Osteria Abraxas: Campi Flegrei – Nebrodi, andata e ritorno in Enocamper

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Nando Salemme e Rosario Mattera in camper

di Giulia Cannada Bartoli

Dopo la pausa estiva, sono ripresi i vagabondaggi dei magnifici tre enocamperisti, Nando Salemme, Rosario Mattera ed Enrico Nugnes. Si decide la destinazione, partenza in camper il lunedì, rientro il mercoledì o il giovedì, giorno abituale di queste serate a sorpresa. Il menù si prepara all’ultimo respiro in collegamento telefonico tra Nando Salemme e lo Chef di Abraxas, Tommaso di Meo. La cosa più bella di queste avventure è la passione che questi “ragazzi” mettono nell’impresa, la voglia di scoprire, visitare nuovi luoghi, conoscere e confrontarsi con altre persone, spesso piccoli agricoltori e viticoltori.

Le eccellenze della zona dei Nebrodi e della Sicilia in generale, sono arrivate sane e salve nelle mani dello chef.

In abbinamento ai piatti della serata i vini di una blasonata azienda della zona: Gulfi, 74 ettari a Chiaromonte Gulfi in provincia di Ragusa. Un’azienda biologica gioiello che difende a denti stretti la coltivazione ad alberello di una volta e che si è dedicata quasi esclusivamente alla produzione di vini da Nero d’Avola in diverse versioni, secondo i territori, della natura del terreno e dell’età delle viti; ancora, Frappato, Carricante e poco meno di due ettari di chardonnay di Borgogna. Pratiche di vigna e vendemmia avvengono esclusivamente a mano, con bassissime quantità di solforosa e nessuna irrigazione. Vigne sofferte che tirano fuori vini specchio del territorio e del lavoro delle piante e degli uomini. Tutti provenienti da viti di almeno 35 anni, questi vini sono caratterizzati da spiccata mineralità, salinità e inusuale acidità che li preserva nel tempo.

Sontuoso e territoriale il menù, accompagnato da sei vini della gamma aziendale. Crema di ricotta di pecora con pistacchi di Bronte

crema di ricotta di pecora con pistacchi di Bronte

e crostini, bruschette al lardo di Maiale dei Nebrodi, zuppetta di lenticchie di Ustica con carne  di maiale profumata con il primo vino della serata:

la zuppetta di lenticchie

Valcanzjria 2010, un magnifico blend di chardonnay, perfettamente acclimatato, Carricante e Albanello. Agrumato, fresco, di buona consistenza e sapidità, gradevole corrispondenza gusto olfattiva e ammirevole non omologazione@@@@++.

Cambio vino per un assaggio di carne di maiale dei Nebrodi al ragù e purea di patate. Si passa al Rosso Ibleo 2010: semplicemente spettacolare, vinificato in acciaio, mostra un colore accattivante , di media trasparenza, tipico del nero d’avola. Profumi inebrianti di frutta, ciliegia croccante, appena una nota erbacea e leggera speziatura; freschezza, tannini e sapidità danzano in bocca, alleggerendo l’alcool (13°C) e  contribuendo ad una piacevolissima bevibilità, a temperatura un po’ più bassa, circa 15°C. Abbastanza buono il rapporto qualità prezzo , 6 euro + Iva franco cantina. Jolly in abbinamento, perfetto anche su piatti strutturati di pesce, come baccalà in cassuola o cernia e patate. @@@@+++

il ragù con la carne di maiale dei Nebrodi

Per il primo piatto, eccezione alla regola, si torna ad un vino bianco: Carricantj 2009 per i fusilloni freschi con ricotta di pecora, salsiccia, pistacchio di Bronte e finocchietto selvatico.

fusilloni ricotta pistacchio e salsiccia

Il Carricantj mostra subito la sua peculiarietà: zaffata minerale da bianco francese al naso, fresco, frutta bianca, una nota di pera croccante; al palato sfoggia un bel corpo, nonostante la moderata carica alcolica (12, 5%), si chiude con una piacevole e inusuale nota tra il mielato e il burroso. Un vino che non si dimentica. Saliamo con il costo , 11 euro franco cantina. Si tratta di un cru, si producono meno di 12.000 bottiglie @@@@

Per  gli gnocchi  di patate fatti in casa al ragù di maiale dei Nebrodi, arriva in soccorso il Nero Ibleo 2008, uno dei vini di punta di Gulfi. Si avverte subito il salto, lunga macerazione, 24 mesi in legno e almeno 18 in bottiglia. Il colore è più denso, vivo, scattante. Al naso note iodate, barattolo di capperi appena aperto, speziatura di fondo. In bocca è giustamente tannico, davvero fresco e sapido e molto persistente, quasi prevale sul piatto, mentre va benissimo.

polpettine su foglia di limone

sulle polpettine al forno su foglia di limone, mozzarella e patate al timo @@@@+

il prosieguo ci porta verso  potenti formaggi siciliani, il vino deve adeguarsi: si va avanti con due cru di Nero d’Avola Sanlorè e Maccarj. Siamo al top, vigne di circa 40 anni, che allignano nelle contrade (equivalente di cru per i siciliani) omonime. Nerbo e personalità da vendere.

da dx provola dei Nebrodi, canestrato, razza modicana e salumi freschi al finocchietto selvatico

Entrambi affrontano una macerazione di circa 30 gg., 24 mesi in legno e ulteriori 24 mesi in bottiglia. Sono vini da aspettare. Sapidi, tra i 10 e i 30 metri s.l.m., da terreni minerali e ferrosi, vini scuri, complessi e accattivanti. Perfetto l’abbinamento con i formaggi. @@@@++

4 contrade 4 terreni diversi

La chiusura in dolcezza ci ha allontanati solo geograficamente dalla Sicilia: degustazione di cru di cioccolato dell’azienda Rizzati di Ferrara, specializzata anche nella produzione di frutta candita, naturalmente arance di SiciliaJ Una serata da ricordare: gente appassionata, capace di divertirsi,  nessuna prevalenza del cibo sul vino, eleganza e tempismo nel servizio. Abraxas cresce in qualità e immagine: davvero bello il nuovo salotto dehor in legno e vetro  allestito all’ingresso. Forza Campi Flegrei.

il mitico camper delle scorribande enogastronomiche su e giù per lo stivale

2 commenti

  • claudio nannini

    (24 ottobre 2011 - 10:29)

    Serata spettacolare..6 vini uno meglio dell’altro. Squisita la cena, le portate numerose e tutte da provare, davvero nessuna esclusa
    Complimenti veri a Nando e Rosario.

  • Mauro Illiano - Enone

    (24 ottobre 2011 - 13:35)

    Decisamente interessante la serata.. in perfetta sintonia con quel progetto che Nando intraprese diversi anni or sono.. ovvero quello di catechizzare i suoi commensali alla cultura del gusto.. Quanto all’evento in sè: sinergia assoluta di originalità tra piatti e vini. Ho apprezzato in assoluto per la sua diversità il Rosso Ibleo, molto generoso anche il Maccarj.. quanto al cibo non c’è molto da spendere: pistacchi, affettati, maialino e cioccolato da grido!
    Che si sappia, tutto quanto è passato in pentola ha avuto il pregio della firma di uno chef di assoluta eccellenza..
    Ben vengano, dunque, questi viaggi in terre d’Italia, ed altrattanto agognati siano i ritorni.. di questi uomini che nel vivere il presente mi rammentano tempi lontani..

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