La pastiera napoletana di Ugo Mignone ed il passito ischitano di Giardini Arimei

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Michela Muratori, l'enologo Francesco Iacono, il sommelier Luca Gardini

di Marina Alaimo

Abbinamento felice quello tra il passito ischitano di Giardini Arimei e la pastiera del famoso pasticcere Ugo Mignone. Come i rapporti che si consolidano nel tempo, anche questo si basa su giochi di concordanze e contrasti. L’affinità si salda tra i caratteri comuni, quelli dei profumi suadenti di fiori d’arancio, buccia di agrumi e miele riconducibili ad entrambi. I contrasti si delineano nei sapori, stuzzicando sensibilmente le papille gustative: dolcezza ed acidità si rincorrono lungamente in un gioco goloso ed irresistibile.

Il Passito secco di Giardini Arimei

Così nasce la Pastiera Arimei proposta nella pasticceria Mignone in piazza Cavour in un packaging di fattura minimal chic che può rappresentare un’ottima idea regalo non solo nel periodo pasquale, ma in ogni occasione in cui si vorrà fare dono di una delle massime espressioni della cultura gastronomica napoletana. La pastiera è protagonista della Pasqua partenopea. Ancora oggi non esiste famiglia dove non si celebri il rito della preparazione ed ognuna ha la propria ricetta tramandata gelosamente da generazioni. La tradizione vuole che si prepari il Venerdì Santo, giorno della resurrezione di Cristo.

Ugo Mignone

Ed in quella giornata i vicoli di Napoli, i condomini chic del Vomero o di Posillipo, le periferie, la provincia oltre le mura della città unitamente profumano di grano, agrumi e fiori d’arancio. E’ usanza antica donarla agli amici e parenti più cari e confrontare, anche animatamente, le diverse versioni assaggiate a casa di questo o quello. Il passito della Tenuta Giardini Arimei raccoglie a sua volta un’antica tradizione vitivinicola di Arime, la terra di fuoco. E qui è una giovane donna a prendersene cura, l’enologa Serena Gusmeri, entusiasta della vitivinicoltura dell’isola d’Ischia.

L'enologa Serena Gusmeri e la sommelier Liliana Pagano

I vitigni tipici, biancolella, forastera, uva rilla, san lunardo e coglionara vengono appassiti in pianta e raccolti in ripetute vendemmie che si susseguono da agosto a dicembre. La pigiatura avviene in maniera molto suggestiva negli antichi palmenti restaurati con cura dall’azienda. Il risultato è un vino bianco passito un po’ fuori dalle righe. Nel senso che la dolcezza è appena accennata, il sorso è snello e scorrevole, caratterizzato soprattutto da una piacevole freschezza. Nell’espressione olfattiva rientra in pieno in quella che ci aspettiamo da un passito: intensità complessa ed avvolgente, frutto ricco e maturo, miele piccoli accenti ischitani. Nella serata di presentazione on the road della Pastiera Arimei  a condurre la degustazione del passito è un numero uno, il primo sommelier del mondo Luca Gardini.

Un commento

  • Mimmo Gagliardi

    (19 ottobre 2012 - 15:15)

    Perfetta sintesi di una bella e dolce serata. Un piacere aver conosciuto questo connubio di sapori di cui, sono certo, si parlera’ ancora…

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