Oliveto Citra, il ristorante Due Cannoni e la cucina popolare del Sud

Letture: 1151
Giuseppe Acquaviva e sua moglie Santina Fuoco

di Enrico Malgi

Si lo so, ne sono pienamente convinto anche se mi secca ammetterlo: fare resoconti  enogastronomici è davvero interessante. “Beato te che vai a mangiare nei migliori ristoranti e bevi i più pregiati vini nazionali ed esteri”. Mi sento dire continuamente da amici, parenti e conoscenti.

Ingresso
I due cannoni antistante il ristorante

Dai – dico al mio interlocutore di turno – non te la prendere, la prossima volta ti porto con me come collaboratore, va bene? Però devi guidare l’auto e scattare qualche foto, ci stai? “Certo, che ci sto, ci mancherebbe. Però tu mi devi anche menzionare nel tuo servizio, così farò morire d’invidia i miei amici”. Ok, siamo intesi allora. Ecco svelato, quindi, il segreto dei miei resoconti culinari con… collaborazione. E anche questa volta, per un servizio presso un ristorante di Oliveto Citra, sono stato accompagnato da un coadiutore. Il fatto strano, però, è che la persona in oggetto vuole mantenere l’anonimato e non essere citata…

Interno

In compenso, però, a questo mio amico gli è andata proprio di lusso, perché il posto dove siamo stati a mangiare è veramente interessante. Si tratta del ristorante Due Cannoni, segnalato dalla guida Slow Food, di proprietà di Giuseppe Acquaviva e di sua moglie Santina Fuoco, che si destreggia con collaudata bravura ai fornelli.

Giuseppe Acquaviva

Il locale, minimalisticamente arredato e con pareti in nuda muratura, si trova nel pieno centro di Oliveto Citra, un piccolo e caratteristico paese collinare di circa 4.000 anime situato nell’Alta Valle del Sele, al confine con i Monti Picentini e la provincia di Avellino. Giuseppe, abbastanza corpulento, a vederlo sembra proprio la cartina di tornasole delle preparazioni gastronomiche della moglie, il suo più fedele testimonial insomma.  E’ anche un uomo simpatico, affabile e molto premuroso con i suoi clienti. Se li coccola e li vizia, come un buon padre di famiglia. Oltretutto i prezzi praticati sono veramente convenienti e l’affezionata clientela ci ritorna con molto piacere. La cucina proposta è quella classica, popolare e robusta del territorio, fatta solo di cose buone e semplici locali, senza tanti orpelli e arzigogoli. Qui viene bandito assolutamente il pesce e si dà preferenza, invece, a cibi sostanziosi, in cui prevalgono le paste tirate a mano e la carne, servite in modo abbondante per una bella mangiata godereccia. Nell’arco della settimana, poi, la signora Santina alterna le sue pietanze e, così, ci si deve accontentare dei piatti disponibili al momento.

S’incomincia con una squisita, deliziosa e semplice bruschetta di pane casereccio con sopra fagioli lessi locali conditi con olio extravergine di oliva delle Colline Salernitane, che apre lo stomaco alle portate successive. Mi fa ricordare la mia infanzia, quando mamma mi preparava il “cozzotiello” di pane proprio ripieno di fagioli lessi, olio e sale e chiuso con la mollica.

Bruschetta con fagioli

Tiempe belli ‘e ‘na vota! Due portate per il primo: profumati, invitanti, grossolani ed abbondanti ravioli, ripieni di candida ricotta vaccina del luogo e conditi con sugo di pomodoro e spolverata di ottimo pecorino.

Ravioli con ricotta fresca locale

Una goduria immensa. In altri giorni si possono assaggiare fusilli e scialatielli, sempre preparati a mano dalla signora Santina. L’altro primo è il piatto-clou del ristorante: lagane e fasuli (non ceci come usa nel Cilento).

Interno

 

Lagane e Fasuli

I fagioli, avvinghiati alla pasta come in un rituale ancestrale, sono di due tipologie diverse: quella detta “occhionero” tipicamente locale, e la variante bianca. Il secondo è anch’esso un tipico piatto territoriale: fianchetto di agnello ripieno, con contorno di patate al forno.

Fianchetto di agnello con patata al forno

Morbido e seducente, tanto da squagliarsi in bocca. Altro secondo, questa volta per palati più forti: salsiccia paesana, cotica e verdure lesse.

Verdura, salsiccia paesana e cotica

Leggermente pesante, ma gustoso. Poi sono state servite per contorno delle ottime melanzane a barchetta.

Oliveto Citra
Melanzane a barchetta ripiene

Per finire, per dolce un trancio di torta alla nocciola.

Torta nocciolata di zia Mafalda

Durante il pranzo abbiamo bevuto un pregevole Aglianico del Vulture 2007 di Armando Martino. In ultimo, per digestivo un rosolio fatto in casa con vino e amarene e poi il caffè.

Rosolio della Casa

Il prezzo del pranzo si aggira intorno ai 20,00 euro, escluse le bevande. La lista dei vini è discreta. Il servizio in sala, curato dallo spesso patròn e dal solerte aiutante Gerardo Pezzuto, è svelto e puntuale. In conclusione, quindi, si esce dal ristorante sazi e soddisfatti.

Aglianico del VUlture 2007 Oraziano di Armando Martino

 

Gerardo Pezzuto
Scorcio panoramico di Oliveto Citra

Insomma, l’avete capito, è un posto da frequentare spesso. Ed io ci ritorno sicuramente appena possibile, magari con un altro collaboratore…

 

Ristorante Due Cannoni

Via Monumento – Oliveto Citra (SA)

Tel. 0828 793788 – 335 6224261

Coperti complessivi n. 150, con un altro locale adiacente per la banchettistica

Chiusura: martedì intera giornata e domenica e lunedì sera

Ferie: due settimane a luglio

16 commenti

  • Marcello

    (21 febbraio 2013 - 11:54)

    Enrico Malgi: una GARANZIA senza se, senza ma……

  • alex

    (21 febbraio 2013 - 12:42)

    cortesia buon cibo e buone maniere

  • Marco Contursi

    (21 febbraio 2013 - 12:51)

    Davvero un bel posto…..per slow food l ho scoperto io,bravo Enrico

  • Carmela Boniello

    (21 febbraio 2013 - 14:42)

    Si mangia benissimo, bel posto, ve lo consiglio!

  • Gelsomino Fungaroli

    (21 febbraio 2013 - 16:40)

    Spettacolo di Arte Culinaria casereccia Regionale locale, Locale particolare rustico, ottimo cibo, ottimo vino, ottimo prezzo, quando ritorno al paese, non manca l’appuntamento con I Due Cannoni.

  • luciano pignataro

    (21 febbraio 2013 - 16:51)

    E’ il locale delle mie prime uscite da giornalista insieme alla Bersagliera di Campagna. Ci si rifugiava al termine di giri estenuanti e mirabolanti dettature (non c’erano computrer, e neanche cellulari). Sono grato che Enrico li abbia riproposti sul blog, sono rimasti uguali!
    spero di tornarci al più presto

  • Filippo

    (21 febbraio 2013 - 20:39)

    Non perdetevi la trippa.

  • enrico malgi

    (21 febbraio 2013 - 20:54)

    E’ stato un vero piacere potermi cimentare con questi locali che propongono una cucina semplice e genuina del territorio. E nella provincia di Salerno per fortuna ce ne sono parecchi di questo tipo. Aspettano soltanto di essere scoperti e visitati. E per le prossime visite già programmate chi si prenota come mio collaboratore? Marco tu…

  • Marco Contursi

    (21 febbraio 2013 - 21:29)

    Eccomi :-)

  • Carmine Curatolo

    (21 febbraio 2013 - 22:11)

    Quanti bei ricordi!
    Così come dice l’amico Gemino il mangiare bene in un posto accogliente è una delle cose belle
    che ci sono rimaste.
    Al ristorante i DUE CANNONI queste due prerogative sono presente.
    Evviva la buona cucina e chi la sa apprezzare.

  • feniello annamaria

    (23 febbraio 2013 - 07:12)

    Peppino..è un grande insieme alla moglie….in poche parole si dice tutto…si MANGIA BENE..accoglienza stupenda…e si paga giusto….andate xchè chi va’ ritorna sempre….e non ci sono solo questi piatti esposti..la TRIPPA buonissima…ANDATE AI DUE CANNONI….

  • Giuseppe G.

    (23 febbraio 2013 - 13:57)

    Semplicemente il miglior ristorante della Provincia di Salerno, alla faccia di quei geni che cercano ancora di inventarsi qualcosa a tavola…

  • Phil

    (24 febbraio 2013 - 01:21)

    This was a fantastic restaurant. I ate there three nights.

  • massimo

    (27 febbraio 2013 - 10:08)

    E’ il mio ristorante preferito, ormai sono di casa, ottimo cibo e prezzi ottimi, senza contare la cortesia di Giuseppe Acquaviva.Da frequentare senza dubbio

  • emilia

    (27 febbraio 2013 - 10:34)

    …da peppino ci sono andata da sempre e posso confermare tutte le note che sono state fatte sulla bontà dei suoi piatti e sull’accoglienza amichevole che dedica a tutti i suoi affezinati frequentatori, manco da un pò di tempo ma ritornerò presto!

  • imma patriciello

    (18 maggio 2013 - 14:57)

    Ottima cucina e ristorante caratteristico e familiare…..lo consiglio a tutti…..si mangia da Dio e nn cose solite!

I commenti sono chiusi.