Premio Strega: quattro Pizze per Elena Ferrante

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la pizza Elena Ferrante con ragù napoletano,  fior di latte e fiocchetti di ricotta
la pizza Elena Ferrante con ragù napoletano, fior di latte e fiocchetti di ricotta

di Evelina Bruno

Dopo le pizze dedicate al Papa, a Pino Daniele, all’Expò, ecco un’assoluta novità: un intero menù di pizze dedicate alla scrittrice Elena Ferrante e alla tetralogia de “L’amica Geniale”.

L’idea nasce dalla collaborazione tra Vincenzo Esposito della pizzeria Carmenella con la giornalista enogastronomica Monica Piscitelli e con me, blogger e soprattutto appassionata lettrice dei libri della Ferrante.

Tutto avviene per caso, una sera,  di ritorno dalla pizzeria di Vincenzo, storico pizzaiolo del Rione Nuovo, il quartiere vicino alla stazione Centrale di Napoli, che fa da sfondo al ciclo de “L’amica geniale”.

Io, incuriosita, cercavo appigli, indizi, sulle tracce dei luoghi descritti nei in cui il Rione è elemento cruciale e perno della storia. Vincenzo è stato pronto a raccontarmi aneddoti, come quello di un ciabattino che divenne famoso, la cui storia ricordava da vicino quella di Lila, l’amica geniale. La mia fantasia si era accesa ulteriormente: quasi mi pareva di vedere il bar dei Solara, o Elena e Lila in giro per strada.

Monica, autrice della Guida alle Migliori Pizzerie di Napoli e della Campania, ha colto a volo le mie emozioni, ed è stata capace di ideare delle pizze che avessero il sapore di queste suggestioni.

Ecco quindi 4 pizze dedicate ai personaggi principali del libro, come li ho visti io:

Elena Greco, la bionda, studiosa, determinata scrittrice protagonista della storia;

la pizza Elena Greco con pomodoro confit
la pizza Elena Greco con pomodoro confit

Lila Cerullo, la vulcanica, sfrontata e geniale amica. E’ disinibita, è bellissima, complicata, violenta e testarda e non si è mai mossa da Napoli, salvo poi sparire nel nulla.

la pizza Lila Cerullo con Pomodoro del Piennolo giallo del Vesuvio, il classico Fior di Latte, ma arricchita da Alici di Cetara e basilico
la pizza Lila Cerullo con Pomodoro del Piennolo giallo del Vesuvio, il classico Fior di Latte, ma arricchita da Alici di Cetara e basilico

Nino Sarratore, il bello e colto, sciupafemmine, il traditore che sarà l’amore di entrambe le amiche;

la pizza Nino Sarratore con patate, salame piccante e fior di latte
la pizza Nino Sarratore con patate, salame piccante e fior di latte

Michele Solara, il violento, estorsore e malvivente ma fedele innamorato, di Lila.

pizza Michele Solara: metà marinara e metà ripiena, a sorpresa
pizza Michele Solara: metà marinara e metà ripiena, a sorpresa

L’ultima pizza è per la misteriosa scrittrice, che è riuscita a nasconderci la sua identità, nonostante i suoi libri siano tradotti in oltre 40 lingue e sia definita “una delle grandi scrittrici dei nostri tempi: voce piena di passione, ampi orizzonti e sguardo implacabile.” scrive di lei The New York Times Sunday Book Review.

Sull’eco di un successo planetario, Roberto Saviano ha candidato l’ultimo libro della Ferrante “Storia della bambina perduta” al Premio Strega, che verrà assegnato il 2 luglio.

La candidatura ha scatenato forti polemiche: la piccola casa editrice a cui è legata (l’Edizioni e/o) è fuori dagli editori mainstream e la Ferrante ha dichiarato che continuerà a mantenere l’anonimato anche se questo dovesse significare rinunciare al Premio. Infatti, il regolamento prevede come conditio sine qua non la consegna diretta e personale all’autore vincitore.

Il 2 luglio noi tiferemo Elena, chiunque sia, comunque vada, perchè ha raccontato l’evolversi di Napoli in 60 anni; una città autentica, popolare, unica, ma allo stesso tempo simbolo di qualsiasi città del mondo, teatro di passioni estreme, legami indissolubili, sparizioni e perdite. Una Napoli minore, ma non per questo da tenere in minor conto, una Napoli che riscopre le sue radici e che riesce a portarle nel mondo.

Una Napoli che è più che mai città della pizza: cibo popolare, economico e di tradizione, su cui negli ultimi anni invece i pizzaioli come Vincenzo stanno sperimentando, migliorandone ingredienti, impasti, innovando senza perdere in tradizione.

Il 2 luglio dalla Pizzeria Carmenella guarderemo il Premio, sperando che La Ferrante vinca anche per noi. E chissà che non cambi idea e decida di festeggiare proprio mangiando la “sua” pizza, rivelandoci finalmente la sua identità.