Salerno, Salumeria storica Le Botteghelle 65

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Pino Adinolfi davanti al suo negozio

di Enrico Malgi

Il dramma del lavoro perso può a volte trasformarsi da vera iattura ad eccellente risorsa ed opportunità per le persone che sanno reagire e gestire ottimamente la loro vita e quella della loro famiglia senza scoraggiarsi troppo. Pino Adinolfi, un filiforme cinquantenne ricercatore e progettista vietrese con alle spalle studi scientifici sulla chimica delle alte temperature, fino a pochi mesi fa era direttore commerciale di un’importante azienda multinazionale spagnola, che produceva smalti per ceramica con sede a Fisciano. Con la crisi in corso a livello mondiale, gli Spagnoli pensarono bene di traslocare e così Pino, non volendosi spostare a centinaia di chilometri di distanza lontano dai suoi affetti, ha preferito rinunciare all’incarico e da un giorno all’altro si è trovato così senza lavoro.

Ingresso salumeria Le Botteghelle 65

 

Insegna

Ma Pino, carattere esuberante, non è si rassegnato a tracciare un avvenire incerto e nebuloso per sé ed i suoi cari, ma ha reagito positivamente alla sfortuna e così ha pensato bene di inventarsi un’occupazione diversa, inedita per la sua forma mentis: salumiere in pieno centro storico di Salerno, dove ha trovato anche casa. Ha infatti rilevato nel maggio del 2012 una vecchia salumeria a Via Botteghelle 65 (e questo è anche il nome dell’esercizio) sita nel cuore antico della città, proprio vicino al Duomo.

Duomo di Salerno da Via delle Botteghelle

Il locale, che era appartenuto già dal 1913 alla famiglia Conte, aveva chiuso definitivamente i battenti solo pochi mesi prima. Il nostro caparbio Pino se andiamo a scavare nell’intimo non è propriamente inesperto del settore, perché intanto è diplomato sommelier ed è poi anche “cultore gastronomico”, come ama definirsi lui. Naturalmente, per stare al passo con i tempi e non essere fagocitato dalla GDO, ha dovuto studiare nuove soluzioni e inventare diverse forme progettuali per poter andare avanti.

angolo enoteca

 

vecchia affettatrice Berkel
vetrina di bontà

E così nel negozio trovano posto selezionati prodotti gastronomici di qualità del territorio come i formaggi di Casa Madaio, quelli della Bottega del Formaggio di Giungano e/o della Fattoria di San Vito di Sassano, i salumi di Gioi, la colatura di alici di Cetara, i dolci di Macellaro di Piaggine, la cipolla ramata di Gaia di Montoro, il tonno bianco ala lunga di Iasa, i fagioli di Controne, la pasta di Vicidomini di Castel San Giorgio, l’olio extravergine di oliva di Tancredi e tante altre eccellenze anche extraterritoriali.

l’interno
prelibati formaggi

 

salame di Gioi

 

ancora prelibate specialità

 

prodotti di bontà

Sullo scaffale ci sono poi molte etichette di aziende vinicole salernitane come Lunarossa, Vuolo, Vigne di Raito, San Giovanni, Rotolo, Casula Vinaria, Tenuta del Fasanella, Casa di Baal, Verrone ecc. I clienti, che apprezzano tutto questo, hanno anche la possibilità di consumare i loro pasti freddi e caldi proprio nell’ampia sala adiacente al locale, con l’accompagnamento di un ottimo bicchiere di vino.

sala di degustazione

Ma Pino non si è fermato qui, perché la vera rivoluzione è stata un’altra. Nello spazio a disposizione vengono organizzate serate di degustazione di vini, di olio e di formaggi, presentazione di libri ed ascolto di musica jazz. Sono state ospitate poi mostre di acquarelli del maestro salernitano Enzo Bianco, di fotografie di Romeo Pepe, Nino Aleotti e Vito Pastorino e di ceramiche di Giuseppe Donatiello, Barbara Tarno e Giovannino Carrano. Nella stessa sala si sono tenuti anche concerti di cori durante l’ultimo Festival Nazionale.

Altre e molteplici attività riempiono l’ampio programma ideato e organizzato dall’instancabile Pino. Grazie alle sue invenzioni e programmazioni, tutto il quartiere Mercanti (che come suggerisce il nome è stata da sempre l’arteria principale del commercio salernitano) è rinato a nuova vita, perché la gente partecipa attivamente alle iniziative ed apprezza il savoir faire di Pino, che sa dialogare con la clientela.

sala interna di degustazione

Ormai da tempo si era persa la buona abitudine di scendere sotto casa per comprare generi alimentari in salumeria e contemporaneamente scambiare quattro chiacchiere con il gestore del negozio.

prelibati prodotti di salumeria

Adesso finalmente qualcosa è cambiato. Bravo Pino, vai sempre avanti così!

Salumeria Storica Le Botteghelle 65
Salerno, tel. 089.229553
Via Botteghelle 63-65

7 commenti

  • Tommaso Esposito

    (19 febbraio 2013 - 19:10)

    Ecco la Salerno contemporanea e moderna. Bravo Enrico, bella descrizione!

  • Marco Contursi

    (19 febbraio 2013 - 22:35)

    Bravo Enrico è davvero un bel posto.

  • vittoria

    (19 febbraio 2013 - 22:53)

    …a dimostrazione che il coraggio, la forza, l’energia, l’entusiasmo, la creatività, le iniziative innovative di ampio respiro e al passo con i tempi, non sono un’esclusiva delle nuove generazioni, ed inoltre che il termine ‘rottamazione’ non ha nulla a che vedere con l’età ma piuttosto con la passione che s’infonde in ciò che si fa e con la stima in se stessi: due fattori imprescindibili per una vita di successo. Ad maiora!

  • enrico malgi

    (20 febbraio 2013 - 09:12)

    Grazie Tommaso e Marco. Io mi sono limitato soltanto a descrivere una realtà oggettiva e gratificante. Il merito va tutto a Pino, che con coraggio e determinazione sta portando avanti questa mission. A lui va il plauso di aver riportato alla luce un pezzo di storia della vecchia Salerno, con innovazone, concretezza ed inventiva.

  • enrico malgi

    (20 febbraio 2013 - 12:40)

    Ah, dimenticavo: grazie alla sig.ra Vittoria per il suo intervento. Sono pienamente d’accordo con lei!

  • Italo Taddeo

    (24 febbraio 2013 - 11:23)

    Complimenti all’autore dell’articolo, ma ancora di più complimenti al realizzatore di questo splendido progetto. Grande competenza, ma altrettanta passione caratterizzano l’impegno che Pino Adinolfi profonde in esso.
    Ho avuto la fortuna di partecipare ad alcuni eventi organizati da Pino, e devo dire che l’atmosfera che si respira è veramente magica… di altri tempi.

  • Oreste Pastore

    (4 novembre 2013 - 11:09)

    Pino è un eccellente anfitrione, ma bisogna rendere merito anche all’ottimo Max (Almas), il suo collaboratore, che dalle vette del Kirghizistan è giunto in città a dispensare consigli competenti e puntuali su formaggi e salumi della nostra tradizione, su pietanze della cucina campana, su abbinamenti di vini e birre. Simpaticissimo e gran lavoratore!

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