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Sant’Angelo dei Lombardi, La Locanda di Arcangelo Gargano

10 dicembre 2012

Arcangelo Gargano

di Lello Tornatore

E’ la chiusura della giornata, siamo a S. Angelo dei Lombardi, la “capitale burocratica” dell’Alta Irpinia. Qui ci sono, anche se grazie alla “spending review” ancora per poco, le sedi staccate dei diversi uffici del comprensorio altirpino, il tribunale con relativa Procura della Repubblica, l’ospedale, venuto giù completamente nel luttuoso evento del terremoto dell’80 e poi ricostruito, l’agenzia delle entrate (quella non manca mai) ed altre amministrazioni.

La Locanda

S. Angelo dei Lombardi è stato uno dei comuni maggiormente colpiti dal terremoto dell’Irpinia in quel triste quanto famoso 23 Novembre del 1980. Apparteneva all’ “area del cratere”, così fu definita la zona maggiormente colpita, dove i morti si contavano a centinaia.

La Locanda, al di sotto delle mura di Piazza San Rocco

Fu insomma la batosta finale ad un’economia agricola già di per sè traballante sia per l’estrema parcellizzazione della proprietà dei terreni, che per la scarsa meccanizzazione delle aziende agricole.
Ed è in questo contesto che tenta di farsi spazio un giovane di nome Arcangelo Gargano, che raccoglie l’eredità della trattoria di famiglia nel Borgo San Rocco di Sant’Angelo dei Lombardi e nel 1999 finalmente realizza il proprio sogno aprendo il suo ristorante-pizzeria. Infatti, inizia proprio come pizzaiolo all’età di 15 anni, per poi passare alla cucina tradizionale del territorio prima, e a quella rivisitata successivamente.

Arcangelo Gargano ci da il benvenuto

La cucina oculata delle materie prime – dice Arcangelo- abbinata alla passione e alla “devozione”per la mia professione, sono gli ingredienti che quotidianamente coltivo per rendere ottimale la realizzazione dei miei piatti. Collaborano con lui in cucina, Concita, ormai già da 10 anni e Pina da poco più di un anno. In sala il personale è molto giovane, ci sono Salvatore e Rebecca, affiancati dalla costante presenza della moglie di Arcangelo, Pierangela. La serata prevedeva un menù pensato e realizzato per accompagnare vini importanti e strutturati, una verticale di Taurasi di Molettieri, della quale se ne occupa il Pigna (e mica posso fare tutto io!)

Giovanni Molettieri

La compagnia era bella, c’era quella bella faccia di Pasqua di Alessandro Barletta, anima di Slow Food Taurasi e Slow Wine interregionale, Marcella Russo produttrice di vino a S. Angelo all’Esca, avvocato a Roma, tennista a tempo perso (più che altro predilige fare sfilate di gonnellini alla Flavia Pennetta), sedeva con noi anche Giovanni Molettieri, enologo e patron dell’azienda vitivinicola, figlio del grande Salvatore, nonchè l’ottimizzatore degli ottimizzatori (abbiamo collezionati solo 360 km…in questa giornata), al secolo Luciano Pignataro detto il Pigna.

Marcella e...le trasparenze

da sx Alessandro Barletta, Giovanni Molettieri, il Pigna e Marcella Russo

Si inizia con il benvenuto consistente in una polpetta di coda di vitello con limone candito.

il benvenuto, polpetta di coda di vitello

I “rocchi” di coda vengono cotti sotto vuoto per 12 ore a bassa temperatura e con la carne ottenuta dal disosso, con l’aggiunta di pane e uovo, viene realizzata la polpetta. Oltre che essere oggettivamente centrato come sensazioni organolettiche, di questo piatto ci è piaciuta molto anche l’idea della contrapposizione con il limone candito, che a chiudere gli occhi, dava la sensazione del gelato al limone d’antan che tutti noi da bambini abbiamo sicuramente degustato. Siamo passati velocemente, grazie al servizio cortese ed estremamente professionale, all’entree con “Millefoglie di Finocchio e caciocavallo”. Piatto con prodotti di forte identità territoriale, qui siamo al centro del triangolo…del caciocavallo podolico, Montella- Calitri -Vallata, ma trasformati con idee fortemente innovative.

Millefoglie di finocchio e caciocavallo

Il pane raffermo viene tostato e su di esso vengono assemblati, a strati alternati, caciocavallo di Montella e finocchi affettati. Subito dopo, avviene un rapido passaggio in forno.

i pani di castagne e alle olive ogliarole

Al piatto finale si aggiugono delle gocce di mosto cotto. Anche questo un bel piatto che segue il filone concettuale tradizione-territorio-innovazione, se proprio volessimo fare un annotazione, qualcuno ha notato una lieve prevaricazione del finocchio sul caciocavallo.

pane con lievito madre

Ed è la volta dei primi: si inizia da una fettuccina di Aldo(artigiano di Macerata) condita con un sughetto a base di carne di coniglio santangiolese e porcini di Bagnoli Irpino. Buono anche questo, ma come formato di pasta c’avrei visto meglio una sacrosanta maccaronara, e forse questo è un piatto troppo delicato da abbinare a quei vini materici e muscolosi, ma…questo è compito del Pigna!!!

Fettuccine con coniglio e funghi porcini

Passiamo ai fusilli al ragù di podolica. E qui siamo proprio “nel nostro”, perfetta la cottura della pasta, ottimi sapori, per “scuorno” (vergogna) non ho chiesto di assaggiare la carne del ragù di podolica cotto per oltre otto ore!!! ;-))

Fusilli al ragù di podolica

 

si va...ad acqua

Per secondo Arcangelo ci ha preparato uno stracotto da cinghiale femmina di circa 45/50 kg.

Stracotto di cinghiale

Michele Racioppi ed un amico

Tenerissimo e profumatissimo, oltre che, questo sì, ben abbinato al vino!!!

ottimo anche il servizio del vino

Terminiamo, per la gioia di Marcella, golosa di dolci,con un predessert alle castagne con sciroppo di melograno e con una meravigliosa torta avellana composta da ricotta di Montella, cioccolato fondente, nocciole mortarelle e amarene.

predessert

 

Torta Avellana

Che dire, Arcangelo ci ha veramente impressionato per la sapienza con la quale coniuga territorio e innovazione, per l’attenzione alla qualità dei prodotti e principalmente per aver raggiunto questi livelli da semplice autodidatta!!!

Giovanni Molettieri e Luciano Pignorato

 

gli effetti...della barzelletta

Abbiamo la sensazione che qui in Irpinia, ma anche in Campania, una nuova generazione di giovani chef stia bruciando le tappe per raggiungere meritatissimi traguardi, e questo non può che farci piacere…

 

La Locanda

Borgo San Rocco

Sant’Angelo dei Lombardi (Av)

Tel 0827 23888 cell.347 7032260

http://www.locandainaltirpinia.it/

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