Stazione di Posta di Marco Martini e la stella che ha spiazzato tutti a Roma

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Marco Martini, chef stellato di Stazione di Posta

di Virginia Di Falco

Ad una sola settimana dalla stella Michelin troviamo una sala gasata e uno chef felice. Che insieme fanno uno spettacolo, da godersi dalla prima all’ultima uscita di scena. Marco Martini è più in forma che mai. Dimenticatevi del trito e ritrito binomio innovazione/tradizione e bla bla bla. Sappiate però che tutto, a Stazione di Posta, sa di romanità: dalla battuta infilata nella presentazione dell’aperitivo dai giovani ragazzi di sala, con un servizio che vola, leggero e competente, ai giochi scherzosi che provengono dalla cucina, di quelli, però, che ci si consente con la mamma, sapendo che è la cosa più preziosa che abbiamo.

Stazione di Posta, due scorci delle sale
Stazione di Posta, cocktail di benvenuto

E allora l’origine della carbonara nell’ovetto, il cono algida di amatriciana, il cubetto di parmigiano con intorno un boccone di carne cruda che in due secondi ti fa far pace per sempre con gli odiosi straccetti di manzo che trovi infilati nelle vaschette del supermercato. Una bella ouverture – si, innanzitutto bella da vedere – ripasso tra i più divertenti dei classici della città eterna.

Stazione di Posta, amuse bouche

In realtà si comincia a fare sul serio già dall’antipasto, con ceci e baccalà, abbinamento tradizionalissimo, qui con olive e zafferano, ma, soprattutto con una tecnica di cottura che riesce a togliere al merluzzo del Nord la sua grevità, con un risultato di straordinaria eleganza.

Stazione di Posta, baccalà, ceci, zafferano e olive

I (già) famosi tortelli ‘pizza bianca, mortadella e pistacchi’ rustici e saporiti vengono ammorbiditi (in tutti i sensi) da uno spettacolare brodo di pizza bianca e, provare per credere, sorseggiandolo ce la sentirete per davvero.

Stazione di Posta, tortello, pizza bianca e pistacchi

Tra i secondi, cavolfiore e nduja, entrambi addomesticati nella forma e nel sapore, accompagnano un rombo incredibilmente delicato; mentre un piccione dalla cottura perfetta è addolcito dalla scorzonera in due consistenze e spicca il volo (che la Lipu mi perdoni) grazie alla punta di caffè.

Stazione di Posta, rombo, cavolfiore e ‘nduja
Stazione di Posta, piccione, scorzanera e caffè

I piccoli pani fatti in casa danno soddisfazione; un po’ meno i grissini, a dir la verità; e la ricerca meticolosa ma non ideologica che caratterizza la scelta dei prodotti in cucina la trovate anche nella bella carta dei vini, bene organizzata tra mescita, territorio, natura e bollicine.

Stazione di Posta, il pane
Stazione di Posta, grissini

Del servizio abbiamo già detto: ad avercene di ragazzi così preparati e motivati; la sensazione di squadra offre sempre un grande conforto a chi sta a tavola.
Si chiude con una batteria di pre-dessert dai colori e dalle suggestioni molto anni Ottanta che – solo per una questione generazionale – non riesce a coinvolgermi più di tanto. Ciò non toglie che i vari fruttolo (sferificazione di yogurt), mikado, marshmallows e biscottini che fioriscono su un vero bonsai sono anch’essi prova di grande tecnica e abilità.

Stazione di Posta, pre dessert

Tra i dessert, la zuppa inglese viene reinterpretata – ma anche un po’ mortificata – da una cupola di gelatina, mentre sull’onda contemporanea del dolce-non dolce, il cioccolato con zucca e dragoncello colpisce, ancora una volta, per concretezza ed eleganza.

Stazione di Posta, zucca, cioccolato e dragoncello
Stazione di Posta, la zuppa inglese

Insomma, un’esperienza nel complesso intensa ed intrigante, di grande modernità. Di sicuro, Marco Martini è uno chef da non perdere di vista.
Il tutto incastonato in una struttura – l’ex mattatoio del quartiere Testaccio – che dopo quasi quarant’anni di recupero di architettura industriale non smette di stupire, tra scorci di caos metropolitano, spazi espositivi e locali alternativi. Come ci sarà finito qui l’ispettore Michelin? Non resta che chiederlo a Fabrizio Scarpato. :)

Stazione di Posta
Largo Dino Frusillo (ex Mattatoio Testaccio)
Tel. 06.5743548
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso: domenica sera e lunedi; martedi a pranzo.
www.stazionediposta.eu
Piccola Degustazione (5 portate)  50 euro; Degustazione (7 portate) 75 euro; Degustazione vegetariano 40 euro; alla carta circa 70. 

3 commenti

  • Fabrizio Scarpato

    (22 novembre 2014 - 15:15)

    Ma come? Stai ancora a pensare a quel debosciato, chiuso in un bistrot chissà dove, nemmeno tentato dalla bellezza dell’idea di poterti offrire, un giorno, un caffè? ;-) (Però anche lui di fronte al Fruttolo avrebbe chiesto un doppio calva, non prima di aver preso a capocciate il primo muro a portata di testa)

    • Virginia

      (22 novembre 2014 - 18:58)

      Tu pensa piuttosto a non perderlo di vista … che ci piace proprio tanto!! :)

  • Maria Lunch

    (22 novembre 2014 - 17:56)

    Fantastico Marco!!!

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