La vera Campania al top la trovate solo su Slow Wine 2014:-)

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La Campania occupa un posto d'onore nel cuore di noi slowiners. Con l'edizione 2014 della nostra Guida conferma tutte le sue potenzialità e anzi apre nuovi affascinanti scenari.

Quali sono i punti di forza:

1) Il Fiano di Avellino è probabilmente il vino bianco italiano (se la gioca con il Verdicchio, che ha un prezzo medio di vendita più basso e quindi ha più Vini Quotidiani) dalle maggiori potenzialità evolutive. Raccoglie una quantità di riconoscimenti impressionati, cosa che lo colloca ai vertici della produzione nazionale. Anche se da più parti si è detto di una 2011 non così eccezionale a noi pare che l'invecchiamento di un anno abbia fatto un gran bene a questo vitigno, regalandoci performance da primato. Il 2012 probabilmente sarà ancora meglio, per ora i Fiano di annata sono davvero grandi. Attendiamo quelli dei produttori che hanno deciso di uscire dopo (soluzione che a noi piace francamente di più). Il Fiano è figlio dell'Irpinia ma in alcuni casi ben figura anche fuori dai suoi confini e questo è un'altra bella carta da poter giocare.

2) La Falanghina e il Sannio in generale sono sempre di più i protagonisti delle nostre degustazioni. Questo vitigno gode, infatti, di un rapporto tra la qualità e il prezzo davvero unico, cosa che lo colloca ai vertici della sua categoria, facendo incetta di Vini Quotidiani. Una terra, il Sannio, che in pochissimo tempo ha compiuto un salto di qualità impressionante e che noi abbiamo saputo ben intercettare forti della presenza di quasi venti aziende recensite sulle pagine di Slow Wine 2014.

3) Buone notizie anche dalla Costiera Amalfitana e dal Cilento, sempre più vini arrivano alla soglia dell'eccellenza e questi territori possono ambire presto a divenire serbatoio di eccellenze per tutta la regione, sia tra i vini di prezzo medio sia tra quelli più abbordabili. Sono zone da monitorare con grande attenzione. Notevole anche la performance dei Campi Flefrei che possono contare su due vitigni importanti come falanghina e piedirosso.

4) Abbiamo tre nuove chiocciole: Villa Dora sul Vesuvio, Tenuta San Francesco nella Costiera Amalfitana e Maffini nel Cilento. Un notevole ricambio, che dà l'idea di una regione in continuo fermento.

Tra le note negative

1) Il Taurasi quest'anno non ha potuto contare su un'annata meravigliosa. Il 2009 è stato molto piovoso e ha danneggiato non poco questa magnifica denominazione. Si sono salvati alcuni produttori che più di altri probabilmente hanno saputo fare di necessità virtù e hanno prodotto due vini di altissimo livello. Siamo sicuri che il prossimo sarà l'anno del riscatto, visto che si tratta di una denominazione che noi amiamo particolarmente.

2) Continua a non darci soddisfazioni il Casertano che non riesce a trovare una propria identità precisa e quindi facciamo molta fatica ad individuare le eccellenze. Speriamo che il serio lavoro di alcuni produttori dell'area possa far crescere tutto il comparto.

VINI SLOW

Campi Flegrei Piedirosso Vigne Storiche 2011 La Sibilla

Fiano 2mila11 2011 Mila Vuolo

Fiano di Avellino 2010 Guido Marsella

Fiano di Avellino 2011 Rocca del Principe

Fiano di Avellino 2011 Ciro Picariello

Fiano di Avellino 2012 Colli di Lapio

Fiano di Avellino 2012 Tenuta Sarno 1860

Fiano di Avellino Vigna della Congregazione 2011 Villa Diamante

Greco di Tufo 2012 Benito Ferrara

Greco di Tufo 2012 Torricino

Kleos 2011 Maffini

GRANDI VINI

Fiano di Avellino 2011 Di Prisco

Fiano di Avelino 2012 Pietracupa

Fiano di Avellino Exultet 2011 Quintodecimo

Fiano di Avellino Vigna Acquaviva 2011 Montesole

Fiano di Avellino Santari 2011 Filadoro

Taurasi Le Surte 2007 Macchialupa

Taurasi Raiano 2009 Villa Raiano

Taurasi Renonno 2009 Salvatore Molettieri

VINI QUOTIDIANI

Calpazio 2012 San Salvatore 1988

Campi Flegrei Falanghina Colle Imperatrice 2012 Cantine Astroni

Campi Flegrei Piedirosso 2012 Agnanum – Raffaele Moccia

Campi Flegrei Piedirosso 2011 Contrada Salandra

Costa d'Amalfi Tramonti Rosso 2010 Tenuta San Francesco

Falanghina del Sannio 2012 Corte Normanna

Falanghina del Sannio 2012 Terra di Briganti

Falanghina del Sannio Alexia 2012 Fattoria Ciabrelli

Falanghina del Sannio Fois 2012 Cautiero

Falanghina del Sannio Preta 2012 Capolino Perlingieri

Falanghina del Sannio Taburno 2012 Fontanavecchia

Galluccio Rosso Camporoccio 2010 Porto di Mola

Irpinia Fiano 2012 Antico Castello

Tresinus 2012 San Giovanni

Vesuvio Bianco 2012 Villa Dora

Sarà possibile degustare questi vini, insieme a tutti quelli delle altre regioni d'Italia che hanno ricevuto un riconoscimento, il prossimo 26 ottobre a Venezia, in occasione della presentazione di Slow Wine 2014.

Per maggiori informazioni guarda qui.

Per tutti i nostri lettori è possibile acquistare in anteprima SLOW WINE 2014 presso il negozio online di Slow Food.

Basta cliccare qui

3 commenti

  • betty colella

    (15 ottobre 2013 - 17:12)

    Tutte eccellenze che ci fanno onore. Quello che invece non ci fa onore è il titolo a caratteri cubitali: “La VERA Campania…..la trovate SOLO su…” . Perchè, mi scusi, esiste una falsa Campania, che magari coincide esattamente con chi non è su Slowwine?

  • Luciano Pignataro

    (15 ottobre 2013 - 19:55)

    Titolo a caratteri cubitali? Il corpo è lo stesso di tutti gli altri 11mila post:-)
    Il maiuscolo lo mette lei, non c’è
    Quanto al resto, ovviamente ciascuno è convinto di quello che fa: però nessuna guida come slow wine ha in Campania professionisti che si occupano di vino da più tempo e una maggiore ramificazione territoriale capillare grazie alle condotte Slow Food.
    Inoltre siamo gli unici che abbiamo visitato tutte le cantine di cui ci occupiamo, e lo facciamo ogni anno
    Ecco perché è di gran lunga la migliore e più completa:-)
    A nostro modesto avviso, si intende

    • betty colella

      (15 ottobre 2013 - 20:11)

      Ovvio che ognuno ha le sue idee. Il maiuscolo l’ho messo io, per evidenziare le parole che non condivido per il messaggio, a mio modesto avviso, sbagliato che lanciano. Nel mio commento le facevo semplicemente una domanda. Non discuto il lavoro pregevole di Slow food, di cui sono socia e che seguo da anni, mi permetto di dire che non mi piace il titolo. Tutto qua, lungi da me creare una inutile polemica.

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