Grande serata di vino a Salerno con Riccardo Cotarella e Gianfranco Vissani

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Con Riccardo Cotarella, Gianfranco Vissani e Peppino Pagano

Grande serata di vino a Salerno con Riccardo Cotarella, Gianfranco Vissani, i produttori campani e il Salone dei Marmi del Comune pieno di operatori, appassionati e sommelier, in collaborazione con InTavola di Emiddio Trotta e l’ottima delegazione dell’Ais Salerno diretta da Nevio Toti.

La sala del Comune piena

La prima parte si è svolta al Comune, dove si è svolto il convegno al quale hanno partecipato il parlamentare Paolo Russo ex presidente della Commissione Agricoltura della camera, il presidente dell’Associazione Giornalisti Salernitani Enzo Todaro, il professore Rauty dell’Università di Salerno, il giornalista Vincenzo D’Antonio e l’assessore comunale al Turismo Vincenzo Maraio.

Tanti i produttori in sala, presenti tra gli altri Silvia Imparato, Arturo e Dora Celentano, il presidente delle Strade del Vino Michele Romano, l’enologo Antonio Pesce, Lino Scarallo di palazzo Petrucci, Francesco Tammaro del San Pietro di Cetara, Domizio Pigna della Guardiense, Peppino Pagano di San Salvatore.

Al centro della discussione appassionata il cambiamento radicale del vino campano e della sua immagine negli ultimi vent’anni. Fu proprio Cotarella a dare il primo grande contributo con il Montevetrano nel 1993 facendo conoscere insieme a Silvia Imparato il vino salernitano in  Italia e in tutto il mondo.
Sarebbe ora che l’Enoteca Provinciale gli desse un riconoscimento per questa enorme mole di lavoro svolto.

“Sono umbro ma campano di adozione -ha detto Cotarella commosso-  i successi e le delusioni mi hanno fatto amare questa regione che ha grandissimi vitigni che abbiamo contribuito a far conoscere e a valorizzare i  Italia e nel mondo quando nessuno ci credeva”.

Successivamente ci si è spostati nel Centro storico dove i sono degustati i vini della Falesco in accompagnamento agli gnocchi alla sorrentina preparati da Vissani che ha da poco aperto il suo locale a Capri.

La degustazione Falesco nel centro storico

Una serata perfetta. “Salerno ormai è un polo importante per il vino – ha dichiarato l’assessore Maraio – sono sempre più numerose le aziende che fittano i nostri locali perché siamo una città modello dove è prestigioso venire. Speriamo che tante altre aziende di vino importanti italiane facciano la stessa cosa”.

In serata tanti altri amici si sono aggiunti, tra cui Leonardo Vallone dell’Antinori e Sergio Galzigna fiduciario Slow Food Salerno, Gianni al Vesuvio, Santa Lucia di Salerno.

Un piatto di gnocchi alla sorrentina dedicato all’amico Gimmo Cuomo

Gnocchi alla sorrentina di Vissani

Ps: Il Corriere del Mezzogiorno, si quello del famoso premio Unique a Rocco Iannone di cui nessuno sa nulla, ha di nuovo perso una occasione criticando l’iniziativa.
Il Comune di Salerno ha guadagnato il fitto della sala e di conseguenza, come prassi, dato il patrocinio a un convegno che ha avuto come tema lo sviluppo della immagine del turismo campano  e del vino regionale.
L’evento Falesco si è svolto in altro contesto e anche qui tutto è stato regolarmente pagato (ça va sans dire: il sottoscritto era in amicizia, come sempre, per il piacere e il dovere di esserci).
Forse sarebbe bastata una telefonata a Riccardo Cotarella, presidente nazionale dell’Assoenologi e organizzatore dell’evento, per chiedere lumi, prima di dare la stura a un articolo senza capo e nè coda. Tra cui il suggerimento che il piatto di gnocchi lo poteva fare Raffaele Vitale!:-)
Una obiezione così risibile in un mondo dove gli chef viaggiano in continuazione, tra cui lo stesso Vitale,  la luce dei miei occhi, impegnato questa estate in Calabria, che non trovo dignitoso replicare perché dire una cosa del genere vuol dire stare fuori. O vogliamo sostenere che ogni chef deve cucinare nella sua città? Ditelo ai nostri campani che vanno a cucinare per la Franciacorta, il Soave, il Barolo!!!
Mi risulta che l’ultima volta che Gimmo Cuomo ha parlato con l’attuale presidente dell’Assoenologi è stato lo scorso anno per manifestare la sua amarezza per non essere tra i relatori con me e con Antonio Corbo di Repubblica alla presentazione di un libro sulla carriera di Riccardo.
Spero non se la sia legata al dito per questo motivo, deve capire che nessuno voleva fargli uno sgarbo perché difficilmente qualcuno si può ricordare di lui:-)