Il Salone degli Artigiani del Vino. Novità e conferme – Navelli AQ

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Navelli
Navelli

di Stefano Ronconi
Si è appena conclusa la quinta edizione di questa bella iniziativa che anima un paese fino ad oggi più noto per la tradizionale coltivazione di zafferano che per essere sede di manifestazioni collegate al mondo del vino.

Piana di Navelli
Piana di Navelli

 

Dal venerdì al lunedì  (7-9 maggio) circa 50 produttori di vino, definiti artigiani, e una dozzina di produttori di specialità gastronomiche hanno animato la splendida sede di palazzo Santucci nel cuore di questo paese dell’aquilano.

Palazzo Santucci
Palazzo Santucci

Bello il contesto, bella l’animazione che si è vissuta, effetto delle tante presenze perlopiù di giovani e per una buona parte provenienti dal capoluogo, visibilmente attratti da una delle manifestazione che, a causa del terremoto, negli ultimi 7 anni si sono fatte rare.

Cortile palazzo Santucci
Cortile palazzo Santucci

Tanti produttori, alcuni alle prime uscite pubbliche, hanno proposto prodotti in alcuni casi di buon livello, mentre in altri casi si sono rivelati ancora in cerca di messa a punto.

Navelli
Navelli

Come tradizione racconteremo quegli assaggi che ci hanno colpito maggiormente, sottolineando magari le eccellenti conferme e le piacevoli novità.

Navelli degustazione
Navelli degustazione

Damiano Ciolli ( www.damianociolli.it ) ha presentato il Cesanese di Olevano Cirsium 2012 che nonostante l’annata calda era in gran forma: fruttini rossi, succoso non eccede mai in ricchezza estrattiva giocando anche in annata mediocalda la carta dell’eleganza.

Sempre dall’areale del Cesanese, questa volta dal Piglio arriva il Cesanese del Piglio Costa Graia 2013, progetto di tre giovani ma esperti enologi (www.costagraia.com ) che, con grande cura, stanno cercando di valorizzare diversità di annate e di vigneti: questa versione oggi ci è parsa più pronta e “facile” del San Giovanni 2013, ancora serrato e bisognoso di affinamento in vetro.

L’azienda di Carlo Noro, famosa per essere un pioniere della biodinamica nella coltivazione ortofrutticola, si è avventurata anche nella viticoltura grazie alla passione dei giovani figli: la Passerina del Frusinate Costa Fredda 2014 sorprende per mineralità e beva affilata, quasi a ricordare vini di altra struttura e latitudine. (www.biodinamicanoro.com )

A completare gli assaggi convincenti della zona del Cesanese anche la cantina Riccardi Reale che propone due selezioni provenienti da terreni diversi ed una terza che li sintetizza: Colle Pazzo 2014 è un vino di personalità che rappresenta bene il progetto dell’azienda. (www.cantinericcardireale.it )

Ci ha colpito il Tauma 2014, interessante vino rosato 100% Montepulciano, prodotto da Giuliano Pettinella tra Silvi e Tocco di Casauria: colore tipico del Cerasuolo, al naso fiori e spezie, in bocca è ricco ma non imponente, equilibrato e succoso. Davvero una beva piacevole ma non banale!

Dal Piacentino l’azienda Lusenti (www.lusentivini.it ) ci ha convinto con due interpretzioni di malvasia: la versione frizzante Emiliana 2014 è fresca e beverina senza mai scadere nel banale, la Malvasia Bianca Regina 2010, affinata lungamente, mantiene comunque alcuni tratti aromatici del vitigno, con sentori maturi e complessità degne di un abbinamento con tortelli di zucca o formaggi caprini.

Interessante l’interpretazione del Pinot Nero che propone Michele Lorenzetti (www.michelelorenzetti.it )in una zona atipica come il Mugello: Gattaia 2012 Pinot Nero è succoso e speziato, con una tessitura fine ed un tannino risolto.

Un grande classico tra i vini dolci italiani la Malvasia passita Vigna del Volta 2007 di un azienda che riveste un ruolo storico tra i “Naturalisti” come La Stoppa www.lastoppa.it : note di frutta secca e di erbe aromatiche in bocca la dolcezza è in equilibrio mirabile con acidità e ricchezza aromatica.

Di Corrado Dottori ( vino.ladistesa.it ) abbiamo apprezzato il vino rosso Le Derive 2013, taglio di Montepulciano, Sangiovese e Vernaccia Nera ottenuto da una nuova vigna ad alberello.

Il vino è fresco e sanguigno, con note vegetali e qualche durezza che la permanenza in bottiglia dovrebbe smussare.

L’azienda Aurora ( viniaurora.it ) ha presentato fra gli altri una versione di Pecorino di Offida Fiobbo 2014 coerente con l’annata fresca e piovosa: vino floreale al naso, in bocca si rivela agile e fresco, recuperando in bevibilità quello che forzatamente si è perso in materia e polpa.

A chiudere questa breve rassegna l’ospite forestiero che abbiamo individuato tra le etichette presentate dal distributore Sarfati è l’azienda di Santorini Hatzidakis: sia l’Assirtyko 2014 che l’Assirtyko Cuveè N. 15 2014 (proveniente da vigne vecchie anche 80 anni) hanno note marine e salmastre, quasi salate, grande profondità gustativa e ricchezza di frutto ovviamente in proporzioni diverse. Tutte caratteristiche tipiche del vitigno tipico di Santorini qui davvero esaltate dal lavoro del produttore.