Guida ai ristoranti e alle trattorie d'Italia del Centro Nord
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Ilario Vinciguerra a Gallarate, alta cucina italiana

26 novembre 2012

Con Ilario

Via Roma 1
Tel.0331.791597
www.ilariovinciguerra.it
Aperto a pranzo e cena, chiuso domenica sera e lunedì
Ferie variabili in inverno
Prezzo medio vini esclusi: da 60 a 90 euro

La villa in stile Liberty nel cuore di Gallarate l’aveva puntata da tempo, un sogno nel cassetto inseguito con determinazione e che ha trasformato la sede del Circolo di bridge nell’unico motivo valido per immergersi con gioia nella grigia coltre lombarda dove i colori del Sud si rimpiangono sin dalla prima notte.

Ilario Vinciguerra, stuzzichini

Qui Ilario e la moglie Marika hanno finalmente lo spazio necessario per esprimersi al massimo delle potenzialità. Sotto le cucine e i magazzini, al primo piano il ristorante e un angolo bar, sopra un paio di stanze per banchetti e riunioni, fuori lo spazio per vivere il verde e la frescura d’estate.

Ilario Vinciguerra, sfoglie

Ilario esprime bene due qualità partenopee: immediatezza e capacità di adattamento. Ed è così che la sua cucina è ben pensata ma mai celebrale, ricca di rimandi alla tradizione napoletana ben fusi alla ricchezza gastronomica italiana con rimandi precisi anche alla golosa memoria palatale del Nord. Dal Sud prende la leggerezza, che avvertiamo, benefica e rilassante, soprattutto dopo una settimana di giri fatti al Nord e l’idea di freschezza che deve esserci in ogni piatto che si rispetti. Dalla esperienza accumulata in anni di gavetta tra Italia ed Europa Ilario assorbe tecnica perfetta, giochi di consistenze, di cotture, di caldo freddo che allontanano dalla noia ogni piatto. Un cuoco, insomma, che inizia ad entrare nella maturità e che ha creato i presupposti per esprimersi al meglio nei prossimi anni. Un esempio, dunque, di nuova cucina italiana.

Ilario Vinciguerra. Benvenuto napoletano, piccole montanare e panzarotti mignon

Il Benvenuto napoletano, quello tipico delle pizzerie e delle trattorie, entra subito nel cuore. Bisogna solo stare attenti a non farsi prendere la mano, anche con il pane, buonissimo, per riuscire ad arrivare sino in fondo ad una esperienza gastronomica molto convincente.

Il pane

 

Ilario Vinciguerra, calamaretti

Il primo piattino è attento alla consistenza e fa esplodere il mare in bocca.

Ilario Vinciguerra, mezzi paccheri con ricotta su piede di basilico e bottarga

Anche la seconda entrata divertente e saporita, cerca un uso della pasta diverso già diffuso ma non ancora scontato nella percezione comune.

Ilario Vinciguerra, vongole e zucca campana

Ancora un apetizer, interessante lo scontro tra vongole e zucca napoletana. Purtroppo ormai è difficile trovare vongole che abbiano sapore con tutta la normativa che le ha praticamente snaturate. Chissà se con altri frutti di mare, anche le cozze, il sapore finale non possa essere più ricco di iodio e salsedine.

Ilario Vinciguerra, profumo

Dopo tanti sfizi, ecco Profumo, una tartare di gamberi rossi shake e gin tonic dal grande guizzo. Da mangiare con la pala.

Ilario Vinciguerra, uovo in purgatorio con San Marzano e aria di parmigiano

L’uovo in Purgatorio è un po’ la sintesi della filosofia di Ilario. In effetti rimanda all’uovo con il pomodoro che si fa ancora nelle case napoletane, ma il San Marzano regala una spinta eccezionale, acida, quasi dissetante, viene usato senza mediazione e senza cercare dolcezza. L’aria di parmigiano serve solo a dare un po’ di spalla al piatto. Un controcanto all’uovo con il tartufo del vicino Piemonte di grande eccellenza e modernità.

Ilario Vinciguerra, carne cruda piemontese con pinoli, capperi e germogli

Si ritorna al nord con questa presentazione, il cappero e i germogli risolvono la monotonia, i pinoli giocano di consistenza. La noia è il nemico che Ilario combatte in ogni piatto: niente deve essere scontato e ripetitivo.

Ilario Vinciguerra, omaggio a Novara con lumache, cioccolato, liquirizia e crescione

Ancora Nord, con le lumache in acqua di riso venere nobilitata dal cioccolato amaro e dalla liquirizia. Davvero un piatto di grande stile.

Ilario Vinciguerra, pizzette mignon

La cucina non dimentica mai di strappare un sorriso, un divertimento. Ecco allora le pizzette mignon, una novità per tanti con rimandi alle festicciole per bambini e i vassoi colmi di questa delizia.

Ilario Vinciguerra, Pasta Vicidomini con cozze e patate

Ilario fa una ricerca mai scontata dei prodotti. La scelta del pastificio Vicidomini da questo punto di vista è indicativa: non c’è nulla di più lontano dal 2.0 come questo piccolo pastificio artigianale, niente contest fighetti e investimenti nei social network. Solo qualità verace e semola di Altamura. Una pasta viva. Forse il piatto più ruffiano di tutti, ma il genius loci di un piatto di pasta non può che essere la golosità senza se e senza ma.

Ilario Vinciguerra, Risolio

Il risolio è un piatto che ci è piaciuto moltissimo: grande spinta e sapore.

Ilario Vinciguerra, Rombo e patate

Torna la cottura del pesce, un piatto efficace, con tanta attenzione rivolta ai temi cromatici senza dimenticare il sapore. In fondo, cosa c’è di più semplice di un rombo con le patate?

Il rosso

 

Ilario Vinciguerra, maialino

Sulle carni, qui il maialino con il foie gras, torna il Grande Nord e non potrebbe essere diversamente vista la mancanza di cultura al Sud di questo alimento. Perfetto, una esecuzione quasi didattica.

Ilario Vinciguerra, sfera di pastiera

L’oro di Napoli è un bon bon ghiotto e dolce che esplode nel palato come il tortello di carbonara di Heinz Beck.

Ilario Vinciguerra, crema bruciata

 

Ilario Vinciguerra, piccola pasticceria

 

Ilario Vinciguerra, zucchero filato

 

Ilario Vinciguerra, dolce al rabarbaro

Il reparto dolce è molto ben giocato. Non si rinuncia al classico, in piccole porzioni e di sicuro effetto. Ma il finale è riservato alla concezione moderna del dolce, come piace a noi, quasi senza zucchero, di alleggerimento e non di botta finale come purtroppo avviene nella maggior parte dei casi. Il gelato al latte di mandorle con il rabarbaro è davvero un finale gratificante e giusto.

Ilario Vinciguerra, il panettone

La novità, quest’anno, è il panettone di Ilario.

Ilario Vinciguerra, il panettone

I menu degustazione partono da 65 e arrivano a 90 euro.
Il servizio è perfetto. Marika è una perfetta padrona di casa che ingentilisce la sala e la rende accogliente.
Buona carta dei vini, delle acque, degustazione anche di olio in apertura.
Insomma, una esperienza appagante e completa: uno dei migliori esempi assoluti di fusion italiana. 

Ilario Vinciguerra, la dispensa

13 Commenti a “Ilario Vinciguerra a Gallarate, alta cucina italiana”

  1. marco scrive:

    Grande ilario e’ un grande ,poi da quando si e’ trasferito a Gallarate ha trovato la sua dimensione e’ un grande ristorante dove il servizio in sala e’ sempre attento e molto gentile e la signora Marika e’ una grande padrona di casa.
    La cucina e’ hai vertici in Italia, mediterranea , creativae e di grande sostanza.

  2. cerare filippi scrive:

    Sono stato questo sabato a cena ed era pienissimo (strano per questo momento di crisi) ed ho trovato una cucina eccezionale ,mi domando come mai abbia solo una stella michelin ,sicuramente ne merita due .

  3. francesco scrive:

    ci sono stato piu’ volte sono Napoletano e lavoro a milano ed ho trovato sicuramente la massima espressione di cucina meditterranea ; anche piu’ di cannavacciulo un altro grande campano sul lago d’orta

  4. vanessa fra scrive:

    otttimo, cucina emozionante in una location da sogno

  5. enrico malgi scrive:

    Luciano, come hai trovato il panettone? Come ti è sembrata Gallarate? O già la conoscevi?
    Non hai avuto il tempo per recarti all’enoteca-caffetteria” Sogno di…vino” che dista appena poche decine di metri da Ilario?
    Comunque Ilario resta sempre uno dei migliori chef d’Italia.
    Abbracci.

  6. Piermario scrive:

    Vi siete dimenticati di dire che il risolio è il risotto preferito del sig. Maffi…

    :-)

  7. simone scrive:

    una cucina soave che ha un gioco di consistenze e sapori bene precisi e soprsttuttto puliti ,Ilario un grande chef della nostra terra (Napoli) di cui ne dobbiamo andare orgogliosi ,un giovane che e’ partito da nulla e si e’ affermato in una regione non “facile” .Complimenti waglioooooooooooooooooooooooooo
    P.S.
    Grande plauso alla moglie marica impeccabile donna di sala, che solo come lei ti spiega i piatti ti trasmette emozioni.

  8. Giancarlo Maffi scrive:

    Come rovinare un pezzo. Dunque, il proprietario e amministratore unico del blog, uomo di specchiata onesta’ intellettuale, produce un bel post su un ottimo ristorante. Passano ore, con molte probabili letture e nessun commento, evidentemente del tutto inutile. Poi… 4 commenti a orologeria. Tripadvisor non avrebbe saputo far di meglio. Purtroppo Andreotti ha sempre ragione.

    • Piermario scrive:

      Ho contato (fino a quattro ci riesco agevolmente) ed il mio commento non rientra tra i primi quattro. In ogni caso, se evocandola – almeno nelle intenzioni, in modo scherzoso – dovessi averla infastidita non ho difficoltà a scusarmene.

  9. marco contursi scrive:

    Dico la mia vedendo la dispensa……ottima la scelta della pasta…..sui pomodori non ci siamo proprio ma sono in tanti gli chef a non capire la differenza tra un produttore e uno che ci mette solo il nome…….Maffi fai il bravo e non importunare Enrico che è amico mio…..io sto ancora aspettando una certa bistecca……da gennaio ne riparliamo…… e non pensare :che scassambrella sto Contursi…..io c’aggio miso o pensiero :-))))))))))

  10. Giancarlo Maffi scrive:

    No piermario, la tua battuta e’ carina e denota buona memoria e ottima attenzione:-) e’ la consueta e ripetuta imbecillita’ di certa claque, smaccatamente dilettantesca, a far sorridere. Dovrebbero istituire il premio ” il furbo fesso”. Quest’anno a pari merito la claque del Principe di Piemonte di Viareggio e questi qui lo vincerebbero a mani basse. Io, se fossi scaramantico, eviterei di proseguire, in futuro. A Viareggio la stella l’hanno tolta…..

  11. Giancarlo Maffi scrive:

    Dimenticavo: caro Contursi, almeno speravo sapessi contare fino a quattro. La bistecca va a gennaio, senza alcun dubbio:-))

  12. Marco Contursi scrive:

    Caro Giancarlo a stomaco vuoto conto male……a gennaio riprenderò a contare bene :-D