Roberto Perrone, Manuale del viaggiatore goloso

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Roberto Perrone, Manuale del Viaggiatore Goloso
Roberto Perrone, Manuale del Viaggiatore Goloso

Come tutti i giornalisti sportivi, Roberto Perrone è giramondo. È stata proprio questa categoria ad aprire alla gastronomia le porte dei paludati giornali di un tempo nei quali l’agroalimentare, così importante e decisivo per il nostro paese, non era neanche degno di menzione aldilà delle soffocanti pagine Agricoltura degli anni ’80. Oltre Perrone, firma storica del Corriere della Sera, citiamo Gianni Mura, un vero maestro del genere. Guardati con un po’ di sospetto dalla stampa generalizzata, sono stati proprio questi giornalisti a incuriosire, sorprendere, consigliare, guidare con la loro penna scaltra e veloce abituata a comunicare a tutti e non a pochi.

Per questo «Il Manuale del viaggiatore goloso» (Mondadori, pp.544, 22 euro), nel quale sono raccolti i suoi viaggi gastronomici in lungo e largo per l’Italia ma anche all’Estero è una lettura per tutti, un prontuario dell’Italia che cammina da sola, orgogliosa, non depressa, impegnata a riprendersi le radici e a investire. Storie di ristoratori, ma anche di artigiani del cibo. Non è una guida, ma in fondo lo è: ogni luogo raccontato e corredato dagli indirizzi giusti, verificati di recente prima della pubblicazione del libro. Roberto ha fatto precedere la raccolta da un aforisma di Dino Campana: «Non ho mai conosciuto nessuno le cui parole fossero meglio di un buon pranzo», forse in apparenza un po’ misogeno (anche lui è di poche parole) ma in realtà l’esatto contrario perché dietro un piatto c’è la gioia di vivere e la passione di chi lo prepara.

A seguire un piccolo prontuario del viaggiatore suddiviso in dieci punti di cui a noi piace citare l’ultimo, che se fosse seguito da tutti renderebbe inutile l’esistenza di TripAdvisor: «La miglior vendetta è l’oblio. Se il posto non gli è piaciuto, lo scorribandista non fa scenate (a meno che il vino non sappia clamorosamente di tappo e il risotto non sia una melma oscena o il cameriere disgraziatamente volgare). Paga, se ne va. Non torna e non fa tornare». Ecco, fate così quando un locale non i è piaciuto e, magari, estendete questo precetto anche ai rapporti con le persone che trovate sgradevoli e la vostra vita potrà avere la svolta giusta.