Nebbiolo Prima: il Barolo 2011 si presenta

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Langhe
Langhe

di Antonio Di Spirito

E’ difficile raccontare questi eventi in modo esaustivo e, al contempo, essere breve e conciso. I vini presentati, ben 479, sono stati tutti di ottima qualità; si rischia di dare una informazione limitata e parziale o, in alternativa, se qualcuno prova a leggere questo post, abbandona prima di … “ubriacarsi”. Ricordiamoci che si tratta di vini prodotti tutti con un solo vitigno, il nebbiolo, ed in un unico territorio: le Langhe. Un altro grosso rischio è quello di essere monotono e/o ripetitivo. Scelgo di tentare la completezza.

In precedenza abbiamo già raccontato dei Roero e dei Barbaresco: rimangono, quindi, poco più di 300 barolo.

Innanzitutto va ricordata l’associazione “Albeisa”, fondata nel 1973 da un’idea di Renato Ratti, non ha scopo di lucro e riunisce i Produttori dei vini Albesi. La finalità principale è la promozione e la valorizzazione dei vini dell’albese. Oltre ad aver adottato la speciale forma della bottiglia “Albeisa”, simbolo delle Langhe, ogni anno si fa carico dell’organizzazione di questa kermesse – Nebbiolo Prima – rivolta a giornalisti del settore, italiani e stranieri.

Palazzo Mostre Congressi Alba
Palazzo Mostre Congressi Alba

L’intero evento si articola in cinque giornate; al mattino si svolgono degustazioni alla cieca delle nuove annate in presentazione; per il pomeriggio sono organizzate delle visite nelle varie cantine. La perfetta macchina organizzativa è assicurata dalla preziosa collaborazione dell’Ufficio Stampa Gheusis, vero esempio di collaudata efficienza.

E come non ricordare il gruppo dei sommelier AIS che in tutte le cinque mattinate ci hanno servito i vini? Molto dobbiamo a loro se siamo riusciti a degustare tanti vini senza entrare in confusione: sono stati efficienti, puntuali e disponibili; senza contare che iniziavano di buon mattino per farci iniziare alle 8,30 con le bottiglie già tutte stappate e controllate!

Sommelier AIS
Sommelier AIS

Ed ora parliamo dei vini assaggiati: tutti ottimi, tutti raccolti in un pugno di voti; ne cito alcuni, in rappresentanza per ogni comune, di quelli che, più che negli altri, ho apprezzato qualche sfumatura in più.

L’annata 2011 dimostra di essere, come spesso accade, un’annata di ottimo livello.

Pur avendo tannini molto imponenti ed intensi, raramente verdi od amari; sono comunque vini austeri, fini ed eleganti. Spesso la lingua s’incollava al palato, ma, poi, subentrava l’acidità, l’abbondante materia fruttata ed il sorso tornava scorrevole ed equilibrato. Le note di nocciola infittiscono la trama, mentre in alcuni le note di sambuco o sentori terziari, talvolta l’alcol, accompagnano il sorso verso la chiusura. In certi casi le note di legno sono ancora importanti e si spera che vengano risolte nei prossimi mesi.

I Barolo DOCG 2011 prodotti a Castiglione Falletto, di solito eleganti e freschi, hanno risentito gli effetti dell’annata, dandoci vini materici, ampi ed alcolici, di ottima struttura e con speziatura fine. La media si è mantenuta comunque molto alta.

I miei migliori assaggi:

Fa piacere trovare nei primi posti della propria personale graduatoria, vini seguiti da lungo tempo! Si tratta del Barolo Villero di Giacomo Fenocchio: fantastico al naso e sapori ampi in bocca; ha tannini finissimi e chiude lungo con note minerali e speziate. E questo giudizio positivo si consolida vedendo sia l’altro cru, il Barolo Bussia prodotto a Monforte d’Alba, che la Riserva 2009 Bussia nelle primissime posizioni delle relative “categorie”. Di quest’ultimo vino ho assaggiato molte annate vecchie direttamente in cantina; l’annata più vecchia è stata la 1978: austero, ancora emana profumi di frutta rossa, fiori di sambuco e cuoio; in bocca è fruttato e complesso, ha ancora tanta acidità e tannini potenti; è nevoso e dinamico, avvolgente, sapido e speziato. E’ tuttora tanto giovane e sicuramente regalerà emozioni ancora per lungo tempo.

Fenocchio Riserva 1978
Fenocchio Riserva 1978

Il Scarrone Vigna Mandorlo dei Fratelli Giacosa: inizialmente un po’ chiuso, poi si distende sul floreale e su sentori di cipria; chiude fine e speziato.

Il Villero di Boroli si caratterizza al naso per l’intenso fruttato; la speziatura, invece, caratterizza il lungo sorso.

L’Altenasso del Cavalier Bartolomeo ha un ottimo tannino ed una struttura calda ed avvolgente; la chiusura è speziata e fine.

Enrico VI Villero di Cordero Di Montezemolo è floreale e giovane, ha un tannino fine e chiude speziato e sapido.

Il Rocche Di Castiglione Falletto dei Fratelli Monchiero emana profumi accattivanti e si caratterizza per un sorso dinamico speziato, secco e lungo.

Il Rocche di Castiglione di Oddero Poderi E Cantine è floreale al naso; al palato offre frutta croccante; chiude sapido e speziato. In bella evidenza anche una ottima Riserva 2009 Bussia Vigna Mondoca nel comune di Monforte d’Alba: viola e cipria al naso, sapido, speziato ed equilibrato in bocca.

Il Rocche Di Castiglione di Roccheviberti si caratterizza molto floreale e con frutta croccante; chiusura sapida e speziata.

Il Rocche Di Castiglione di Vietti ha un naso floreale con qualche leggera nota di sambuco; al palato è secco e speziato.

Cavallotto Tenuta Bricco Boschis ha presentato il Barolo Bricco Boschis inizialmente un po’ chiuso, poi si apre su profumi floreali e di cuoio; ha sapori ampi, è tannico, sapido e speziato.

Delle due Riserva 2009 il Bricco Boschis Vigna San Giuseppe è sicuramente più espressivo al naso rispetto al Vignolo; ha note di eucalipto e liquirizia; mentre in bocca si esprime con più finezza ed eleganza.

Vini Cavallotto
Vini Cavallotto

Ed infine il Ciabot Tanasio di Sobrero: floreale al naso, il sorso è lungo e speziato.

Monforte d’Alba ha prodotto Barolo DOCG 2011 molto floreali ed intensi al naso, ma, spesso, le note rilasciate dal legno dove hanno maturato sono ancora molto importanti; il tannino è imponente e l’elevato grado alcolico tende a renderlo secco, ma la notevole polpa, nobile e fine, è accompagnata quasi sempre, oltre che dalla tradizionale acidità, da note minerali e speziate per una chiusura lunga.

Il Barolo San Giuseppe di Pecchenino si presenta molto floreale al naso; ha tannini setosi ed abbondante polpa fine.

Perno di Cascina Del Monastero ha un tannino imponente, ma una grande materia che lo porta ad un finale secco, minerale, speziato e piacevole.

Il Castelletto di Mauro Veglio è accattivante al naso con le sue intense note floreali; al palato è fresco e vellutato.

Perno di Giovanni Sordo è fruttato al naso; al palato, dopo l’impatto del tannino, un’abbondante polpa sapida e piacevolmente speziata, chiude lungo.

Il Sori Ginestra di Conterno Fantino ha un tannino imponente ed elegante.

Bussia Vigna Campo dei Buoi di Costa Di Bussia Tenuta Arnulfo è quasi masticabile; per il tannino e per la polpa ti viene in mente la parola “gentile”. Da ricordare anche la Riserva 2009: speziato ed equilibrato.

Il Pressenda di Marziano Abbona è fruttato, vinoso e giovane; il tannino e la fitta trama speziata lo rendono importante.

Il Gramolere dei Fratelli Alessandria si distingue per la finezza di beva.

Il Bussia di Deltetto è accattivante al naso; il tannino tende a frenare il sorso, ma la polpa fresca e sapida chiude in bellezza.

Il Barolo di Aldo Clerico è molto secco e tannico, ma chiude carnoso, sapido e speziato.

I vini di Serralunga d’Alba hanno tannini intensi, ma tendenti ad una buona morbidezza e ad una finezza accattivanti; sono, inoltre, molto concentrati e materici. Le note minerali ed una fine speziatura chiudono il sorso con piacevolezza.

Ed anche in questo “comune” c’è un fuoriclasse: Sergio Germano. Si è cimentato con tanti vini anche al di fuori della tradizione e sono tutti buoni!

Il Barolo Serralunga di Germano Ettore si caratterizza al naso per i profumi di erbe aromatiche e, nonostante il tannino potente, ha una beva piacevole.

Il Barolo Prapò profuma di viola; il tannino è sempre importante, la beva è piacevole e la chiusura del sorso è impreziosita da una sottile nota amaricante.

Il Barolo Riserva 2009 Lazzarito ha spiccate caratteristiche floreali (si apprezza la passiflora); è giovane, fruttato, fresco, tannico, secco, sapido, speziato; il tutto in un ottimo equilibrio.

Claudio Alario ha portato il Sorano: floreale e giovane; il tannino è molto presente, è secco e minerale e chiude con una piacevole nota amaricante.

Il Nirvasco di Bersano Vini profuma di viola; è secco e speziato e, nonostante il forte tannino, il sorso è piacevole.

Il Barolo di Casa E. Di Mirafiore emana profumi di frutta fresca e viola; in bocca è succoso, sapido, speziato e piacevole.

Cascina Luisin produce il Leon Del Comune di Serralunga d’Alba particolarmente floreale e fruttato al naso; succoso e tannico al palato, ha una chiusura piacevole.

Il Prapò di Ceretto ha profumi di viola; è succoso e tannico, chiude con una piacevole nota amaricante.

Ceretto, sala degustazione
Ceretto, sala degustazione

Il Serra di Giovanni Rosso è giovane e floreale (spicca la viola); è secco, tannico, speziato, finale amaricante.

Interessante e piacevole il V.S.Caterina di Guido Porro; leggermente cioccolatoso al naso, ma succoso sapido e secco in bocca.

L’Ornato di Palladino è floreale e fruttato al naso; in bocca è succoso e secco, è piacevole e chiude con una nota amaricante.

Di Paolo Manzone ho apprezzato il Barolo Del Comune di Serralunga; al naso offre profumi di erbe aromatiche; in bocca è fresco, piacevole, sapido, speziato e chiude con una nota amaricante.

L’Ornato di Pio Cesare rappresenta una pietra miliare per i “barolisti”: floreale ed austero al naso; in bocca è succoso e secco, sapido e piacevole; poi, in chiusura, arriva l’immancabile nota amaricante.

Il Barolo Gabutti di Giovanni Sordo ha inizialmente un “naso chiuso”, poi floreale; in bocca è piacevole sapido e speziato.

La Riserva 2009 profuma di viola; è sapido, speziato ed ha un buon equilibrio generale.

Il Barolo Del Comune di Serralunga di Rivetto Dal 1902 è floreale e fruttato; in bocca è caratterizzato da un gran tannino, è sapido, speziato e piacevole. Il Leon RISERVA 2009 ha profumi floreali di passiflora; in bocca è giovane, tannico, speziato e di grande equilibrio.

I vini di La Morra presentano tannini più verdi ed astringenti; vini nel complesso più magri, di buona sapidità e secchi.

L’Arborina di Mauro Veglio è floreale e giovane, ha un ottimo tannino, ampio di sapori, sapido e speziato.

Il Barolo Brandini profuma di viole; è fruttato, fresco, succoso e piacevole.

Il Bricco Rocca di Cascina Ballarin è profumato, sapido, speziato e dal sorso dinamico. Stesso livello elevato per la Riserva 2009 Bricco Rocca Tistot.

La Foia Arboina di Marco Curto è giovane e floreale; in bocca è sapido, speziato e dinamico.

Il Giachini dei F.lli Revello profuma di viole; è giovane, e piacevole.

Aurelio Settimo ha portato un Barolo floreale al naso; al palato è giovane e fresco, tannico, secco, sapido e speziato.

Il Cerequio di Batasiolo profuma di viole; è giovane e fresco, tannico, secco, sapido e speziato.

Il Marcenasco di Renato Ratti è floreale, vinoso e mentolato al naso; fruttato, fresco, tannico, secco, sapido e speziato in bocca: tutto ciò che si cerca in un Barolo!

Selezione Barolo
Selezione Barolo

Una grossa parte dei vini prodotti nel Comune di Barolo hanno raggiunto un livello di maturazione e di piacevolezza molto elevato. Altri, invece, presentano qualche asperità legata a tannini un po’ astringenti o ad una concentrazione più scarsa di altri.

L’Audace di Sarotto Roberto profuma di viola, cuoio ed una leggera affumicatura; al palato è tannico, secco e sapido, è equilibrato ed elegante.

Il Barolo Fossati dei Vigneti Dosio ha profumi vinosi e di viola; in bocca è tannico e secco; l’acidità e la sapidità conferiscono un ottimo equilibrio.

Virna Borgogno ha portato tre vini nelle primissime posizioni: il Cannubi Boschis di profuma di viola e di cuoio; il tannino è importante, il vino è secco e sapido ed i sentori di fragola gli conferiscono un buon equilibrio.

Il Barolo Del Comune di Barolo si differenzia dal precedente per una trama meno fitta, ma più elegante e con una nota amaricante in chiusura di sorso.

Infine il Sarmassa è sapido ed armonico in bocca.

Ancora un altro trittico ed un altro Borgogno. Il Fossati è vinoso e profuma di viola; in bocca colpisce l’equilibrio.

Il Liste è floreale, vinoso, equilibrato ed elegante.

Il Cannubi profuma di viola, ha una trama molto fitta ed un ottimo equilibrio.

Cannubi Boschis di Cantina Del Nebbiolo è vinoso e profumato; oltre al tannino, la sua forza è l’equilibrio.

Il Cannubi Muscatel di Cascina Bruciata ha profumi floreali ed un leggero erbaceo di canapa; in bocca è tannico, secco ed molto equilibrio.

Il Bergeisa di Le Strette profuma di viole; in bocca è sapido, speziato e in buon equilibrio.

Il Barolo Del Comune di Barolo prodotto da Cantine Dei Marchesi Di Barolo è vinoso e profuma di viola; il tannino è importante ma il sorso è fluido, sapido molto equilibrato.

Michele Chiarlo ha presentato due ottimi Baroli: il Cannubi è vinoso e floreale; in bocca è tannico, secco e sapido, ma tutto in ottimo equilibrio.

Il Cerequio ha una beva più fluida ed elegante.

Ancora un trittico In chiusura dei vini di Barolo: l’Azienda G.D. Vajra. Aldo e Milena, realizzando i propri sogni di gioventù, hanno saputo trasmettere ai loro tre figli (Giuseppe, Francesca e Isidoro) un entusiasmo sconfinato, ma ragionato. Con chiunque di loro si parla, traspare competenza, capacità organizzativa e gioia nel lavoro che fanno. Ed i vini prodotti rispecchiano tali peculiarità.

Il Bricco delle Viole è floreale (Nomen omen), erbaceo e porta con sé una nota fumé; in bocca è tannico, sapido, speziato e sfoggia un buon equilibrio.

L’Albe è floreale ed erbaceo; al palato è tannico, dinamico, sapido ed equilibrato.

Da ricordare anche l’ottimo Baudana prodotto nel comune di Serralunga: è floreale ed offre note di chinotto; in bocca il forte tannino accompagna una gran polpa, per un finale sapido e speziato.

Vini Vajra
Vini Vajra

Ci sono, infine, i vini prodotti, sempre in ambito D.O.C.G., ma in comuni “ancora” considerati minori; sono Barolo di pari dignità e, a volte, anche migliori di quelli provenienti da comuni più blasonati. Ne segnalo alcuni.

Novello

Elvio Cogno produce il Ravera molto floreale e con note di cipria; in bocca è tannico, sapido, di buon equilibrio, elegante.

Ca’ Viola presenta il Sottocastello di Novello: viola e cuoio al naso; molto equilibrato in bocca.

Il Sotto Castello di Novello presentato da Le Ginestre profuma di viola ed ha una nota fumé; è tannico, sapido e di buon equilibrio.

Un altro Barolo Ravera è prodotto da Vietti: viola e cuoio al naso; tannico, sapido e molto equilibrato in bocca.

Roddi

Paolo Scavino produce il Bricco Ambrogio: floreale, sambuco, cuoio e note affumicate al naso; in bocca offre un ottimo tannino, è sapido, ha un buon equilibrio ed è elegante.

Il Bricco Ambrogio di Negretti profuma di viole ben integrate da note di cuoio; in bocca è tannico, secco, sapido e con un buon equilibrio.

Infine il Borzoni di Montaribaldi Di Taliano Luciano E Taliano Roberto: profumi di viola e vinoso al naso; in bocca è tannico, fresco, nervoso e di buon equilibrio.

Verduno

Il Monvigliero dei Fratelli Alessandria è floreale e fruttato al naso; in bocca è tannico, sapido e di buon equilibrio.

Il Pisapola di Ascheri profuma di cuoio e viola; in bocca è secco, sapido, di ampi sapori il tutto in ottimo equilibrio.

Il Comm. G.B. Burlotto produce l’Acclivi: profuma di viola e cuoio; è sapido ed equilibrato al palato.

Un altro vino di Paolo Scavino, il Monvigliero: profuma di viola e sambuco; il gran tannino, la sapidità e la freschezza sono in grande equilibrio.

Pietro Rinaldi ha presentato il suo Monvigliero: una nota erbacea accompagna i profumi di viola; in bocca è tannico, secco e sapido; ottimo equilibrio.

2 commenti

  • Veleno

    (23 giugno 2015 - 10:04)

    La carrellata sul Barolo 2011 è interessante, Scarrone Vigna Mandorlo sarà un grande vino, ma per favore…l’articolo, usiamo quello giusto.

  • Antonio

    (23 giugno 2015 - 11:54)

    Hai ragione Veleno (Nomen omen – naturalmente, scherzo!). Non si tratta di un refuso, bensì per ogni vino è sottintesa la denominazione “Barolo DOCG 2011″, che ho accuratamente evitato per alleggerire un pò la ripetitività! Ti ringrazio per l’attenzione.

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