Noé 2006 Di Bartolomeo

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Botti, Marino, De Concilis, Maffini, Rotolo, Tipaldi, Polito, Barone e Di Bartolomeo. Nove aziende protagoniste della prima degustazione di Fiano del Cilento organizzata all’Arco Vecchio di Cicerale la sera inaugurale della rassegna di prodotti biologici Cilento Delizie. Una occasione voluta dal presidente della Strada del Vino Enzo Polito alla quale hanno partecipato i responsabili territoriali di Ais, Slow Food, Go Wine, Amira e le associazioni Terre da vino e Divini Assaggi, con l’obiettivo di inserire una modifica nella doc e avere la possibilità di scrivere Cilento Fiano, così come è già possibile fare con la doc Sannio. Insomma, anche il Cilento sembra muoversi decisamente per sfruttare le enormi potenzialità di un territorio immenso, la doc più estesa della Campania con oltre cento chilometri di costa. Ma quel che più conta è che al di là della diversità di interpretazione, tutti i bianchi 2006 hanno dato risultati davvero molto soddisfacenti. In questo spazio abbiamo già parlato di tutti i protagonisti, manca all’appello Di Bartolomeo, l’azienda dei fratelli Ilaria e Daniele nata nel 1997 e molto ben conosciuta dagli appassionati per essere stata una delle prime produzioni di miele biologico nel Parco. Nel 2003 la svolta con l’acquisto di 15 ettari di vigneto proprio a ridosso di Santa Maria di Castellabate e la prima vendemmia etichettata l’anno successivo. Anche in questo caso le idee sono chiare, il rosso parla Aglianico, il bianco in prevalenza Fiano ed è proprio il Noé Cilento doc 2006 il bicchiere passato nella degustazione di Cicerale. Un scelta capace di abbinare il territorio alle due uve più significative del Sud che non a caso stanno conoscendo una espansione senza precedenti verso il Molise e la Puglia. Naturalmente il Fiano del Cilento è un po’ più caldo e potente di quello irpino, minerale e ricco, con punte di rotondità maggiore capaci di renderlo immediato e pronto alla beva, non ha per questo le stesse possibilità di invecchiamento ma gli esperimenti fatti da Bruno De Conciliis con Antece e Perella hanno dato comunque buoni risultati anche in questa direzione. Il Noé 2006 è molto profumato, ben strutturato, in equilibrio con l’alcol, una punta di sapidità corregge la vocazione dolce dell’uva e lo rende più facilmente abbinabile ai piatti di mare, come lo spaghetto ammollicato ai frutti di mare preparato da Vito Puglia nel suo Perbacco a Pisciotta. Ilaria e Daniele viaggiano spediti verso il completamento della filiera con una struttura per l’accoglienza e la degustazione, la produzione di olio da cultivar pisciottana: anche questo è un nostos, un ritorno alla radici dopo una lunga vita trascorsa al Nord. Un rientro reso possibile dalla rivoluzione vitivinicola italiana.