La rivista Test rivela: mozzarella di bufala con il latte congelato! E il Consorzio?

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Treccione di mozzarella di bufala. www.lucianopignataro.it
Treccione di mozzarella di bufala. www.lucianopignataro.it

Latte congelato nella mozzarella? Beh, diciamoci la verità: è un po’ come Tangentopoli vent’anni fa. Tutti sapevano ma si adeguavano.

Roberto Battaglia
Roberto Battaglia

Rilanciamo questo post del sito Helpconsumatori

Il nuovo numero del Test, in edicola dal 23 luglio, pubblica i risultati delle analisi condotte su 19 mozzarelle di bufala per scoprire quale latte e che tipo di qualità viene offerta dai più grandi marchi venduti dai supermercati italiani.
Il servizio del Test, intitolato “La regina è nuda”, spiega che per 1 kg di mozzarella campana Dop servono 4 litri di latte di bufala, oltre all’abilità che i titolari dei caseifici si tramandano di generazione in generazione. Dunque il latte è fondamentale per ottenere un prodotto di qualità e l’animale che lo produce viene allevato con dedizione e cura.
Ma è proprio sul latte che si consuma l’inganno. Poiché il suo costo varia molto nel corso dell’anno, dai 90 centesimi al litro dell’inverno (quando la richiesta di latticini cala) a 1,50 euro dell’estate (quando la domanda si impenna) e la concorrenza è sempre più spietata, si ricorre al latte congelato. I caseifici acquistano latte in abbondanza in inverno, quando costa di meno, e lo utilizzano nel periodo estivo riuscendo così a rifornire i supermercati ad un prezzo più basso di quello che avrebbe un prodotto fatto con latte fresco.
Lo spiega a il Test Roberto Battaglia, il casaro che tre anni fa – minacciato dalla camorra – ha lasciato il casertano ed ora lavora a Roma, da Eataly: “La sofisticazione maggiormente utilizzata dai caseifici è l’uso del latte di bufala italiano congelato. Si tratta sì di una violazione del disciplinare di produzione ma anche, e soprattutto, di un buon modo per risparmiare sulla materia prima e riuscire, di conseguenza, ad assicurare i rifornimenti di mozzarella Dop alla grande distribuzione ad un prezzo massimo di 6,50 euro al chilo”.
C’è poi chi usa addirittura, al posto del latte di bufala fresco, la cagliata congelata proveniente dall’estero. Un vero e proprio reato difficile da smascherare (come nel caso dell’uso di latte congelato, d’altronde): “Le cronache giudiziarie sono piene di storie del genere – racconta Battaglia anche se non riesce a quantificare numericamente il fenomeno -. La cagliata viene scongelata di notte e al mattino diventa magicamente latte e nessuno saprà la sua provenienza a meno che i controlli non giungano in caseificio nell’attimo in cui si procede allo scongelamento”.
E i consumatori? Hanno un’unica difesa: imparare a riconoscere dal prezzo la qualità della mozzarella Dop. “Dovrebbero comprendere che una mozzarella non dovrebbe costare alla grande distribuzione meno di 9 euro al chilo, 13-14 euro al pubblico.

Noi in questa vicenda vogliamo solo sottolineare questi punti

1-Non c’è alcun rischio per la salute
2-E’ gravissimo affermare di seguire buone pratiche e fare altro. Un vizio italiano perché ci crediamo sempre più furbi di tutti e nei settori di successo è ancora più praticato. Chi usa latte congelato deve dirlo e non fare la dop altrimenti è un truffatore.
3-Il Consorzio cosa fa? Non ci crederete, ma sono in corso pressioni al suo interno per cambiare il disciplinare e ammettere l’uso del latte congelato consegnando così di fatto la possibilità di fare ovunque e comunque mozzarella non solo in Italia ma nel mondo.
Ma, del resto, cosa aspettarsi da un consorzio che da agosto è senza direttore la cui assenza sta riportando le lancette della storia indietro, ai tempi delle sagre con i panini e delle starlette televisive come promotor nelle piazze dei paesi?
4- Invece di alzare l’asticella, come ha fatto per nove volte il consorzio del Franciacorta, ancora una volta si tenta di abbassare il livello. Non è difficile prevedere il default appena altri territori riusciranno ad organizzarsi e a garantire più serietà e soprattutto maggiore organizzazione e capacità comunicativa.
5-Noi speriamo che tutto questo non accada, visto che parliamo di un comparto che segna il +10% rispetto al 2014.
6-Ovviamente noi non siamo contrari di principio all’uso del latte congelato, ma deve essere ben chiaro che si tratta di un altro prodotto, magari anch’esso tutelato, ma certo non mozzarella di bufala campana dop.

2 commenti

  • claudio

    (8 dicembre 2015 - 04:13)

    Come mai, sia voi sia Helpconsumatori, non mettete in evidenza i nomi dei caseifici che truffano i consumatori? Usare latte congelato per un prodotto Dop è una truffa! non un giochetto di societá e i caseifici andrebbero denunciati.

  • Marco Lungo

    (9 dicembre 2015 - 00:12)

    Che bella pensata, quella di dire che i consumatori “Dovrebbero comprendere che una mozzarella non dovrebbe costare alla grande distribuzione meno di 9 euro al chilo, 13-14 euro al pubblico.”. Perfetta. Così adesso i mariuoli possono anche alzare il prezzo per convincere che il loro prodotto è veroverovero e originaleoriginaleoriginale, che più DOP non si può. Il consumatore non ha vere armi per difendersi. Il consumatore paga lo Stato per i controlli che lo debbano garantire. Su questo tema, non ci sono dubbi. Ma quando mai il problema si deve spostare sul consumatore? Ci vogliono controlli seri, filiere controllate vere, blocchi dell’importazione di certi elementi, verifiche delle attrezzature (sono ignorante del campo, però, detta così, se trovassi un abbattitore in un caseificio mi insospettirei, tanto per dire). Marchi DOP. Sempre DOP. Mai Primm….

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