Questo Aglianico ha Impeto

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11 settembre 2003

La novità di Vinestate a Torrecuso? Aspettando il nuovo rosso di Rillo, in commercio solo tra qualche settimana, la prima dolce carezza dell’autunno ci è arrivata insieme al secondo assaggio dell’Impeto di Torre del Pagus, un Aglianico Beneventano igt fermentato in acciaio e maturato in legno che avevamo già provato in azienda all’inizio dell’anno. Un bel rosso pensato dal giovanissimo enologo Luigi Rapuano, poche chiacchiere ma tanto lavoro nei cinque ettari di famiglia e nei quattro a conduzione, la sua azienda è del tutto sconosciuta alle guide, ma ancora per poco. Luigi infatti è sicuramente una delle nuove leve allevate dalla dolce campagna sannita di cui fanno parte Libero Rillo, Raffaele e Mariano Assini, Nifo Sarrapocchiello, Paola e Annachiara Mustilli, Gianluca e Salvatore Falato, Carlo De Lucia, Alfredo e Gaetano Falluto e altri ancora. E allora questo Impeto: vino-frutto o vino-vino? Al naso sicuramente è una esplosione elegante di amarena a cui segue lo speziato giusto del legno ben dosato e non invasivo. In bocca è lungo e morbido: una bella versione delle potenzialità dell’aglianico alle falde del Taburno in cui è importante credere anche per il sempre giusto rapporto tra qualità e prezzo. Questa bottiglia non può superare i dieci euro e sicuramente vi può accompagnare in qualsiasi pranzo di festa. Dicevamo dell’azienda, ancora non attrezzata a ricevere il visitatore ma in grado di regalare belle sorprese, come la falanghina Beneventano igt, altro vino ben strutturato, decisamente sempre sotto i cinque euro. Insomma, questi bianchi 2002 riescono a regalare qualche sorpresa anche se è di moda parlarne male: in bottiglia evolvono piacevolmente se si è avuta la pazienza di non metterli subito in commercio. Quanto all’Aglianico del Taburno, vi parliamo anche del 2000 di Ocone, davvero sempre fedele a se stesso: morbidezza, tabacco e frutto deciso, un buon affare e lunga evoluzione. Dall’annata 2003 ci si aspetta grandi cose: abbiamo piluccato in lungo e in largo, ovunque il grado zuccherino è alto, ma in cantina bisognerà stare molto attenti per evitare di deludere le attese come è avvenuto nel ’98.