Officina dei sapori a Biassono, mi riservo il diritto di contraddirmi ma finalmente ne ho trovato un altro

3/5/2017 3 MILA
Officina dei sapori, dettaglio risotto, non finisce qui…
Officina dei sapori, dettaglio risotto, non finisce qui…

di Marco Galetti

Mi riservo il diritto di contraddirmi ma finalmente ne ho trovato un altro…in realtà Roberto Rossoni non l’ho scoperto certo io, lo chef dell’Officina dei Sapori, tre accoglienti salette ed un dehors in centro a Biassono, coadiuvato in sala dalla gentile moglie Annalisa, ha un curriculum di tutto rispetto, nel quale spicca un’esperienza decennale al magico Hotel de la Ville di Monza, ambiente rilassante, clientela benestante, lombarda, nazionale e non solo.

Officina dei sapori, insegna, che a volte basta cercare e qualcosa di buono c’e' ancora
Officina dei sapori, insegna, che a volte basta cercare e qualcosa di buono c’e’ ancora

La mia prima visita all’ Officina (alla quale ne ho fatta seguire un’altra tre giorni dopo a pranzo) mi ha già regalato certezze in positivo non da poco : accoglienza, prezzi, cucina.

Mi è piaciuta l’accoglienza informale e garbata della gentile Annalisa, il locale, con mattoni e travi a vista,  arredato con armonia, invita a sostare con calma sia per la giusta distanza tra i tavoli ben apparecchiati che per l’ideale temperatura degli ambienti, corretto, al limite del vantaggioso per il cliente, il rapporto qualità prezzo, il degustazione mare, incluso di coperto, è tariffato a quaranta euro, a pranzo in settimana, solo quindici euro per due piatti acqua e caffè servito con piccole dolcezze, sul sito è correttamente tutto ben evidenziato (coraggio di pochi)…ma soprattutto sono rimasto molto soddisfatto dalla cucina e dalla mano di Roberto, non mi entusiasma assegnare voti in ventesimi, ma se dovessi dare un voto in chicchi al suo risotto, direi, per difetto, risaia.

Note negative: le tovaglie non sono di lino e non mettono semi di lino nei loro lievitati

Note positive:  il lino si stropiccia facilmente

Officina dei sapori, dettaglio mosaico, dai dettagli si capiscono molte cose, come dal dettaglio del risotto…
Officina dei sapori, dettaglio mosaico, dai dettagli si capiscono molte cose, come dal dettaglio del risotto…
Officina dei sapori, tappi
Officina dei sapori, tappi
Officina dei sapori, saletta
Officina dei sapori, saletta
Officina dei sapori, dettaglio di una delle salette e mise en place
Officina dei sapori, dettaglio di una delle salette e mise en place

Crudo Marco D’Oggiono con un calice di bollicine, siamo i benvenuti, ci viene detto

Officina dei sapori, crudo
Officina dei sapori, crudo

Seppia tiepida (tenerissima), emulsione piccante di pomodoro, crostino di polenta di Storo

Officina dei sapori, seppia tiepida
Officina dei sapori, seppia tiepida
Officina dei sapori, che bei colori sul muro e nel piatto di riso che segue…
Officina dei sapori, che bei colori sul muro e nel piatto di riso che segue…
Officina dei sapori, risotto ai piselli, nero di seppia e fiori di campo
Officina dei sapori, risotto ai piselli, nero di seppia e fiori di campo

Il riso, materia neutra, assorbe conoscenza, cultura e passione di chi lo prepara, può diventare tutto e niente, può assumere connotazioni regionali, presentarsi in versione less is more, può mettere in risalto un ingrediente di pregio, trovare armonia cromatica, equilibrio nei sapori.

La preparazione in questione, molto equilibrata e di soddisfazione, trova una nuova strada, all’apparenza scontata, per l’accostamento seppia, piselli, questo se ci vogliamo fermare agli ingredienti, per quel che mi riguarda, invece, oltre alla semplicità che non guasta, ho trovato gradevole e davvero azzeccato il gusto delicato del risotto ai piselli che incontra  ai bordi della sua strada appunto, il nero di seppia che non “uniforma” tutto il piatto ma consente al cliente di poter fare un bel sali scendi di sapori, quindi tecnica, passione e sotterraneo ma visibile studio del piatto che, oltre a tutto questo, che non è poco, ci dice garbatamente che è primavera.

Ruote (storico pastificio) Benedetto Cavalieri, con gamberi, zucchine e pomodorini, la bisque di crostacei, che credo di aver percepito, consente alle ruote di condurre il cliente in un viaggio di gusto, gustoso.

Officina dei sapori, ruote
Officina dei sapori, ruote

Risotto carnaroli Riserva San Massimo ai carciofi, uno dei piatti proposti a pranzo

Officina dei sapori, risotto carnaroli
Officina dei sapori, risotto carnaroli

Pasta corta Benedetto Cavalieri (in pochi la propongono, men che meno a pranzo) al ragù d’agnello, l’altro primo del business lunch, con la menta che non aggredisce ma completa

Officina dei sapori, pasta corta
Officina dei sapori, pasta corta

Filetto di merluzzo al forno in panatura aromatica su crema di patate, uno dei tre secondi proposti a pranzo ad un cifra davvero vantaggiosa soprattutto in rapporto alla qualità dell’offerta, pesce bianchissimo, senza macchia come questa preparazione che sul fondo del piatto nasconde anche una nota vegetale, piattoni, supporto fisico e gustativo del merluzzo

Officina dei sapori, filetto di merluzzo
Officina dei sapori, filetto di merluzzo

Alici gratinate al forno con aromi, mandorle e purea di melanzane, buono, bella la presentazione del pesce azzurro

Officina dei sapori, alici gratinate
Officina dei sapori, alici gratinate

Strudel di pere allo zenzero, macadamia e gelato al cioccolato fondente, forse l’unico piatto un po’ sotto tono, ma il mio termine di paragone è lo strudel di Walter Stuerz, probabilmente quindi sono troppo esigente

Officina dei sapori, strudel
Officina dei sapori, strudel

Malafemmena, Aglianico, bollicine rosé, l’ho scelto per il nome e pensando potesse farmi degna compagnia a tutto pasto (così è stato), ma soprattutto sperando di cogliere un sorriso sotto i baffi dell’uomo del Cilento…

Officina dei sapori, Malafemmena, Aglianico
Officina dei sapori, Malafemmena, Aglianico
Officina dei sapori, friandises con il caffe'
Officina dei sapori, friandises con il caffe’

Lo chef, dopo due missioni in anonimato, tornerò con piacere a trovarlo, gli chiederò un risotto fuori carta confidando di averci visto giusto

Officina dei sapori, lo chef
Officina dei sapori, lo chef
Biassono centro, rasserenante come il mio passaggio all’Officina dei sapori
Biassono centro, rasserenante come il mio passaggio all’Officina dei sapori
L’Officina dei Sapori
Piazza S. Francesco, 24, 20853 Biassono MB

9 commenti

    Enrico Malgi

    (3 maggio 2017 - 16:47)

    Dall’uomo del Cilento all’uomo della Brianza: conosco poco lo spumante che hai degustato. Mi pare che lo produca l’azienda Telaro nel Casertano. Quando verrai qui ti farò assaggiare bottiglie di spumante cilentano rosate e bianche e poi mi dirai. Ciao.

    Marco Galetti

    (3 maggio 2017 - 21:38)

    D’altronde un antipasto cilentano a secco mi sembra improponibile…

    Francesco Mondelli

    (3 maggio 2017 - 23:24)

    Se a base verdure( ricordarsi che in origine siamo mangifoglie)forse è bene rifornirsi in Alto Adige (vini di montagna da bere al mare).Grande riso(anch’io farei discreta figura) e grande pasta(le ruote “scassate” ovvero asimmetriche di Cavalieri sono semplicemente magiche per come “acchiappano” il condimento.PS.Un consiglio.Se ha deciso di accettare l’invito di “baffetto”smetta di sgomitare ovvero “farsi largo nella vita”sennò avrà qualche problema con la prova costume.FM.

    Marco Galetti

    (4 maggio 2017 - 08:07)

    La taglia è rimasta quella dei vent’anni, probabilmente brucio con i cattivi pensieri, comunque, in previsione della prova costume e della prova mozzarella, sono già a dieta ferrea, quello per me è un assaggio di risotto…

    Enrico Malgi

    (4 maggio 2017 - 09:05)

    Bravo Marco prendi esempio da me che ho mantenuto inalterato il peso nel corso degli anni, nonostante le mie frequenti visite enogastronomiche. Il fatto è che io degusto e cerco di non esagerare e poi per compensare ulteriormente mi “sciroppo” otto-nove ore di palestra a settimana e mi dedico pure a tante passeggiate nei boschi cilentani.

    Marco Galetti

    (4 maggio 2017 - 09:43)

    Beh, io non arrivo a tanto e dalla mia c’è il fatto che prima la moda prevedeva pantaloni “morbidi” mentre adesso si portano attillati…porterò il contapassi oltre alla bussola e all’irrinunciabile set di cortesia (o copertina di Linus) pinne, maschera e boccaglio…

    Francesco Mondellil

    (4 maggio 2017 - 13:08)

    Praticamente porzioni Galletti.PS.piu insidiosa ancora è la prova ricotta:non è facile superarla neppure con i cattivi pensieri.FM.

    Marco Galetti

    (4 maggio 2017 - 14:30)

    Caro Francesco, basta una elle, o sono già ingrassato col pensiero-ricotta anche nel cognome…

    Francesco Mondellil

    (4 maggio 2017 - 22:36)

    Lapsus froidiano partorito dai cattivi pensieri.Ma si tratta di ieri perché oggi è già domani e me ne lavo le mani.FM.

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