Polemiche e punti di vista
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Le mie 10 domande al futuro Presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino

13 maggio 2010

La fortezza di Montalcino

Elezioni del Consorzio ex più potente d’Ialia. Questione di nomi o di progetti. Quali idee si confrontano? Esistono programmi? Valutazioni su inchieste, scandali del passato?

di VignadelMar*

Queste 10 domande vedono la luce alla vigilia del rinnovo del Consiglio di Amministrazione del Consorzio del Brunello di Montalcino. Rinnovo importante perché è il primo successivo allo scandalo sul Brunello di Montalcino, presunto non conforme al Disciplinare di produzione.

1) Secondo Lei è stato uno scandalo, oppure la risonanza mediatica che ha ottenuto è stata ben superiore alla effettiva portata dei rilievi giudiziari che fino ad ora son venuti alla luce ?

2) Alla luce dei sequestri, dei problemi con le esportazioni negli USA e quant’altro è successo in questi mesi, pensa che il nuovo CdA del Consorzio dovrà lavorare anche per risollevare la credibilità del comprensorio ilcinese oppure, nonostante tutto, l’appeal di Montalcino e del suo Brunello è ancora molto alto ?

3) Il comprensorio che ricade sotto la sua giurisdizione è molto ampio e variegato. Fatto di terreni migliori ed altri peggiori. Inoltre le annate non sono metereologicamente tutte eccellenti. Per fornire al cliente finale comunque un Brunello di alto livello qualitativo alcuni ipotizzano l’ allargamento del disciplinare di produzione ad altri vitigni, Lei la ritiene un’opzione praticabile ?

4) Se la ritiene praticabile, quali vitigni riterrebbe opportuno consentire ? Solo quelli autoctoni e/o tradizionali o anche alcuni cosiddetti internazionali ?

5) Per i medesimi problemi altri sono favorevoli al che si effettui un’attenta e rigorosa zonazione, Lei cosa ne pensa ?

6) Lo scandalo del Brunello ha portato alla luce che la catena di controllo dell’intera filiera produttiva facesse acqua. Lei sarebbe favorevole ad una completa revisione dei meccanismi di controllo ? Ha già elaborato delle ipotesi in merito ?

7) Si parla anche della creazione di una nuova Doc Montalcino nella quale fare confluire le attuali Rosso di Montalcino e Sant’Antimo, Lei che idea si è fatto a riguardo ?

8) Secondo me i Produttori che partecipano al Consorzio che Lei dirige devono essere completamente artefici del proprio futuro. Per questo è necessaria una considerevole unità di intenti al vostro interno. Per questo si devono riuscire a coniugare le molteplici necessità dei singoli, dai più piccoli ai più grandi. Pensa ci sia il piglio giusto e la giusta considerazione dei problemi che avete da risolvere, per ottenere tutto ciò ?

9) Siamo nell’era di internet, della trasparenza, della immediatezza delle risposte, della circolazione delle idee e del loro pubblico confronto. Il passato ci ha consegnato da parte del Consorzio una quasi totale sottovalutazione di questi aspetti, Lei adotterà un atteggiamento di continuità con questo passato o intende inaugurare un nuovo stile di rapporto con i giornalisti, i blogger ed i consumatori ?

10) La crisi economica ha colpito e continua a colpire duramente anche il mondo del vino. Dal suo privilegiato punto di vista cosa ci dovremmo attendere dal prossimo futuro ? Ed in particolare per Montalcino ?

 

Caro Presidente La ringrazio, le auguro di portare avanti un sereno e proficuo mandato, sperando possa essere determinante per ridare smalto e rinnovato slancio a questo territorio ed a questi vini che così tanto amiamo. Buon lavoro !

*alias Luciano Lombardi

4 Commenti a “Le mie 10 domande al futuro Presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino”

  1. drusiano scrive:

    11° domanda: presidente ma è proprio necessario far maturare per così tanto tempo il Brunello?

  2. Luciano Pignataro scrive:

    No, quando c’è un po’ di merlot dentro non è necessario, anche per questo c’era chi chiedeva di ridurre il tempo di commercializzazione ai tempi d’oro

  3. nico scrive:

    Domanda 12 come affronterà la crisi dei produttori che hanno cantine piene e bottiglie invendute?

    Domanda 13 magari spiegherà ai produttori del resto d’Italia, in particolare del sud, come si fa “sistema” e si crea un rapporto col territorio tra ospitalità, gastronomia e tour? Sì, anche a quelli che hanno goduto delle disgrazie del Brunello

    • Lello Tornatore scrive:

      @ Nico : come cantava De gregori, nella sua famosissima “Alice”, non c’è niente da capire (e quindi da spiegare). I produttori del sud sanno benissimo come fare sistema, ma come sempre è una questione culturale che attanaglia noi del sud, produttori vitivinicoli e cittadini in altre cose affaccendati :il nostro rapporto con i “potenti “di turno. Per quanto riguarda il vino, la sudditanza dei piccoli produttori ai suoi mammasantissima con tutte le loro declinazioni. E’ da quando è stato istituito il consorzio di tutela dei vini dell’Irpinia che i suoi iscritti giustamente criticano il suo operato(quale?). Ma quando si tratta di andare a votare, viene eletta la solita testa di paglia che garantisce ai mammasantissima di prima, il totale immobilismo. Fossimo stati in Toscana, il presidente-testa di paglia(che ha i suoi personali interessi),sarebbe stato cacciato a calci nel…didietro da un pezzo! Ma allora perchè succede questo?Perchè si ha timore riverenziale, paura, sottomissione feudale, nei confronti dell’Antinori o del Biondi Santi della Campania! Per maggiore completezza andate a :
      http://www.lucianopignataro.it/a/baruffe-irpine-salta-la-fiera-enologica-di-taurasi/6217/
      Voglio sperare che in un immediato futuro si determini un moto di indignazione da parte dei produttori soprattutto, ma anche della cosiddetta società civile della nostra terra che possa mandare a casa questa gentaglia che ha si voglia di far sistema, ma solo per le proprie tasche!