Saracé 2008 Fiano Cilento doc

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POLITO VITICOLTORI
Uva: fiano
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Maturazione e affinamento: acciaio

A pochi giorni dalla conclusione delle finali nazionali della Guida Vini Buoni D’Italia 2010 che hanno visto il vitigno fiano trionfare nella doppia interpretazione irpina e cilentana, vi propongo una bottiglia di quest’ultimo territorio. Cilento, magica frontiera tra Campania e Basilicata dove, essendo la tradizione vitivinicola da vitigno autoctono relativamente recente, tutto è possibile. Una volta espiantati barbera, sangiovese e malvasia i viticoltori hanno coraggiosamente intrapreso la strada della qualità autoctona, principalmente con aglianico e fiano, i due vitigni che stanno dando grandi risultati nella zona. Dopo i successi dei nomi storici, De Conciliis, Maffini e il caso del cru famoso in tutto il mondo, il Montevetrano di Silvia Imparato, una schiera di piccoli e medi viticoltori si è convertita alla qualità. Tra questi l’Azienda di Vincenzo Polito ad Agropoli, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con un’anzianità ultra trentennale nel settore. Alla guida dell’azienda c’è Vincenzo Polito, fitopatologo specializzato in viticoltura che si occupa della vinificazione con i consigli di un altro “fianista” cilentano doc, Alfonso Rotolo, fresco fresco di Corona Vini Buoni D’Italia all’unanimità, con il suo Fiano Valentina 2008 Paestum igt .
Veniamo al vino, il Saracè 2008 trae ispirazione per il nome dalle incursioni saracene fra i vicoli di Agropoli. Questo Fiano mi insegue da aprile di quest’anno, il primo assaggio il 30 aprile a Looking for White a Paestum, divertente gioco enologico inventato da Luciano Pignataro con abbinamento alla cieca tra diverse espressioni territoriali del vitigno fiano, dalla Campania alla Sicilia, con la mozzarella di bufala di Paestum. Il Saracè si è classificato al secondo posto dopo il Vigna Perella 2006 di Bruno de Conciliis. Il vino mi aveva già allora colpito per struttura, freschezza e persistenza. L’ho ritrovato pochi giorni dopo in una nuova degustazione alla cieca: le selezioni di Vitigno Italia per il concorso Vino Perfetto 2009. Un mese dopo, di nuovo “bendata” per la selezione campana della Guida Vini Buoni d’Italia, attribuisco un bel punteggio ma non si raggiunge la finale.
Da aprile conservavo una bottiglia di questo vino da poco imbottigliato, l’ho aperta a 3 mesi di distanza ed è stato un “coup de coeur”. Saracè si presenta di un bel giallo paglierino vivacemente dorato, la bella consistenza in roteazione mi annuncia una notevole struttura. All’olfatto è intensamente floreale e fruttato: ginestra, albicocca, pesca gialla, e poi in successione un misto di macchia mediterranea, rosmarino, salvia e mirto. Il naso si chiude con una piacevole nota di mandorla fresca amara. L’ingresso al palato è fresco e rotondo con un’ottima corrispondenza gusto – olfattiva. Il vino è marcatamente sapido grazie alla vicinanza al mare delle vigne che si trovano a 200 mt di altezza nella zona di Giungano, ai piedi del Monte Cantenna, il paese è circondato da un territorio in cui prevalgono oliveti secolari e immensi vigneti con delle incantevoli vedute sul Golfo di Agropoli-Paestum e il Golfo di Salerno.
La vendemmia 2008 è stata una buona annata per il fiano cilentano, primavera fresca e umida che ha garantito buone riserve per le viti durante i mesi estivi di stress idrico, portandole ad una perfetta maturazione. La raccolta leggermente anticipata ha favorito l’acidità, pur raggiungendo i 24 gradi bx. Il lavoro in vigna è molto accorto, cordone unilaterale modificato, selezione di tralci e germogli all’origine, diradamento dei grappoli all’invaiatura, in diversi momenti tra luglio e agosto. Freschezza, aromaticità e sapidità s’intrecciano in un’interminabile persistenza aromatica che chiude piacevolmente con il sentore della mandorla amara già riscontrato al naso. è davvero un bel vino, equilibrato, con la freschezza che sostiene alla grande i 14° di alcool.
La struttura importante fa presagire ottime possibilità di durata nel tempo. Sono ancora pochi gli esperimenti sulla longevità del fiano cilentano, soltanto Bruno de Conciliis e Luigi Maffini hanno raggiunto entusiasmanti risultati con il Vigna Perella il primo, e il Pietraincatenata il secondo (altra Corona 2010 Vini Buoni D’Italia).
Sarà interessante seguire il percorso di Polito e di tutte le altre aziende che stanno investendo in qualità. Il fiano, in Irpinia, come in Cilento e nel Sannio si sta posizionando tra i migliori bianchi a livello nazionale in quanto a longevità, espressione gusto olfattiva e capacità di reggere nel tempo. Il Saracè di Polito grazie a freschezza, sapidità e struttura, si presta a molteplici abbinamenti. Penso alla cucina di terra di Giovanna Voria di Corbella a Cicerale che lei stessa ha descritto nel suo libro Cucinare con i ceci. Solo per citare qualche piatto in abbinamento territoriale: la zuppa di ceci e zucca gialla, buona anche tiepida, lagane e ceci alla provola affumicata, cortecce con ceci e pomodori secchi, cotoletta al sapore di ceci e mandorle, coniglio al profumo di mirto e ceci, baccalà ceci e patate novelle e chiudo qui. Rimanendo in territorio, il fiano si sposa benissimo anche alla mozzarella di bufala pestana, come abbiamo sperimentato a Looking for White a fine aprile. Insomma un grande bianco per tutte le stagioni, credo parecchie a venire.

Questa scheda è di Giulia Cannada Bartoli

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Enologo: Vincenzo Polito con la consulenza di Alfonso Rotolo.
Ettari:15.
Bottiglie prodotte: 45.000.
Vitigni: aglianico, fiano, barbera, sangiovese e malvasia.