Primitivo di Gioia del Colle, la parola ai consumatori

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di Andrea De Palma

Otto etichette e note storiche sul vitigno
Cari amici, precisamente un anno fa, in collaborazione con il Consorzio di tutela dei vini D.O.C. Gioia del Colle, ho organizzato una degustazione per di primitivi di Gioia del Colle, rivolta a consumatori comuni e non a tecnici. Le bottiglie ben nascoste, sono state servite nella sequenza che segue. Ogni partecipante, doveva esprimere – su una scheda- un giudizio di piacevolezza, su profumi e gusto, con una valutazione da una a dieci. Bene, quello che segue è il risultato. Ma, prima è doverosa una presentazione del Primitivo di Gioia del Colle. La nota distintiva in tutti i campioni è l’eleganza nei profumi grazie all’ottima escursione termica che favorisce lo sviluppo di aromi, e una spiccata freschezza al gusto, dovuta al terreno calcareo con roccia e tufo a dieci centimetri con altitudini dai 350 ai 400 metri. Lascio alle vostre future degustazioni, la valutazione con il Primitivo di Manduria.

Degustazione in ordine di servizio:
1. Plantamura 2005 2° classificato Da agricoltura biologica (certificazione AIAB)
Etichetta Nera Zona di produzione: collina di Gioia del Colle, contrada Rosati e Parco Largo.
Tipologia del terreno: calcareo e argilloso.
Allevamento: spalliera di 5 anni
Vitigno: Primitivo 100%.
Produzione massima per ettaro: 80 quintali di uva.
Epoca di vendemmia: prima decade di Settembre con leggera surmaturazione
Raccolta: manuale in cassette.
Maturazione: 6 mesi in cisterne di acciaio, 6 mesi in botti di rovere.
Grado alcolico: 13.50%.
Valutazione organolettica: bel colore granato impenetrabile, consistente. Intenso al naso e fine con inizio speziata: cacao, tabacco, leggera nota mentolata, poi si apre con frutto in confettura e erbe aromatiche murgiane e timo. Al gusto è caldo, bella freschezza e sapidità, tannino morbido e rotondo, equilibrato. Abbastanza persistente e fine.

2. Allegoria Agricole Pietraventosa 2006.7° classificato
Tipologia del terreno: roccioso
Allevamento: spalliera di 3 anni
Vitigno: Primitivo 100%.
Produzione massima per ettaro: 80 quintali di uva
Epoca di vendemmia: prima decade di Settembre
Maturazione: 6 mesi in cisterne di acciaio
Grado alcolico: 13.50%.
Valutazione organolettica: Colore granato. Al naso stenta ad aprirsi, poi si apre con note dolci. Al gusto conferma le sensazioni nasali con discreta freschezza e sapidità supportate da una buona nota alcolica. Media la persistenza. Piacevole nel finale.

3. Terra Jovia 2006 5° classificato
Tipologia del terreno: calcareo e argilloso.
Allevamento: spalliera, potatura cordone speronato, altitudine 420 m slm
Vitigno: Primitivo 100%.
Produzione massima per ettaro: 5000 kg/Ha
Maturazione: 6 mesi in cisterne di cemento
Grado alcolico: 15%.
Valutazione organolettica: Colore granato con sfumature rubino. Intenso al naso con nota tipica del primitivo tradizionale, buoni sentori di floreale e frutta giovane. Al gusto inizialmente prevale il caldo dell’alcol. Netta la tipicità del primitivo, con note rustiche ma pulito. Buona la freschezza con tannini levigati. Vino ancora giovane, fra qualche anno saprà esprimere al meglio tutta la sua esuberanza.

4. Siniscalco Coppi 2001 6° classificato ex-equo con Canius
Zona di produzione: collina di Gioia del Colle
Tipologia del terreno: argilloso sciolto a 300 m slm
Allevamento: spalliera
Vitigno: Primitivo 100%.
Maturazione: 6 mesi in barrique
Grado alcolico: 13%.
Valutazione organolettica: Colore granato abbastanza consistente. Intenso al naso, bel bouquet con apertura di speziato, tabacco, confettura di marmellata. Al gusto è abbastanza caldo, buona morbidezza con freschezza e sapidità discrete, tannino morbido e rotondo. Abbastanza persistente e fine.

5. Giuliani Riserva 2001 4° classificato
Zona di produzione: collina di Gioia del Colle
Allevamento: spalliera
Vitigno: Primitivo 100%.
Epoca di vendemmia: prima decade di Settembre
Grado alcolico: 14.50%.
Valutazione organolettica: Colore rosso rubino con tonalità aranciate ma trasparente. Intenso al naso aprendosi con un bouquet di speziate e sandalo. Al gusto è caldo e abbastanza morbido con leggero tannino ruspante, pulito nel finale.

6. Fatalone riserva 2003 1° classificato
Zona di produzione: media collina murgiana del Comune di Gioia del Colle Contrada Spinomarino
Tipologia del terreno: calcareo e argilloso.
Allevamento: spalliera alta con due capi a frutto
Vitigno: Primitivo 100%.
Produzione massima per ettaro: 80-85 quintali per ha
Maturazione: 12 mesi in vasi vinari e altri 12 mesi in botti di rovere di Slavonia
Grado alcolico:
15%.
Valutazione organolettica: Colore granato brillante e vivace, consistente. Al naso è elegante con grande intensità e persistenza; si apre con spezie e note balsamiche. Seguono frutta sotto spirito, amarena matura e radice di liquirizia. Al gusto è morbidissimo, i tannini sono di qualità, con buona corrispondenza naso-bocca. Caldo, con bella sapidità e mineralità. Molto equilibrato e lungo persistenza.

7. Polvanera 2005 3° classificato
Zona di produzione: collina di Gioia del Colle
Tipologia del terreno: calcareo e argilloso
Allevamento: spalliera di 2 anni
Vitigno: Primitivo 100%.
Produzione massima per ettaro: 80 quintali di uva.
Maturazione: acciaio
Grado alcolico: 16%.
Valutazione organolettica:Colore granato. Al naso è intenso e fine con apertura di spezie, pepe verde e liquirizia. Al gusto è caldo e giustamente morbido, con tannini misurati. Buono è l’equilibrio che ne risalta la morbidezza.

8. Canius 2006 6° classificato ex-equo con Coppi Da agricoltura biologica
Zona di produzione: collina di Gioia del Colle
Vitigno: Primitivo 100%.
Maturazione: acciaio
Grado alcolico: 13,5%.
Valutazione organolettica: Colore granato, consistente. Intenso al naso con note balsamiche e speziate. Al gusto è corposo, quasi masticabile, con bei tannini e freschezza spiccata.

Per un approfondimento, riporto fedelmente alcune note del Consorzio.

Quando si parla di primitivo si pensa quasi sempre alle denominazione di origine Primitivo di Manduria dimenticando in maniera sistematica quella che è, invece, una realtà, storicamente, ancor più legata al vitigno pugliese ed alla sua produzione, quella di Gioia del Colle. Geograficamente Gioia del Colle è un piccolo agglomerato di case che circondano il bellissimo castello che Federico II di Svevia fece edificare nel 1230. La coltivazione della vite e la produzione del vino nel territorio di Gioia del Colle erano già attive tra l’VIII° ed il III° sec. a.C. (Peucezia), come testimoniano i numerosi ritrovamenti di contenitori destinati a contenere vino nella zona archeologica di Monte Sannace, il più grande abitato peucetico noto, a pochi chilometri da Gioia del Colle (alcuni reperti si possono ammirare nel museo archeologico sito all’interno del castello).
Fu, però, solo sul finire del 1700 che l’abate primicerio Francesco Saverio Indellicati selezionò un vitigno a maturazione precoce che chiamerà, proprio per questo motivo, “PrimAtivo” e che pianterà in località Liponti, in contrada Terzi di Gioia del Colle. Nonostante fu, dunque, proprio a Gioia del Colle che si realizzarono le condizioni più favorevoli per la coltivazione di questo generoso vitigno, esso divenne ben presto oggetto di coltivazione intensiva su un’area molto più vasta di territori pugliesi dove si diffuse ad opera degli stessi monaci Benedettini. E solo successivamente, sul finire del 1800, un secolo più tardi, venne introdotto anche in provincia di Taranto.
Nella cultura enologica il nome primitivo pur continuando ad evocare il tavoliere delle Puglie ed a rappresentare “il” vino di Puglia per antonomasia non ha goduto in tempi recenti di fama e critica, particolarmente, favorevoli. Quello di Gioia del Colle, doc dal 1987, viene, oggi, prodotto in circa quindici comuni, (troppi), della provincia di Bari e deve essere ottenuto per il 100% da uve primitivo, con rese massime di 80 quintali per ettaro. La caratteristica principale del vitigno primitivo continua ad essere quella che sebbene germogli con notevole ritardo rispetto ad altri vitigni riesce a portare, poi, a compimento il proprio ciclo vegetativo in un tempo relativamente breve (la maturazione avviene tra la fine di Agosto e gli inizi di Settembre).
La combinazione di entrambe le caratteristiche spiega la rapida diffusione del primitivo in tutta la zona collinare denominata “Murgia” e non solo, dunque, per la sua maturazione precoce. Infatti l’umidità da una parte e la temperatura primaverile dall’altra, concorrono ad originare frequenti gelate, che danneggerebbero altri vitigni a germogliamento precoce. Germogliando con notevole ritardo, il primitivo può così evitare i danni derivanti dal sopraggiungere di tali nefasti eventi atmosferici. Siamo su un terreno collinare, tipicamente murgiano: argilloso, calcareo a medio impasto, dalla natura rocciosa (roccia carsica, a tratti affiorante) e ricca di minerali.
Le terre rosse miste a rocce calcaree e silicee sono presenti in strati sottili su imponenti banchi monolitici ricchi di fossili marini che ne testimoniano le origini. I diversi “primitivo” sparsi nella regione sono, pertanto, tutti “figli e figliastri” dello, storicamente, vero ed unico Primitivo, quello di Gioia, che da questi, da sempre, ritiene di essere stato, a sua volta, oscurato nella sua identità ed immagine territoriale.
Da qui la nascita del Consorzio Volontario per la Tutela e la Valorizzazione dei Vini a Denominazione di Origine Controllata “Gioia del Colle” che si propose, fin dall’inizio, come obiettivo principale quello di restituire la riappropriazione della paternità gioiese al primitivo (“la storia di una comunità attinge linfa vitale dalle radici dell’identità dei suoi prodotti tipici”).