Roma, i bucatini all’amatriciana di Felice a Testaccio

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Via Mastro Giorgio, 29. Tel. 06.5746800
Aperto a pranzo e a cena. Chiuso la domenica
www.feliceatestaccio.com

Lo sappiamo. Felice a Testaccio è famoso per i tonnarelli cacio e pepe. Quelli direttamente mantecati al tavolo dei clienti, quelli che non si può fare a meno di ordinare, quelli che la cremina bianca con i puntini neri fa venire un’acquolina in bocca fotografabile e documentabile ogni volta, anche se ogni volta è diverso. E sappiamo anche che è ai tonnarelli cacio e pepe che pensava la redattrice del New York Times quando un anno e mezzo fa ha sparato la notizia di Felice come «the best trattoria in Rome» e «a Roman institution».

Felice al Testaccio, la sala

Però noi tifiamo per il rosso, il rosso dell’ottima amatriciana, con la cottura perfetta dei bucatini, il guanciale croccante ma non bruciato, la giusta quantità di pecorino e densità della salsa di pomodoro. Senti il grasso nel piatto, ma non lo vedi, perchè non c’è bisogno di aggiungere olio in più al condimento. E qui da Felice lo sanno bene. E soprattutto è un grasso dal sapore buono, goloso, quasi un po’ antico, e il pizzico di pepe che si avverte aiuta ad alleggerire il boccone successivo. Davvero un piatto che vale l’attesa e la non facile prenotazione di un tavolo.

i bucatini

Dal 1936 questa trattoria del Testaccio fa il pienone a pranzo e a cena, anche se il mitico Felice Trivelloni da un anno non c’è più. La gestione è rimasta in famiglia (figlio e nipote), la continuità in cucina garantita dallo chef Salvatore Tiscione, con l’aiuto di una giovane e snella brigata e uno staff ai tavoli sveglio, veloce e professionale. Ambiente rinnovato ma menu confermato: proprio come all’inizio della sua fondazione, in questa trattoria si trovano le proposte che variano a seconda dei giorni della settimana.
Qualche appunto dal calendario più romanesco che ci sia: gallina lessa il lunedi; alici al forno martedi;  rigatoni col broccolo romano il mercoledi; giovedi ovviamente gnocchi, con il sugo della coda alla vaccinara; e venerdi pasta e ceci o brodo di arzilla. Molto buona (la trovate sempre) anche la carbonara mentre l’abbacchio – sia al forno con le patate che a cotoletta – in porzioni da camionista, si fa ricordare per sapore e tenerezza.
Qualche buona etichetta laziale, tiramisu al bicchiere di Salvatore per chiudere e conto sui 40 euro.

Virginia Di Falco

4 commenti

  • Antonio Scuteri

    (29 settembre 2010 - 12:54)

    Tutte perfetto, mi permetto solo di contestare la frase “qualche buona etichetta laziale”, che lascia intendere che ci sia una carta dei vini piccola e limitata solo a prodotti regionali. Mentre Felice ha una signora carta dei vini, per essere una trattoria, con etichette di ogni regione

    Un consiglio, anche se già si legge tra le righe: prenotare sempre, almeno 3 giorni prima

    E comunque, per chi va la prima volta, la cacio e pepe è OBBLIGATORIA :-D

    • virginia

      (29 settembre 2010 - 14:04)

      giusta la contestazione! le buone etichette laziali sono un ottimo abbinamento ai tanti piatti del territorio. Per il resto è saltata la frase sulla carta dei vini — che è un “librone” più che una carta, tanto più degna di nota proprio perchè siamo in trattoria.

  • maura

    (29 settembre 2010 - 15:57)

    sara’ la prima tappa del prossimo viaggetto roma, grazie a Virginia per la dovizia di particolari1

  • velavale

    (29 settembre 2010 - 18:40)

    segnato

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