Irpinia, Villa Raiano scommette sul futuro: inaugurata la nuova magnifica cantina

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di Antonella Petitti

Cantina Villa Raiano, la nuova sede

La vendemmia si avvicina anche in Irpinia e per casa Basso questa sarà da appuntare nel libro di famiglia. Un libro antico e ricco di soddisfazioni, cominciato agli inizi del 1900, quando nasce l’azienda che produce e commercializza olio extravergine di oliva. Ma l’ingresso nel mondo vitivinicolo arriva molto più tardi e per l’impegno e la passione dei fratelli Sabino e Simone Basso e del cognato Paolo Sibillo.
Era il 1996 e la volontà ed il lavoro della famiglia, assieme ai consigli del professore Luigi Moio, compagno di corso di enologia con Sabino, hanno dato sin da subito risultati importanti. “Il punto di svolta arriva all’incirca quattro anni fa”, racconta Sabino Basso, “quando dopo aver valutato l’andamento della cantina abbiamo deciso di cambiare sede per ampliare la nostra attività”.
Così sabato sorso l’inaugurazione della nuova sede di Villa Raiano a San Michele di Serino, si fa simbolo di una Campania che cresce in qualità ed in accoglienza. Si, perché l’imponente struttura di Villa Raiano, di grande stile e modernità operativa, sarà un luogo di incontro, di eventi, di riflessione. Un punto vendita al dettaglio, una terrazza panoramica, una bottaia ospitale. “Il vino è frutto di un ragionamento”, interviene il professor Luigi Moio, “nella progettazione di questa struttura non si è pensato all’inserimento di chissà quali macchinari, è evidente che centrale è la funzionalità e il benessere di chi ci lavora. Il vino è un forte ambasciatore del territorio e finalmente cominciamo a renderci conto che saper accogliere è fondamentale, luoghi come questo devono diventare attrattori turistici affinché si crei un’unica rete turistica eno-gastronomica campana”.

Da sinistra: Simone e Sabino Basso e Paolo Sibilio

Ora non resta che lavorare alla nuova vendemmia dei 15 ettari divisi tra i comuni di Montefusco, Castelfranci, Lapio, Montefredane e San Michele di Serino, nel frattempo un nuovo impianto amplierà di ben 8 ettari la superficie delle vigne. Si comincerà con la falanghina, a cui seguiranno fiano, greco ed aglianico. Con un potenziale produttivo di dieci volte superiore, in termini di spazio, ora non resta che aspettare, sperando che la qualità continui ad essere il pallino fisso di famiglia!