Ogliara di Salerno, Ristorante Emozionando e la cucina di Nando Melileo

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Ristorante Emozionando con lo sfondo del Monte Stella

di Enrico Malgi

Sicuramente l’offerta gastronomica di qualità a Salerno città è cresciuta e migliorata di molto negli ultimi tempi, con l’apertura di nuovi ristoranti, trattorie, bar, pizzerie, pub, gelaterie, ecc. Adesso non si sente più l’impellente bisogno di recarsi per forza “fuori porta” (anche se le mete che portano verso la Costiera Amalfitana sono comunque sempre quelle più gettonate e privilegiate) per mangiare decentemente, anzi alcuni operatori del settore che esercitavano in provincia hanno aperto qui i loro locali, oppure sono tornati all’ovile.

Com’è successo con Pietro Rispoli, Enzo Crivella, Raffaele Vitale, Domenico Vicinanza e Nando Melileo.


Quest’ultimo, dopo alcune positive esperienze maturate in giro per l’Italia e qualcuna anche all’estero e soprattutto l’ultima più gratificante vissuta presso la Cantinella sul Mare di Villammare del patròn Mario Riccardi dove si è formato definitivamente, ha aperto da un paio di mesi il suo ristorante Emozionando (emozioni + Nando…). Il locale è
inserito nel coreografico complesso di Villa Setharé di proprietà di Mirko Manzione, posizionato sulle rampe della frazione Ogliara proprio alle pendici del monte Stella sui contrafforti dei Lattari e guarda incantato il suggestivo e sottostante golfo di Salerno e la Costiera Amalfitana.

Comprende anche una pizzeria che funziona la sera con il bravo pizzaiolo Fabiano Viscito ed una vasta sala per la banchettistica.

Il golfo di Salerno dal Ristorante Emozionando

Nando, tra i tanti riconoscimenti ricevuti, un mese fa è stato proclamato vincitore della II edizione del Festival della Gastronomia che si è tenuto a Policastro Bussentino nel Cilento, da parte di una qualificata giuria di esperti.  Personalmente lo seguo ormai da alcuni anni e con l’andare del tempo ho notato che la sua mano si è progressivamente affinata, tanto da migliorare sempre di più le sue vocate capacità culinarie. La sua proposta gastronomica è sempre sostenuta da uno stile personale, da una padronanza ed un’esecuzione perfette; è easy, leggera ed improntata ad una cucina fusion, che privilegia soprattutto la tradizione locale. Piatti territoriali rivisitati e perfettamente assemblati; utilizzo di materie prime di alta qualità; ricerca di tecniche innovative e creative; mix di ingredienti indigeni ed esotici; sapori e profumi mediterranei e meticolosa cura dei particolari.

Tutto questo sempre tenendo presente che Nando non eccede in inutili ghirigori, tanto per stupire il commensale ad ogni costo. Anzi cerca di colpire soprattutto con la sua efficace semplicità, che diventa poi il leitmotiv del suo modus operandi e la sua carta vincente.

Subito un amuse bouche di un coppetiello di croccanti polipetti e seppioline fritti in miniatura e poi a seguire l’appetizer di benvenuto, servito su una levigata pietra di ardesia, composto da ricotta di bufala al caviale e pepe rosa; perla del fondale con maionese di barbabietola; tabulè alla mediterranea e schioppetto di mare. Ecco cosa intendevo prima riferendomi alla perfetta fusione degli ingredienti: l’arabesco tabulè, speziato come il pepe rosa, amalgamato con l’orientale caviale e assemblato poi a sapori più nostrani.

Appetizer di benvenuto

 

Coppetiello di benvenuto

Nel complesso un piatto molto centrato ed abbinato ad una spumeggiante bollicina brut piemontese con Chardonnay di Terredavino. Altra entrée più tipicamente territoriale: pane del pescatore (che penso nel nome voglia omaggiare quello famoso di Sapri con alici ed olive) con colatura di alici e tonno di Cetara, olive pisciottane e fiore di cappero su riduzione di arancia balsamica.

Pane del pescatore con colatura di alici e tonno di Cetara

La sensoriale bocca accoglie con goduria il cibo e poi viene pulita e resettata dalle fini bollicine di prima. Si continua con un altro hors d’oeuvre territoriale: ciupito di pomodoro San Marzano, con trota salmonata del Bussento e ghiaccia di bufala.

Ciupito di pomodoro San Marzano con trota salmonata

Una cosuccia semplice e minimalista, ma sublimata dall’acidità del pomodoro che si sposa perfettamente con la freschezza della mozzarella e la sapidità della trota. Qui ho degustato un discreto Fiano di Avellino 2012 di Nativ. Ancora un antipasto: zuppetta ai frutti di mare ed ortaggi. Piatto delizioso e profumato, in cui si apprezza la comodità dei molluschi già sgusciati. Replica del Fiano di prima.

Zuppetta ai frutti di mare ed ortaggi

E veniamo ai primi. Ecco arrivare il raviolone ripieno di ricotta di bufala su brunoise di zucchine e fiori, con scampo. Qui la grassezza della ricotta si sposa perfettamente con il dolce gusto del crostaceo e poi entrambi i sapori sono stemperati dalla leggera croccantezza degli ortaggi. Elaborazione golosa e godibile, pur nella sua apparente semplicità.

Raviolone di ricotta di bufala e scampo

Il vino in accompagnamento è stato il Greco di Tufo 2012 sempre di Nativ. Niente di eccezionale. Ecco poi il pezzo forte di tutto il pranzo: risotto carnaroli al lime e fragoline di bosco, con gambero rosso e fava di cioccolato. E proprio con questa straordinaria esecuzione che Nando ha vinto il primo premio alla recente rassegna gastronomica di Policastro. Si tratta veramente di un piatto splendido, accompagnato da un ottimo e degno Fiano di Avellino 2010 di Guido Marsella.

Risotto Carnaroli al lime, fragoline e gambero

Per secondo piatto è stato servito un tataki di spada con salicornia, composta di sfusato amalfitano, pomodoro grigliato e mela annurca. Artistica e centrata composizione che esalta il palato. Azzeccato l’abbinamento con lo stesso pregevole Fiano di Marsella.

Tataki di spada con salicornia
Fico troiano al cioccolato

Un pre dessert formato da uno squisito fico troiano al cioccolato con ricciolo alla vaniglia e cialda croccante al caramello, e poi a seguire la crème brulée al rhum e cioccolato concludono il sontuoso pranzo. In accompagnamento una buona Malvasia Botrytis Malvagìa dell’azienda A Casa.

Creme Brulèe al Rhum

Giovane e preparato staff in cucina ed ai tavoli, con servizio preciso ed inappuntabile. Una tavolozza gastronomica integra, lineare e che sa davvero emozionare. Ambiente chic, incantevole e fatato, con un panorama stupendo davanti agli occhi. Prezzi intriganti. Qualcosa ancora da migliorare, come la carta dei vini per esempio, ma sicuramente questo ristorante può rappresentare un punto di riferimento per tutta la città di Salerno. Andatelo a visitare e, soprattutto, teniamo d’occhio questo ragazzo ancora in fase di crescita, perché merita tutta l’attenzione possibile!

 

Ristorante Emozionando di Nando Melileo

Via Montestella, 21 – Frazione Ogliara di Salerno

Te. 089 2854945 – Cell. 320 3066744

info@emozionandosalerno.itwww.emozionandosalerno.it

Menù degustazione quattro portate: 30,00 euro

Menù alla carta intorno ai 40,00 – 45,00 euro escluse le bevande.

Chiusura settimanale: domenica sera e lunedì in inverno e solo lunedì in estate.