Tenute Ferrocinto nel Pollino, i grandi vini di montagna della Calabria

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Le vigne di Tenuta Ferrocinto (foto di Teresa Mincione)

di Tonia Credendino

“Ci dissero che siamo i fortunati figli che hanno il sole per pane ed il mare per spegnere la sete. Ci dissero che il profumo di arancio e gelsomino sono stati impastati con la pelle del nostro interno sentire. Ci dissero perfino che l’arabo il normanno il greco il bizantino fecero razza pura da bastarda che i nostri filamenti di pensiero hanno il potere di graffiare il cielo.

Ma nessuno informò che siamo da sempre attraversati da Vortice e Tempesta creature dalle vesti stracciate sfrattate dalle case di roccia e di dirupo. Così siamo andati nei vicoli stranieri con teste altere portando il nostro orgoglio di vagabondi silenziosi cercatori insaziabili dell’unico spicchio di poesia non ancora ingabbiato non ancora sporcato dalle squallide lingue incappucciate.

Adesso che abbiamo impastato la nostra creta con la creta del Mondo potremo dire di essere tra coloro che comprendono il dolore senza farne bandiera”. (Calabresi di Giuseppina Amodei)

Le etichette Ferrocinto (foto di Teresa Mincione)

Né è valsa la pena per davvero. Giunti a Castrovillari dalle pendici del massiccio del Pollino, straordinaria la natura selvaggia e incontaminata che incontriamo.

Paesi ricchi di storia e tradizioni, territorio connotato da incantevoli vigneti.

Lo sanno bene Federico e Luigi Nola titolari dell’azienda Cantine CAMPOVERDE che, dai vigneti di proprietà ai piedi del Pollino, selezionano e vinificano le migliori uve per produrre vini importanti.

Arrivo alla Campo Verde (foto di Teresa Mincione)

Ogni nostro vino è frutto del mirato lavoro di una equipe di specialisti del settore che l’ha seguito dalla scelta del vitigno alla produzione dello stesso- spiegano Federico il più giovane.

L’ambiente incontaminato, la perfetta alternanza della piovosità e dell’insolazione,la felice posizione del luogo ne hanno esaltato la naturale vocazione all’impianto di vitigni di ottima qualità – questo il baluardo dell’enologo Stefano Coppola.

Tonia Credendino (foto di Teresa Mincione)

Dalla cantina alla vigna il viaggio si arricchisce di curiosità, guidati dall’amico Giovanni Gagliardi, ottima compagnia appassionato del territorio,  giungiamo a Tenute Ferrocinto che insieme a CerzitelloSanta Venere raggiungono un’estensione di 120 ettari, ma a Ferrocinto “si fermano gli orologi” con la sua forma a “fortino” che guarda dall’alto la Conca del Re dove sorge la città di Castrovillari, eredita terreni circostanti impiantati a vigneto già nel 1855 tutto intorno le montagne Dolcedorme, Cozzo del Pellegrino, Timpa del Principe da cui alcuni vini prendono i nomi.

Il fortino di Tenuta Ferrocinto

Apice della rarità e dell’interesse la degustazione dei vini Ferrocinto. Greco e Mantonico firmano Timpa del Principe morbido e delicato dai profumi eleganti di ginestra e magnolia, persistente con cenni minerali, bocca ampia, in perfetto equilibrio tra massa glicerica e vena acida che riesce ad esprimere in pieno le caratteristiche di un territorio ricco di magnesio che sorge a metà strada tra il mare e la montagna.

Le vigne, in primo piano il colore rosso della terra (foto di Teresa Mincione)

Il Magliocco, uno di quei vitigni di qui si parla poco,
prodotto dalle omonime uve, si apre con un  frutto croccante dai colori vivaci, in bocca freschezza e sapidità completano il capolavoro, semplice ma coinvolgente, con un naso ben fuso ma con molti spunti- sostiene anche l’amica Sara Marte.

L’Aglianico poi, in punta di piedi al cospetto di noi Campani, si presenta intenso e strutturato,  non smentisce il lavoro serio, pulito e coscienzioso che questa azienda pone in vigna prima e in cantina poi.

Il tour in approfondimento (foto di Teresa Mincione)

Non minori i vitigni internazionali il Cabernet Sauvignon e lo Chardonnay che anzi meritano il plauso di un prodotto che se da un lato segue il trend commerciale oltre oceano porta con se tutto il gusto e la forza di un vigneto che in quella terra dà buoni frutti.

Tra i prodotti di Campo Verde, Luciano Pignataro sposta la sua curiosità sul riso coltivato nella sibaritide che si estende per ben 1200 ettari, prodotto in varietà carnaroli, integrale e gange. Ultimo merito lo si deve all’olio extravergine biologico Ferrocinto dal sapore deciso e pulito.

Giovanni Gagliardi….la squadra di Slow Wine è con te, complimenti sinceri per il tuo lavoro appassionato, da tutti noi un accorato avanti tutta!!

Tenute Ferrocinto è in contrada Ferrocinto, Castrovillari, Cosenza. www.tenuteferrocinto.it . enologia@campoverdeagricola.it . Tel 0981415122. Enologo: Stefano Coppola, consulente Marco Monchiero.

Un commento

  • Canepari Agostino

    (10 ottobre 2011 - 16:26)

    Il miei complimenti sonno sicuro che mia figlia Bruna é nelle aziende piu bravi del l europa con tantti avanzi tecnologichi e gente
    preparate per realizare un lavororo dedicatto a un prodotto de ezelenza qualitá bravi e buona fortuna aq voi tutti salutti del Brasile la famiglia Canepari . bacione a tutti.

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