Slow Wine 2011 si svela, finalmente una guida sulla viticoltura di qualità. Una fotografia del meglio dell’Italia senza precedenti

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Un momento della degustazione a Bra (foto Mauro Erro)

Sul sito slowine.it a breve vengono messi on line tutti i vini e le aziende, divisi per regione, a cui è stato assegnato almeno un riconoscimento da Slow Wine, la nuova guida ai vini d’Italia di Slow Food Editore.
Vai a questo link per consultare la lista:
http://www.slowine.it/



Un’anteprima speciale che farà scoprire il meglio della produzione enologica italiana e il nuovo approccio metodologico e valutativo della guida.
 
Slow Wine infatti ha abbandonato il metodo di giudizio a punteggi, troppo limitante per poter raccontare le aziende presenti in guida. Tre sezioni descrivono le cantine nel loro insieme: Vita, le storie degli uomini e delle donne che sono stati i protagonisti di queste realtà; Vigne, i vigneti visitati e descritti nelle loro caratteristiche e modalità di conduzione; Vini, raccontati in modo semplice e correlati da una buona serie di dati.
Per offrire una chiave di lettura su ogni singola azienda recensita, perché la valutazione che più ci piace è quella che prende in considerazione la cantina nella sua interezza, sono stati adottati tre simboli per altrettante possibili chiavi di lettura. La Chiocciola (emblema di Slow Food), come simbolo assegnato a una cantina che ci piace in modo speciale per come interpreta valori (organolettici, territoriali, ambientali e identitari) in sintonia con Slow Food; la Bottiglia, simbolo assegnato a quell’azienda che ha espresso un’ottima qualità media per tutte le bottiglie presentate alle nostre degustazioni; infine la Moneta, simbolo assegnato a quell’azienda che ha espresso un buon rapporto tra la qualità e il prezzo per tutte le bottiglie presentate alle nostre degustazioni.
Le stesse tre categorie sono poi state applicate anche ai vini. Vini Slow: bottiglie che, oltre a una qualità organolettica eccellente, riescono a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia e ambiente. Grandi Vini: le migliori bottiglie sotto il profilo organolettico. Vini Quotidiani: bottiglie che costano fino a 10 euro in enoteca, dall’eccellente rapporto tra la qualità e il prezzo.
 
«Se i collaboratori della guida Slow Wine sono venuti a visitare una piccola azienda come la nostra nella più sconosciuta delle docg italiane, come la Asolo Prosecco, vuol dire che qualcosa sta cambiando nel mondo della critica enologica» queste le parole pubblicate sul proprio sito internet dal vignaiolo Luca Ferraro proprietario della cantina Bele Casel. La rivoluzione proposta dalla nuova guida dei vini di Slow Food è quella di non limitarsi al giudizio delle bottiglie, ma scavando più in profondità si è scelto di concentrare la propria attenzione anche sulle cantine. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo Slow Wine, unica guida a farlo in Italia, ha visitato tutte le aziende recensite. Ma veniamo ai numeri di questa opera editoriale: 2.100 cantine visitate e 1.850 raccontate, 21.000 vini degustati, operando una selezione molto rigorosa sono stati recensiti esclusivamente i migliori 8.400. Tutto questo grazie a una squadra di 200 collaboratori, che hanno percorso in lungo e in largo la nostra penisola. Inoltre 56 carte geografiche condurranno il lettore alla scoperta del vigneto Italia.
La volontà di proporre una fotografia reale del sistema vitivinicolo nazionale ha determinato alcune grandi sorprese: una su tutte è che il Sud ha finalmente recuperato quello spazio che per tanto, forse troppo tempo, gli è stato in passato negato. Slow Wine 2011 racconta la storia, le vigne e i vini di tantissime aziende in Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna mai prese in considerazione dalle altre guide di settore.

Slow Wine
, la nuova guida ai vini d’Italia di Slow Food Editore verrà presentata, davanti ai produttori provenienti da tutta Italia, mercoledì 20 ottobre dalle ore 10.00 presso il PalaOlimpico (Isozaki) di Torino (corso Sebastopoli 123). Illustrano le peculiarità e le novità della guida i curatori Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni, Marco Bolasco, direttore editoriale Slow Food Editore, Carlo Petrini, presidente di Slow Food, e altri ospiti a sorpresa. A moderare il dibattito sarà Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia.
La degustazione dei vini delle 160 aziende insignite della Chiocciola si terrà nella Reggia di Venaria presso la Galleria di Diana, ingresso da via Carlo Emanuele II dalle 15 alle 20 (costo del biglietto comprensivo di una copia della guida: 65 euro, 40 euro per i soci Slow Food).

Luca Bernardini
Ufficio stampa
Bureau de presse
Press Office
Slow Food
Via Mendicità Istruita 14 – 12042 Bra (Cn)
Italia/Italie/Italy
l.bernardini@slowfood.it
(0039) 0172/419612
Skype contact: bernaslow

7 commenti

  • giulia

    (12 ottobre 2010 - 17:42)

    era ora ne avremo di sorprese e miti sfatati, pufffff:)

  • Antonio Scuteri

    (12 ottobre 2010 - 18:18)

    Mi sembra, dalla descrizione, un bellissimo prodotto tutto da leggere
    Secondo me complementare e non alternativo alle altre guide. Insomma, un arricchimento del panorama

    • Romualdo Scotto di Carlo

      (12 ottobre 2010 - 18:23)

      mi piace questa definizione, quoto in toto…

    • Lello Tornatore

      (12 ottobre 2010 - 18:40)

      Questa è la vista dal verso del bicchiere mezzo pieno! Dall’altra parte, prevedo una serie di polemiche, tra l’altro già preannunciate…succede quando si è troppo innovativi. ;-))

  • Monica Piscitelli

    (12 ottobre 2010 - 22:29)

    Siamo soddisfatti. Ci sarà da divertirsi a sfogliare questa guida che mantiene la promessa con la quale è nata. Grazie a nostro coordinatore, a tutti i colleghi e ai curatori per la splendida esperienza umana e professionale. W il vino di qualità.

  • gp

    (13 ottobre 2010 - 10:25)

    monica è vero, è stato un bel lavoro, nuovissimo come impostazione e non poco dissacrante. molto fruibile, tutta sostanza e poco fumo. c’è tanta invidia in giro? meglio così!
    ; )

    • monica

      (14 ottobre 2010 - 09:40)

      Direi di si. E’ comprensibile. Mi piacerebbe che si pensasse piuttosto come arricchirsi reciprocamente. Tutto è migliorabile, ma in coscienza, si è provato a far meglio. Anche meglio di ciò che si è fatto, non di quello che si farà.

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