I vini dolci della Campania

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di Marina Alaimo

Un babà reale. Ora si può bere campano per accompagnarlo

La regione Campania vanta una produzione ampia e varia di vini passiti dolci grazie ai numerosi vitigni autoctoni presenti su tutto il territorio. Si producono infatti vini passiti sia bianchi che rossi con caratteristiche organolettiche molto diverse tra loro a seconda della zona di produzione e dei vitigni utilizzati.

I vini passiti sono vini straordinari ed interessanti, si ottengono mediante particolari e delicati processi di produzione che ne arricchiscono notevolmente il bouquet olfattivo e la complessità tanto da essere spesso definiti vini da meditazione. Le uve appassiscono naturalmente sulle piante, grazie al clima mite di cui gode la Campania, e talvolta questo processo viene prolungato disponendo le uve su graticci esposti al sole o in cantine ben ventilate. Ne consegue una notevole concentrazione di zuccheri e quindi di alcool , ma anche di profumi e sostanze estrattive.La presenza di zuccheri nel vino ed una gradazione alcolica elevata rende delicato l’equilibrio gustativo che deve essere ben bilanciato da una giusta acidità.

La zona che vanta una maggiore produzione di vini passiti è la provincia di Benevento, grazie al fatto che dispone di una notevole quantità di uve, vini  perlopiù a base di falanghina  che ben si presta a queste tipo di vinificazione per le sue caratteristiche di freschezza ed immediatezza. Interessante è il passito Laureto (falanghina in purezza) della linea Janare della cantina La Guardiense, di Guardia San Framondi, vinificato ed affinato in legno, dai delicati profumi di miele di acacia e mandorla tostata. Una chicca di questa zona è il passito IGT Beneventano di Colle Palladino, di Castelvetere, prodotto con uve barbera del Sannio, rosso di grande impatto olfattivo, dai tipici profumi di amarene sotto spirito, petali di rosa appassita, piacevolmente fresco che ben si abbina a formaggi stagionati. In tutt’altra zona della provincia di Benevento si produce un vino passito di spicco non solo per  produzione campana, ma nazionale, Zingarella di Masseria Parisi nel comune di Baselice sul confine tra Campania e Puglia, prodotto con uve moscato giallo, un vino estremamente raffinato dotato di un ricchissimo corredo aromatico che va da sentori di albicocca secca ai datteri, frutta candita, eleganti sfumature di zafferano, piacevolmente fresco, complesso e immediato nello stesso tempo, un gioiellino della produzione vitivinicola campana. Da abbinare a dolci di pasta di mandorla o, visto l’avvicinarsi della Pasqua, alla pastiera napoletana.

Esclusivo è  Meteora dell’azienda Castello Ducale, primo vino da uve pallagrello bianco, vitigno autoctono della zona di Castel Campagnano che negli ultimi anni è stato rivalorizzato affermando con successo la sua identità, di buon equilibrio gusto-olfattivo, si presenta al naso con una ventata di frutta esotica, miele e nocciole.

Più strutturati e profumati i vini passiti da uve fiano, vitigno che per natura possiede tali peculiarità straordinarie, intrigante è sicuramente Melizie, fiano passito della storica azienda Mastroberardino, fermentato e affinato in barrique, dai profumi intensi di tabacco, confettura di albicocche, nocciola tostata, di delicata dolcezza, da abbinare sia a dolci strutturati come la cassata o a base di pasta di mandorla che a formaggi stagionati accompagnati con miele di castagno. Rimanendo in alta Irpinia da degustare assolutamente Mel, passito di fiano al 70% e greco al 30%, di Antonio Caggiano, di grande struttura, fermentato e affinato in barrique, di un bellissimo giallo oro, dai profumi intensi di fichi al forno, datteri, agrumi canditi che evolvono su piacevolissime note di rosmarino, di buon equilibrio gustativo tra note dolci, fresche e sapide, ideale con delizia al limone o con carni lesse accompagnate da mostarda di frutta.

Spostandoci nell’Ager Falernum troviamo un’altra realtà interessantissima Fastignano Roccamonfina igt della cantina Papa, da uve primitivo provenienti dalla Puglia ed introdotte in questa zona alla fine dell’800, potente e di grande impatto sia olfattivo che gustativo, dai piacevoli sentori di visciole sotto spirito su sottile scia di menta secca, dai tannini molto delicati, può accompagnare dolci a base di cioccolato, formaggi ben stagionati oppure può essere degustato per il piacere di conversare in buona compagnia. Rimanendo in zona Falernum, Eleusi di Villa Matilde, passito di falanghina raffinato e delicato, l’impatto olfattivo è elegantemente disposto su toni di frutta esotica e crema inglese, al gusto è avvolgente, da abbinare a crostate di frutta.

Altra zona di antichissime origini vitivinicole i Campi Flegrei dove l’azienda Grotta del Sole produce un piedirosso passito dai profumi classici di amarene sotto spirito e cacao.

Nell’area vesuviana VO di Cantine Olivella, passito di uve catalanesca, provenienti dalla Spagna ed introdotte nel Regno di Napoli nel xiv secolo dagli Aragonesi. E’ un vino dalle note dolci ed acide molto tenui, dai profumi delicati di frutta sciroppata e muschio bianco, da abbinare a dolci poco zuccherini o semplicemente a mele ripiene di noci ed uvetta cotte al forno.

Il Mattino, 2 aprile