Marco Parusso presenta la sua cantina rinnovata a Bussìa – Monforte d’Alba

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Marco Parusso
Marco Parusso

di Marina Alaimo

A Marco piace festeggiare il solstizio d’estate e questa volta coglie il pretesto per presentare la sua cantina rinnovata dopo un lungo restauro. Ha dedicato ben due giorni a questo evento durante i quali c’è stato un gran via vai di amici, giornalisti, ristoratori e produttori di vino.

Monforte d’Alba
Bussia, Monforte d’Alba

Arrivando a Bussia, già a distanza si sente il vociare degli ospiti che si godono sulla terrazza questa bellissima giornata di sole e il panorama mozzafiato sulle colline pettinate dai filari di nebbiolo.

Monforte d’Alba
Bussia, Monforte d’Alba
Parruso, Monforte d’Alba
Parruso, Monforte d’Alba

Bussìa è uno dei cru di Barolo più rinomati e Marco sa di essere molto fortunato per questo. Nella sala di degustazione si nota immediatamente la vecchia foto di famiglia datata 1930  scattata durante la raccolta delle pesche.

Foto di famiglia
Foto di famiglia

Già “pesche”, perché all’epoca il Barolo valeva ben poco, veniva dato in omaggio con la vendita del dolcetto o del barbera che erano più appezzati e conosciuti. Bisognava quindi coltivare anche altro per sostenere economicamente l’azienda agricola. Anche i volti dei personaggi ritratti fanno pensare a periodi molto faticosi, i loro volti sono provati dal lavoro e dalle privazioni. Questa casa oggi è ben altra storia, è sede di una azienda di spicco, tra l’altro distribuita da Cuzziol che seleziona con grande cura i vini di cui occuparsi. E’ agitato Marco, come al solito, ma molto felice per i risultati raggiunti. Ci racconta la sua fissa per il riposo dell’uva dopo la vendemmia. Questo ritorno agli usi contadini del luogo che lasciavano distendere la frutta e le uve dopo la raccolta per superare il momento di stress dovuto al distacco dalla pianta, pare sia un toccasana poi durante la vinificazione. Ovviamente il tutto avviene a temperature controllate e sotto stretto controllo. Anche la scelta di non diraspare appartiene alla tradizione vignaiola del luogo ed oggi viene utilizzata secondo metodi più attenti e precisi. Insomma, c’è una cura maniacale in ogni passaggio che va dalla vigna alla vinificazione e all’affinamento secondo principi personali, essendo Marco produttore ed enologo.

Parruso
Parruso

In questi casi i vini assomigliano moltissimo al vigneron, proiettano in materia enoica i suoi sogni e desideri. Non trovo che sia un personaggio estroso, tantomeno penso che sia distante dall’identità del Barolo e quindi del suo terroir. Se poi essere riuscito a produrre un buon metodo classico da uve nebbiolo vinificate in bianco fa pensare a cose strane, allora sì, è un tipo bizzarro. Il Barolo Bussia 2012 degustato in questa occasione ha tutta l’energia austera del nebbiolo, la finezza delle vigne di Bussìa che biancheggiano al sole per il suolo marnoso ricco di arenarie.

Barolo Bussia 2012
Barolo Bussia 2012

Ci si ritrova l’energia di chi gli ha dato vita con tanto entusiasmo e che ha imparato ad attendere i tempi giusti pur essendo un impulsivo dal temperamento un po’ agitato. Come tutti i vini Parusso, il cru Bussia osserva una lunga macerazione sulle fecce, in questo caso quattro mesi durante i quali il vino viene spesso ossigenato – fecce e ossigeno qui sono ritenuti alleati preziosi. Il vino è complesso nei profumi ed è sempre il frutto l’elemento dominante, ciliegia, violetta, buccia d’arancia, rabarbaro, il corpo è snello e sinuoso, succoso e scattante, da attendere e già tanto godibile. A questo punto, quello che ho trovato di estroso a casa Parusso è il fatto che in cantina ci fossero i loro amici produttori di riesling renani con tanto di banco degustazione che hanno contribuito moltissimo ad alzare il tasso alcolico della festa.

Parusso Armando di Parusso F.lli
Società Agricola

Loc. Bussia 55
12065 Monforte d’Alba (CN), Italy

Tel. 0173 78257
Fax: 0173 787276
info@parusso.com

www.parusso.com

2 commenti

  • Mondelli Francesco

    (25 giugno 2016 - 09:03)

    Non é nel tuo stile essere così prosaica:molto più corretto e poetico dire che il riesling ha aggiunto una nota in più di eleganza alla già impegnativa degustazione .Inoltre é anche giusto che ogni tanto ci si lasci andare senza doversi sempre obbligatoriamente fermare al solo atto di assaggiare.Con simpatia FM.

  • Marina Acino Ebbro

    (26 giugno 2016 - 13:38)

    Ciao Francesco, mi ha divertito la presenza dei produttori tedeschi e la scelta di Marco di allargare gli orizzonti. Forse mi sono espressa male

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