La Falanghina di Libero Rillo

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La vite come arredo urbano nei paesi a vocazione vitivinicola? Certo, al posto delle palme e delle altre piante tropicali. È questa l’idea forza della nuova edizione di VinEstate a Torrecuso che sarà lanciata dai sindaci di alcuni dei più famosi comuni di Città del Vino, tra cui Montefalco il cui sindaco Valentino Valentini è presidente dell’Associazione. La manifestazione inizia stasera e si chiude domenica prossima ed è, dopo il successo di Guardia Sanframondi e Castelvenere, il terzo appuntamento del calendario di manifestazioni sannite coordinate dal progetto InNatura. Una occasione per entrare nel cuore di un territorio fortemente legato all’Aglianico, al pari di Taurasi e del Vulture, ma ancora poco conosciuto al di fuori della cerchia degli appassionati e degli intenditori. Ma il terroir alle falde del Taburno ha, rispetto agli altri due citati, una peculiarità non comune: pur avendo un’anima rossista, produce bianchi di altissimo livello e preziosi. A far da contraltare all’Aglianico è, manco a dirlo, la Falanghina di tipo Beneventano, più strutturata e destinata a lungo invecchiamento. L’escursione termica, il suolo argilloso, l’altezza, fanno di questi ripidi saliscendi collinari un luogo ideale dove produrre bianchi di buona qualità che hanno la stessa caratteristica del Fiano e del Greco in Irpinia: vanno bevuti infatti almeno un anno dopo la vendemmia per dar loro modo di ricomporsi in bottiglia con il ripiegamento dell’acidità. Potenzialità espresse bene nelle ultime degustazioni coperte della guida Vini Buoni d’Italia del Touring in cui i bianchi del Taburno si sono presentati davvero in grande spolvero ottenendo ottimi risultati (citiamo Cantina del Taburno, Taburni Domus, Ocone, Fattoria La Rivolta tanto per gradire). Fate la prova: qualsiasi Falanghina di qualsiasi azienda di Torrecuso, Ponte e dintorni, ha bisogno di molti mesi per iniziare ad esprimersi. Tra tante vogliamo citare lo splendido base di Orazio e Libero Rillo dell’azienda Fontanavecchia che sulle prime lascia sempre perplessi per la esuberante freschezza ma che proprio in questo periodo si esprime al meglio. Bonus per il rapporto tra qualità e prezzo, difficilmente superabile, nel bicchiere alcol e struttura lo portano immediatamente ad alta quota e lo mettono in condizione di confrontarsi anche con piatti importanti non solo di mare, pensiamo anche ad una buona pasta e fagioli addolcita con la cotica tanto per fare un esempio concreto. Del resto, chiedetevelo, a cosa servivano i bianchi nelle zone interne? Certo non ad accompagnare la cucina di mare.