Rapone, Vulture. Valle Ofanto

Letture: 94

Strada Statale Ofantina, km23,380
Tel. 0976.96314, 335.1362128
www.valleofanto.it
Ristorante sempre aperto su prenotazione, chiuso domenica sera e lunedì
Ferie a novembre e gennaio
Disponibilità: una doppia e due triple
Attività: coltivazione di ortaggi, cereali, ulivi, uva. Apicoltura, conserve e produzione di salumi, miele, vino e olio. Allevamento di anibali di bassa corte.

Ventidue ettari coltivati secondo i metodi biologici ben curati attorno ad una antica struttura ristrutturata in pietra al confine tra la Campania e la Basilicata: una base per organizzare le escursioni nel Vulture tra aziende di vino, olio, formaggi. L’agriturismo ha infatti tre camere arredate in arte povera, sobrie ed eleganti, ciascuna delle quali ha frigo bar, aria condizionata, presa per internet, tv. Oltre alla ristorazione, la struttura ha una piscina, il parco giochi per bambini, il campo bocce, e offre la possibilità di andare a cavallo, pescare, cacciare durante la stagione, seguire corsi corsi sull’artigianato locale. Inoltre c’è una sala polifunzionale per la realizzazione di meetings, convegni e serate di gala. L’attività agricola è centrata sulle vigne, gli alberi da frutto e la cltivazione di ortaggi oltre che nell’allevamento di polli, faraone, conigli e cavalli. Gran parte della produzione è dunque assorbita dalla cucina, fortemente segnata dalla tipicità con una offerta che, a seconda della stagionalità, offre salumi, formaggi, verdure di stagione, zuppe di fagioli, lenticchie, ceci, cicerchie. Si pranza in una belle sala ristorante in pietra e legno con la classica hotellerie rustica: tra i primi regna la pasta fresca fatta in casa tra cui i cavatelli, i ravioli, le tagliatelle, le orecchiette condite con il classico ragù o con i funghi porcini di cui sono ricchi i boschi del vulcano spento. Tra le paste di grano duro, i classici ziti napoletani. Per oltre a qualche scelta di pesce prevale ovviamente carne alla brace, polli, agnelli, maiale, vitello e chiusura di dolci fatti in proprio. La sera ci sono anche le pizze.

Numerose le escursioni possibili nel territorio, alcune vicine come i famosi Laghi di Monticchio dove si rifugiò il brigante Carmine Donatelli, detto “Crocco”, che con la sua banda combattè una disperata battaglia contro i Piemontesi. Da vedere l’abbazia del Goleto fondata nel 1133 da San Guglielmo, il quale, pellegrino verso la Terra Santa, conobbe l’Irpinia, ove scoprì la sua vocazione di eremita e, allo stesso tempo, di fondatore di monasteri e missionario. Poco conosciuta l’antica Compsa degli irpini, occupata da Annibale nel 216 a.C. dopo Canne e ripresa da Fabio Massimo nel 214 a.C. oggi offre al turista il silenzio irreale del suo antico centro abbandonato immerso in una natura quasi selvaggia. Oltre a Rapone, molto vicine sono Calitri in provincia di Avellino, grande centro fieristico e la splendida Melfi in provincia di Potenza con la sua Cattedrale, le sue chiese e soprattutto con il Castello di Federico II da cui si domina l’alta valle del Bradano.