Napoli, Pizzeria Pellone dal 1960: quando la pizza è “tanta”

Letture: 1074
Pizzeria Pellone: due dei fratelli De Luca, Franco e Mimmo – foto di Monica Piscitelli

di Monica Piscitelli
Nome che vince non si cambia, dice pressappoco il detto. I fratelli De Luca devono aver ragionato più o meno così quando a metà degli anni Novanta subentrarono allo zio, Vincenzo Pellone, alla guida dell’omonima pizzeria.
Oggi la pizzeria Pellone, in Via Nazionale, è un riferimento di qualità per gli appassionati delle pizze della tradizione e per la pizza fritta in special modo.
“La margherita e le altre si possono trovare anche in altre città, ma la pizza fritta è Napoli. E’ lei a rappresentare la tradizione più vera” mi dice Mimmo De Luca titolare con i fratelli Franco e Antimo della pizzeria cresciuta rapidamente grazie alla benevolenza del popolare quartiere chiamato dai napoletani “Vasto”.

Piazza Nazionale angolo Via Nazionale foto: m.p.

Il locale nasce nel 1960, probabilmente sulle spoglie di una vecchia cantina con cucina, ad opera del signor Vincenzo, fratello della mamma dei giovani De Luca, Concetta. Si trattava di una semplice pizzeria di quartiere senza grandi pretese, se non quella di far una pizza onesta. La gran svolta che porta il locale ad essere conosciuto anche fuori città e a essere segnalato da svariate guide di settore si ha con i fratelli De Luca. Franco e Antimo sono ragazzi quando iniziano a lavorare nel locale dello zio, tra la sala, il forno e l’amministrazione. Sono gli anni Ottanta e il maggiore, Mimmo, intanto segue le sue aspirazioni facendo lo chef in Toscana.
Ammalatosi lo zio, e venendo a mancare i pizzaioli che abitualmente lo affiancavano nella lavorazione della pizza, i fratelli De Luca decidono di assumersi il controllo della attività.

L’ingresso della Pizzeria su Via Nazionale foto: m.p.

Mimmo, con la sua esperienza in cucina viene coinvolto sebbene, confessa, non avesse mai aspirato a fare il pizzaiolo e avesse della categoria perfino una pessima considerazione. Racconta: “Notavo sempre, quando lavoravo da chef, una scarsa attitudine a voler migliorare il prodotto, a proporre ingredienti, magari più costosi, ma di maggiore qualità” .

L’interno del locale foto: m.p.

Ed è esattamente da questo aspetto, la selezione, che parte dovendo dedicarsi all’arte bianca. L’esplorazione del laboratorio, “il cuore della pizzeria Pellone”, come la chiama Mimmo, è molto indicativo dell’impegno in questa direzione.
Sottoposta al piano stradale, occupa quasi per intero la superficie del locale con i suoi 120 posti e i suoi due forni, ed è fornito di varie celle frigorifere e spazi dedicati a ciascuna delle lavorazioni che si fanno quotidianamente: la pasta per le pizze, riso, pasta, patate per la frittura e così via.

Franco De Luca serve a un cliente la sua Margherita “a fazzoletto” foto: m.p.

Con Mimmo, Franco e Antimo, che la gente del quartiere, anche per via del loro bell’aspetto, cominciano a chiamare “e’ guagliun”, la pizzeria Pellone guadagna consensi e decolla a partire dalla metà degli anni Novanta.

Mimmo De Luca prepara la pizza fritta foto: m.p.

Oggi, tranne quando, al sabato, Mimmo, a causa della maggiore affluenza, è anche lui al banco, a preparare la pizza di Pellone (lievitata circa 8 ore) si alternano di una serie di pizzaioli (quattro).
Una volta a tavola, c’è da dire, la pizza di Pellone è una festa. Ti strappa un sorriso per quanto è “tanta”. E’ questo uno dei motivi per il quale la gente viene da ogni angolo della città per mangiarla e se ne va via sempre soddisfatta e felice.
Preparata con un panetto di pizza oversize (superiore ai 300 grammi, mentre la maggioranza ne utilizza uno da 250 grammi), le pizze di Pellone esorbitano sempre il piatto in cui sono servite.

Il ripieno della pizza fritta, con due Pomodorini del Piennolo foto: m.p.

Il Calzone fritto (a forma di mezzaluna e fatto con un solo panetto) è un enorme sorriso al quale non si può resistere. Il menù contempla per lo più solo le pizze della tradizione (Margherita, Marinara, Ripieno al forno, Cosacca, Capricciosa, Quattro stagioni, Ripieno con scarola), più “Le ultime novità” preparate con ingredienti di stagione; ma Mimmo De Luca non ha problemi a dire sono i fritti e la Pizza fritta – preparata con ricotta, cicoli, provola e pepe – in particolare, il pezzo forte di Pellone.

La grande Margherita di Pellone foto: m.p.

Il banco – vetrina accanto alla soglia del locale è un saggio di cosa il locale riserva: un tripudio di Calzoni fritti, frittatine, crocchè, arancini, paste cresciute, per quanto riguarda i fritti; ma anche pizze Margherita servite a fazzoletto e Calzoni al forno con un filo di pomodoro.

Il bancone ricolmo dello street food targato Pellone foto: m.p.

Sin dalle 10,00 del mattino è presa d’assalto dai passanti che gongolano con il loro cartoccio caldo da divorare all’in piedi. Da bere: birra alla spina tedesca, una piccola scelta di vini da vitigni campani e alloctoni e birra nazionale. Un fritto, con pizza e birra (servizio incluso) circa 13 euro.

Via Nazionale 93
Tel. 081.5538614
Chiuso la domenica

20 commenti

  • cristiano

    (11 gennaio 2011 - 13:51)

    Decisamente la migliore Pizza di Napoli, sia Margherita, che Marinara che Fritta. E il miglior Crocchè.
    Con buona pace di Sorbillo, Starita, Cafassso, etc. Provare per credere.

  • giulia

    (11 gennaio 2011 - 13:59)

    Cristiano hai apero una disputa molto pericolosa:)

  • […] di Monica Piscitelli Nome che vince non si cambia, dice pressappoco il detto. I fratelli De Luca devono aver ragionato più o meno così quando a metà degli anni Novanta subentrarono allo zio, Vincenzo Pellone, alla guida dell’omonima … Leggi la notizia alla fonte » […]

  • DARIO

    (11 gennaio 2011 - 14:31)

    mah… sinceramente la preferivo prima, ormai da qualche anno trovo la pizza di Pellone alquanto pesante ed indigesta.
    Di solito questo è sintomo di tempi brevi di lievitazione e grosse quantità di lievito…
    Preferisco di gran lunga La Notizia di Enzo Coccia.

  • Pippo

    (11 gennaio 2011 - 14:56)

    Approvo a pieno cio’ che ha detto Dario
    Enzo Coccia e Gino Sorbillo sono un must a Napoli
    Ed aggiungo che anche i prezzi da Pellone potrebbero
    Essere un po’ meno cari………….data la velocita’ con cui
    Fanno mangiare la pizza

    Chi frequenta la pizzeria ne e’ consapevole

    • cristiano

      (11 gennaio 2011 - 15:10)

      La Notizia è un must senz’altro nel suo genere che è molto più sofisticato e trovo che Enzo Coccia sia un grandissimo.
      Se vogliamo rimanere sullo “storico” Pellone batte alla grande tutti gli altri.
      Non trovo affatto indigesta la pizza, solo che è più grande della media e quindi a volte si è costretti a lasciarne un pò. Ma la scelta degli ingredienti che usa (pomodoro e ricotta in primis) è da urlo.
      Inoltre è uno di quei posti in grado di coniugare grandi numeri e qualità costante. Io ci ho mangiato in media una volta alla settimana, lavorando in zona Centro Direzionale, e diciamo su 100 volte ne ricordo 2 in cui la pizza invece che da 10 era da 9. E’ questa la media degli altri? Non direi…

    • elio

      (11 gennaio 2011 - 16:58)

      è vero quel che dice Pippo, l’ho riscontrato anch’io.
      Pizza ottima, prezzi altri, attesa lunga, fretta nel consumo, non ti puoi trattenere un pò.
      Per questo motivo non la frequento quasi più.

      • marco contursi

        (11 gennaio 2011 - 18:31)

        concordo,è antipatico che ti fanno sentire di più se una volta terminata la pizza resti seduto,cosa che però succede anche in altri posti.La pizza è buona e grandissima.I prezzi più alti della media.Però vi garantisco che quando mi arrivò la pizza fritta pensai a uno scherzo………………era lunga mezzo metro…….gigantesca oltre ogni immaginazione.

  • michelangelo

    (11 gennaio 2011 - 15:32)

    Che bellezza, la pizza con la pasta alta, introvabile dalle mie parti!

  • Fabio Gatto

    (11 gennaio 2011 - 15:36)

    Provate la Pizza della Mescita a Posillipo , poi parliamo.

  • Nicolino

    (11 gennaio 2011 - 17:12)

    Anch’io sono stato da Pellone a Maggio e vi devo dire che ho mangiato tante pizze nella mia vita, ma come quella di Pellone e’ un po’ diffile da trovare altrove. Poi vorrei dire che non e’ bello fare pubblicita’ ad altre pizzerie visto che questo articolo parla della Pizzeria Pellone. A volte leggo dei commenti che non riesco a capire se effettivamente la pizza come in questo caso e’ buona oppure si sceglie questo blog per disprezzare e fare pubblicita’ ad altre pizzerie.

  • Pippo

    (11 gennaio 2011 - 17:57)

    Nicolino sono daccordo con te, ma il tutto e’ partito dal commento di Cristiano che diceva di aver mangiato la pizza piu’ buona di Napoli, quindi ecco le risposte, altrimenti io leggevo il bell’articolo della Monica e finiva li’.
    Poi se tu sei un frequentatore della pizzeria non puoi non essere obbiettivo sul servizio offerto, tipo dall’arrivo della pizza massimo 10 minuti e devi essere fuori, e sia sul prezzo, che non scrivo…….
    Infine volevo aggiungere che la pizza offerta fai fratelli De Luca e’ una buona pizza e che non e’ mai stata disprezzata in questo forum..…… A presto

  • Dario

    (11 gennaio 2011 - 18:21)

    Premetto che non intendevo assolutamente fare pubblicità ad Enzo Coccia (non credo che ne abbia bisogno) ma esprimevo solo un’opinione in merito alla mia esperienza da Pellone ed a quella che ritengo invece un’ottima pizzeria, ma a questo punto, visti i commenti degli altri, mi sa che dovrò tornare da Pellone e riprovare la pizza, chissà forse potrò ricredermi…

  • tiziana

    (11 gennaio 2011 - 23:23)

    comprendo l’attesa,comprendo che ci siano pizzerie piu’ economiche (e ci sara’ un motivo…), ragazzi ma se la ragione della mia uscita è mangiare la migliore pizza la mia scelta nn ha dubbi è sicuramente “PELLONE”!!!! solo una domanda per quando dite che è cara: vuless sape’ un chilo di bufala, quanto la pagate?????

    • Pippo

      (12 gennaio 2011 - 09:56)

      Buongiorno Tiziana, bisogna essere obbiettivi la pizza da Pellone pur se buona, ma cara.

  • marco contursi

    (12 gennaio 2011 - 08:36)

    la margherita costa se non sbaglio 5 euro,da De Matteo 3 euro.Quella con la bufala mi sembra 9 o 10 euro.Vuoi fare 2 conti?Ok 100 grammi di bufala costano a Pellone non oltre 80 centesimi(il prezzo che pagano le pizzerie è minore del dettaglio),pomodoro e farina altri 80 centesimi.se esageriamo a lui quella pizza di materia prima costa 2 euro,certo c’è il lavoro,il locale e tutto il resto.Se però altrove,sempre a Napoli,la stessa pizza,con buoni ingredienti costa 6 euro,bè forse non ha tutti i torti chi dice che è un pò più caro degli altri.

    • Monica Piscitelli

      (12 gennaio 2011 - 12:53)

      @marco: sostanzialmente d’accordo. margherita e marinara 5 euro. Ma non arriviamo a quelli di Brandi. Un filo più caro della media. Recupera su fritto. Ma il prezzo non è un indicatore.
      @tutti: E’ enorme che quasi sembra uno scherzo (come dice uno di voi molto “azzeccatamente”). Il servizio è effettivamente un pò “ruvido”. La pizza è buona: 7 +. E poi ci sono i voti superiori.

  • cinzia

    (12 gennaio 2011 - 22:10)

    Dopo tanti anni che mangio la pizza napoletana e dopo tante pizzerie provate, penso che Pellone faccia una delle pizze più buone di Napoli.
    Non capisco perchè tanto scontento riguardo al fatto di doversene andare appena finito di mangiare la pizza! Ma vi rendete conto delle persone che aspettano fuori per mangiare? E poi come mi dice sempre il mio fidanzato napoletano : ” La pizza è uno sfizio, si mangia a volo a volo!!! “.
    Per la questione dei prezzi più alti penso siano giusti, perchè la qualità dei prodotti che utilizza sono di gran lunga superiori rispetto alle pizzerie che vendono una margherita a 3 euro!

  • tiziana

    (13 gennaio 2011 - 16:23)

    caro mrco nn volevo entrare proprio nei dettagli ma se ha ragione tu sappi ke una fetta di bufala sono 100 gr sulla pizza quante ne trovi?????

  • il Sanfedista

    (22 gennaio 2011 - 12:03)

    Ottima la pizza di Pellone; particolare la dimensione “a ruota ‘e carretto” come una volta faceva anche Michele a Forcella. Un piccolo trucco per gustarla sempre calda: farsi portare subito il 50% delle pizze ordinate; dividerle in due e, quando stà per terminare la prima metà, farsi portare il residuo 50%.
    Errore gravissimo usare la mozzarella di bufala; la “vera” margherita esige il fior di latte

    Non condivido l’entusiamo per Enzo Coccia e Sorbillo; dopo Pellone: Capasso sotto Porta S. Gennaro; Gaetano ‘ncopp’ ‘o grarone (a Porta Capuana di fronte all’ex Pretura); Starita; Mattozzi (L’Europeo); Gorizia (quello a Via Belvedere); Ciro a S. Brigida; Brandi e…qui fù Napoli! (a mio sommesso parere).

    Di Matteo è ottimo per la pizza fritta, però dopo Pellone e ‘E figliole

I commenti sono chiusi.