Vino e carciofi: abbinamento impossibile? A Paestum si può:-)

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i vini in degustazione per scegliere il miglior abbinamento con il carciofo

di Diodato Buonora

Sicuramente sarebbero felici (se fossero ancora in vita) gli agricoltori del napoletano, che negli anni venti iniziarono le prime coltivazioni specializzate del carciofo nei pressi dei templi di Paestum, nel vedere che la loro intuizione è ancora oggi fonte di benessere per gli agricoltori della piana del Sele. Lo sarebbero ancora di più se avessero visto che pochi giorni fa, proprio nella zona archeologica, è stato organizzato il primo salone del Carciofo di Paestum IGP. Questo evento, organizzato dal consorzio “Terra Orti”, ha riscosso un buon consenso da parte di curiosi e appassionati del famoso “Tondo di Paestum” che, come tutti ricordiamo, dal 2004 è stato certificato IGP dalla Comunità Europea.

la degustazione per scegliere il miglior abbinamento con il carciofo, la sala

L’obiettivo del consorzio è quello di diffondere sul territorio nazionale la conoscenza di questa eccellenza produttiva. Nel corso della manifestazione sono state organizzate diverse attività come: assaggi di carciofo, convegni, incontri didattici rivolti ai bambini e agli adulti, presentazione dell’Amaro Paestum (naturalmente a base di carciofo) e una degustazione vino-cibo per scegliere il miglior abbinamento con il carciofo. I sommelier sanno bene che, su tutti i loro manuali, quando si parla di abbinamento vino-carciofi, si parla di una cosa praticamente impossibile. Per questo evento-gioco sono stati invitati giornalisti, blogger, sommelier e esperti. A coordinare la degustazione c’era il critico enogastronomico Luciano Pignataro e Maria Sarnataro, la delegata AIS del Cilento e Vallo del Diano. La degustazione organizzata con la collaborazione degli allievi della Scuola alberghiera di Gromola-Capaccio, coordinati dal docente Antonio Stratoti, si è tenuta al ristorante “Il Gallo e la Perla”, locale situato a poche decine di metri dal Tempio di Paestum e attualmente uno dei punti di forza della ristorazione pestana.

gli allievi della scuola alberghiera di Gromola

La degustazione è stata divisa in due parti. La prima con un assaggio di lasagne ai carciofi dove sono stati abbinati tre vini bianchi: la Falanghina “La Nona Musa”, il Fiano “San Matteo” di Alfonso Rotolo e il Greco “Calpazio” della San Salvatore.

la lasagna ai carciofi

Tre vini ben fatti dove si evidenziava in modo netto i sentori varietali del vitigno di provenienza.

la degustazione per scegliere il miglior abbinamento con il carciofo, la sala

La giuria, per questo abbinamento, è stata nettamente a favore del Greco che tutto sommato si è ben amalgamato con il piatto, probabilmente anche perché gli altri componenti della ricetta (besciamella, formaggi) addolcivano l’amarognolo del carciofo. A seguire, nella seconda parte, è stata la volta del “carciofo ‘mbuttunato”, un classico della cucina locale pestana.

Luciano Pignataro e Maria Sarnataro

Ad esso sono stati abbinati tre vini rossi: l’Aglianicone di Tenute del Fasanella, Il Primitivo Paestum Igp dei Vini del Cavaliere e il “Girapoggio” l’Aglianico dei Viticoltori Verrone. Francamente qui è stato tutto più difficile. La giuria nel scegliere il miglior abbinamento si è divisa in tre. Al contrario del piatto precedente qui il sapore del carciofo la faceva da padrone e quindi l’abbinamento era praticamente impossibile. In tutti i casi, abbinamento o non abbinamento, con i carciofi preferisco sempre il vino all’acqua.