Leopoldo dal 1940, il tarallo napoletano sbarca a Milano

15/6/2017 488
Taralli sugna e pepe
Taralli sugna e pepe

di Fabiola Quaranta
Chi l’avrebbe mai detto che il carrettino dei “tarallari” dai vicoli di Napoli degli anni ’40, un’epoca che sembra ormai preistoria, sarebbe arrivato fino a Milano, in via Torino 48. Certo il carrettino non esiste più e Leopoldo Infante, fondatore di un brand divenuto ormai un’istituzione a Napoli per i suoi taralli e non solo, sarebbe orgoglioso oggi di assistere all’inaugurazione dei locali nel capoluogo meneghino.
In molti, come me, saranno emigranti più felici. Non c’è che dire, per quanto le papille gustative si dilettino in variegati assaggi di cucine di tutto il mondo cedendo il passo alla curiosità, il sapore di “casa” ha sempre il suo perché, ed i taralli ‘nzogna e pepe fanno parte del bagaglio gastronomico di qualsiasi napoletano.
L’azienda è completamente trasformata, oggi è un brand che è sinonimo di bontà ed eccellenza qualitativa, di prodotti variegati e lavorati con amore, dai dolci alle torte, dal forno classico alle specialità rustiche napoletane.
Non solo taralli, dunque, verranno offerti oggi gratuitamente ai fortunati avventori che si troveranno dalle 17,30 in zona Duomo, per l’appunto in via Torino, centralissima e commerciale, ma anche i gustosissimi gelati e i dolci della migliore tradizione napoletana. E allora babà e sfogliatelle, pastiere e zeppole, cannoli e crostatine, ventaglio di pasticceria partenopea classica, trionferanno colorati e profumati nelle vetrine di Leopoldo dal 1940 Casa Infante, ma sapranno anche vestirsi di nuovo assumendo un aspetto più contemporaneo e moderno, in formati nuovi a bicchiere, da mangiare passeggiando, perché si sa, qui a Milano non ci ci ferma mai. I “boccacielli” divenuti cult a Napoli e non solo, sfileranno per le eleganti e cosmopolite vie del centro: il paradosso è che ciò che fa tendenza oggi è un richiamo deciso al passato, il boccaciello delle nonne napoletane come packaging della nuova pasticceria napoletana.
Nonno Leopoldo, secondo me, sarebbe orgoglioso.

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