L'Alto Adige più buono e meno scontato lo trovi solo su Slow Wine 2014: chiocciole e riconoscimenti

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Slowine 2014

Con 5.300 ettari vitati l'Alto Adige rappresenta l'1 per cento scarso della superficie vitata italiana, eppure è riuscito a ritagliarsi uno spazio di eccellenza grazie alla produzione di altissimo livello, costante e diversificata. Una regione vinicola completa che, pur bianchista nell'immaginario comune, gioca forte su tutte tipologie, dai bianchi leggeri ai rossi strutturati, dagli spumanti ai vini dolci, con tutte le varie sfumature in mezzo. Così non è sempre stato. La viticoltura in Alto Adige ha radici antiche, la storia, invece, conosce i suoi alti e bassi: basti pensare che ancora 30 anni fa si parlava di una produzione “di massa”, in gran parte esportata sfusa nella vicina Svizzera. L'impressionante inversione di tendenza sarà anche stata indotta da eventi sfortunati – il crollo dei mercati classici e la necessità di cercare strategie alternative – ma è soprattutto grazie alla lungimiranza e serietà di molti produttori, unite alla proverbiale capacità di fare squadra, che l'Alto Adige oggi è tra le più quotate aree vinicole a livello nazionale.

Con l'annata 2012 siamo tornati a grandi livelli almeno per quanto riguarda i bianchi che, pur non così raffinati ed espressivi come quelli del 2010, hanno maggiore freschezza e tensione rispetto alla calda vendemmia 2011. In realtà stiamo parlando di un'annata sempre piuttosto calda, con alcune piogge a fine settembre, che hanno rallentato la maturazione almeno per le varietà tardive.  Sta di fatto che abbiamo trovato gradazioni tendenzialmente più basse, acidità più elevate e maggiore definizione del frutto. È ancora presto per formulare un giudizio preciso sui rossi, ma Schiava e Lagrein d'annata preannunciano eleganza e profumi.

A questo proposito ci è sorto qualche dubbio sul ruolo preciso del lagrein: sarà davvero il grande vitigno autoctono da lungo invecchiamento? Spesso ci hanno convinto di più le versioni giovani, magari leggermente selvatiche e più semplici, ma che nel bicchiere si traducono in maggiore bevibilità. Sull'altro versante siamo contenti di vedere come lo Schiava, vino quotidiano per eccellenza, per decenni pilastro portante dell'economia vinicola, poi letteralmente caduta in disgrazia, abbia ritrovato la sua fedele schiera di estimatori. Restiamo convinti che il Pinot Bianco sia il bianco più caratterizzante almeno per la val d'Adige, mentre in Valle Isarco ci siamo divertiti particolarmente assaggiando Sylvaner di ottima finezza e tensione, per non parlare dei Riesling della Val Venosta, talora addirittura entusiasmanti.

VINI SLOW

A.A. Chardonnay Löwengang 2010 – Tenutae Lageder

A.A. Müller Thurgau Feldmarschall von Fenner zu Fennberg 2011 – Tiefenbrunner

A.A. Santa Maddalena Cl. Antheos 2012 – Waldgries, Christian Plattner

A.A. Terlano Pinot Bianco Vorberg Ris. 2010 – Cantina Terlano

A.A. Terlano Sauvignon 2012 – Ignaz Niedrist

A.A. Valle Isarco Müller Thurgau Sass Rigais 2012 – Hoandlhof, Manni Nössing

A.A. Valle Isarco Riesling 2012 – Strasserhof, Hannes Baumgartner

A.A. Valle Isarco Riesling Aristos 2012 – Cantina Valle Isarco

A.A. Valle Isarco Sylvaner 2012 – Kuenhof, Peter Pliger

A.A. Valle Venosta Riesling 2012 – Unterortl Castel Juval

A.A. Valle Venosta Riesling 2012 – Falkenstein, Franz Pratzner

Cassiano 2011 – Manincor

Elda 2010 – Nusserhof, Heinrich Mayr

GRANDI VINI

A.A. Chardonnay Burgum Novum Ris. 2010 – Castelfeder

A.A. Chardonnay Rarità 2000 – Cantina Terlano

A.A. Gewürztraminer V.T. Terminum 2011 – Cantina Tramin

A.A. Merlot-Cabernet Yugum 2010 – Peter Dipoli

A.A. Pinot Nero Trattman Ris. 2010 – Cantina Girlan

A.A. Sauvignon Sanct Valentin 2012 – Cantina San Michele Appiano

A.A. Valle Isarco Sylvaner 2012 – Köfererhof, Guënther Kerschbaumer

A.A. Valle Isarco Veltliner Praepositus 2011 – Abbazia di Novacella

VINI QUOTIDIANI

A.A. Pinot Bianco 2012 – Niklaserhof

A.A. Pinot Grigio 2012 – H. Lun

A.A. Santa Maddalena Cl. 2012 – Waldgries, Christian Plattner

A.A. Santa Maddalena Cl. 2012 – Glögglhof, Franz Gojer

A.A. Santa Maddalena Cl. 2012 – Pfannenstielhof, Johannes Pfeifer

A.A. Schiava 2012 – Baron Widmann

A.A. Terlano Cl. 2012 – Cantina Terlano

Un commento

  • giuseppe mennella

    (28 settembre 2013 - 19:05)

    Ma neanche un Lagrein premiato?

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