con quale presunzione e ignoranza parli del mio paese.

    Prima di scrivere boiate informati.

    Oltretutto leggendo le prime righe si presume che tu abbia un posto di lavoro in Svizzera.

    Questo è ancora piú scandaloso.

    La prossima volta prima di denigrare il paesello di una nazione che oltretutto ti da lavoro informati.

  • Associazione Verace Pizza Napoletana

    (3 giugno 2015 - 10:11)

    Ci preme precisare che la pizzeria di cui si parla nell’articolo non è iscritta alla nostra Associazione e l’utilizzo del nostro logo registrato non è stato da noi autorizzato, nè siamo mai stati contattati dalla stessa.
    Inviteremo pertanto la stessa a rimuoverlo quanto prima.

  • gdf

    (9 giugno 2015 - 17:42)

    Comunque sia, gran bella dritta questa.
    Pizza eccellente, pur richiedendo oltraggiosamente 90 secondi in più di cottura rispetto alla loro normalità, ma io sono piemontese, abbiate pazienza. Paolo Savino mica si è scomposto, e mi ha piacevolmente stupito. A 10 chilometri da Varese una pizza così vale il viaggio anche da Milano. Perché non è solo per una grande cucina cucinata che si deve viaggiare. Molti vpp possono solo partire e lustrare le scarpe a Savino

  • Chiara

    (14 giugno 2015 - 18:15)

    L’autore dell’articolo è consapevole che il termine “nemesi” è qui usato senza alcun senso?
    L’utilizzo in lingua inglese (“someone’s nemesis”) indica inimicizia assoluta, incapacità di sconfiggersi, odio, pertanto non ha alcun senso: se ne deduce che l’accoppiata sia disgustosa.
    In italiano il modo di cui fa uso l’autore è semplicemente errato, e la nemesi (dal greco Nέμεσις, personificazione della giustizia distributiva e della vendetta) altro non indica che la vendetta, la punizione di un torto, il castigo: in nessuno dei due casi ne esce un costrutto sensato.

    Insomma, oltre a non parlare di argomenti per nulla pertinenti all’articolo (la pizza di Cricò & Pe sarebbe deliziosa anche se la cucinassero in una bidonville, altro che Stabio), sarebbe bene anche rivedere le etimologie.
    Sorvolo su altri orrori di stesura per decenza.

I commenti sono chiusi.