Torre a Oriente di Patrizia Iannella: un sorso del Monte Taburno

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dalla sinistra: Mimmo Gagliardi, Gianna De Lucia, Patrizia Iannella, Gaetano Palumbo, Paolo Mazzola, Brigida Bisesto

di Mimmo Gagliardi

Quelle cose improvvisate; nate così, un po’ per caso. Quelle scaturite da un commento postato su quell’ormai multiforme canale di comunicazione che è Facebook, talvolta riescono meglio di quelle che richiedono organizzazioni particolari.

E’ così che ci siamo ritrovati davanti ad un caldo camino in casa di Patrizia Iannella a Torrecuso (BN), per una chiacchierata sui vini prodotti dalla sua azienda, TORRE A ORIENTE.

vigneti innevati

Fa freddo qui nel cuore del Sannio, ma tra il calore del fuoco scoppiettante e quello che la proprietaria di casa è in grado di trasmettere, riusciamo a scordarcene completamente per qualche ora.

Ma torniamo indietro con la storia di circa un mesetto…da una curiosità espressa in merito ad alcuni vini di Patrizia dall’amico Paolo Mazzola su Facebook sono bastati pochi click e qualche telefonata per ritrovarci oggi qui insieme a lei.

vigneti innevati

Con me e Paolo, che non necessita di presentazioni, ci sono anche altri amici: Gianna De Lucia, fiduciario Slow Food della condotta Valle Telesina, Brigida Bisesto dell’Associazione dell’Aglianico del Taburno e Gaetano Palumbo, fiduciario Slow Food della condotta Taburno.

Patrizia ci ha accolto sulla porta di casa e tra aneddoti e chiacchiere tra amici ci ha raccontato e fatto vivere ognuno dei suoi vini, dapprima con le sue parole e poi ascoltando con noi ciò che i calici avevano da dire. Siamo stati proiettati nel mondo di Torre a Oriente attraverso delle interessantissime mini-verticali di ognuno dei vini dell’azienda, che possiede quasi 10 ettari vitati, tutti condotti con metodologie di agricoltura a basso impatto ambientale.

Siriana e Biancuzita

Siamo partiti con la SIRIANA, falanghina del Taburno DOC, falanghina in purezza, la cui vendemmia, generalmente viene effettuata tra la seconda e la terza decade di settembre.

Per la vinificazione viene utilizzata la tecnica della criomacerazione, ossia il contatto del mosto con le bucce, raspi e vinaccioli, a temperatura controllata per garantire la massima estrazione di particelle gustolfattive in assenza di fermentazione. Successivamente il vino matura in inox e si affina per 3 o 4 mesi in bottiglia prima della messa in commercio. Il risultato è un prodotto gradevole, profumatissimo e ricco. Gradazione alcolica 14%:

Annata 2010 – colore giallo paglierino carico, intenso e con riflessi dorati. Al naso porta sentori erbacei, balsamici, floreali e fruttati su un costante fondo minerale. In bocca è fresco, sapido, morbido, caldo e presenta una buona persistenza con finale alla camomilla.

Annata 2009 – colore giallo paglierino carico, intenso e con riflessi dorati. Al naso porta sentori fruttati più intensi dell’annata 2010 e conserva sentori balsamici e minerali. In bocca è fresco, sapido, ma è meno morbido e caldo della 2010, ed è abbastanza persistente.

Annata 2007 – Colore giallo dorato. Al naso prevalgono gli aromi speziati di vaniglia e miele su fondo di fieno e frutta matura. In bocca ha un ingresso morbido e rotondo, lievemente dolciastro, è fresco, sapido, morbido, caldo, persistenze con finale al caramello.

Annata 2006 – Colore giallo dorato. Al naso miele, caramello e vaniglia su fondo di fieno e mimerali. In bocca ha un ingresso più netto, meno morbido della 2007, maggiormente minerale e sapido. E’ sempre fresco, morbido e caldo e conserva il finale al caramello.

E’ un vino che si evolve bene e presenta delle nette distinzioni tra le annate giovani e quelle più “anziane”. Negli anni conserva una bella beva e risulta gradevole. Si apre a molti abbinamenti, dai formaggi al pesce, anche cucinato con salsa. E’ piaciuta particolarmente l’annata 2010 poiché fonde perfettamente tutti gli aromi e non si pone in contrasto con le sensazioni gustative.

Arriva il turno della BIANCUZITA, falanghina Sannio DOC, vendemmiata nella seconda decade di ottobre e vinificata in purezza con tecniche tradizionali e sola maturazione in inox e in bottiglia per un totale di 24-28 mesi prima della commercializzazione. Gradazione alcolica 13,5%:

Annata 2010 – praticamente un’anteprima, poiché sarà presentata al Vinitaly, quindi a questo stadio di affinamento ha il medesimo valore di un campione di vasca. Colore giallo paglierino carico con riflessi verdolini. Al naso i sentori sono ancora chiusi e poco definiti ma si avverte una forte componente erbacea e un bel fruttato su fondo di leggerissima speziatura come di cannella. In bocca è freschissimo, sapido, caldo ma ancora slegato. Promette benissimo e mi riprometto di provarlo tra un po’.

Annata 2009 – Giallo paglierino carico. Naso di frutta bianca (pera, mela, pesca) con note balsamiche di mentuccia e quella costante mineralità di fondo che da l’idea di quale sia la spina dorsale dei vini di questa terra. In bocca è fresco, sapido, morbido, caldo con una bella persistenza e finale fruttato.

Annata 2007 – Un 20% del vino di questa annata ha fatto una sosta in barriques di primo passaggio per tre mesi. Giallo dorato. Al naso aromi di vaniglia, chicchi di caffè tostato, frutta matura e fieno. In bocca il vino è fresco, sapido, morbido e caldo con un finale alla liquirizia.

La Biancuzita è espressiva della tradizionale vinificazione delle uve, quindi il minimo contatto con le bucce non consente di estrarre tutta la materia come nel caso della Siriana e il vino è meno intenso olfattivamente ma risulta più schietto, netto e diretto. Concordo con Patrizia che l’esperimento del 20% del vino con passaggio in barriques abbia conferito troppi aromi terziari e quindi non ripetuta nelle vinificazioni delle annate successive.

Mi è piaciuta la 2009, aspetterò la 2010.

Le uve bianche di Torre a Oriente vengono allevate a controspalliera con il metodo del guyot bilaterale.

Le due espressioni della falanghina del Taburno che ho degustato sono entrambi vini dominati da una bella mineralità, sapidi e ricchi di acidità, sorretti anche da un discreto corpo e quindi potenzialmente adatti ad una interessante evoluzione nel tempo. La differenza tra loro è costituita dal gusto personale del consumatore, che potrebbe preferire un vino profumato, avvolgente e inebriante come la Siriana rispetto a un vino più diretto come Biancuzita.

bottaia

Il caminetto ci conforta col suo costante apporto di calore, luce e ci fa compagnia con lo scoppiettìo del legno ardente mentre arriva il turno dei rossi. Tutti i vini della casa portano nomi riconducibili alla storia familiare, ma lascio al lettore la curiosità di scoprirne di più andando a trovare Patrizia in azienda.

 

U' Barone

U’ BARONE, Aglianico del Taburno DOC, da uve aglianico 100%. La vendemmia avviene entro la metà di novembre. Vinificazione classica con maturazione in vasche di inox, sosta in barriques di primo e secondo passaggio per 12-14 mesi e poi affinamento in bottiglia di almeno un anno prima della vendita. Gradazione alcolica 14%.  L’aglianico per ‘U Barone viene allevato in controspalliera con il metodo del guyot bilaterale:

Annata 2007 – Rosso rubino carico e mediamente impenetrabile. Naso di frutta rossa matura, spezie, pepe, tabacco. In bocca si presenta abbastanza fresco, giustamente sapido con tannini arrotondati, caldo, morbido, buon corpo, abbastanza persistente con finale gradevolmente speziato al tabacco. Pronto.

Annata 2006 – Rosso rubino carico e mediamente impenetrabile. Naso di frutta rossa ancora fresca, spezie, pepe, tabacco, tutti molto pungenti. In bocca si presenta fresco, giustamente sapido con tannini spigolosi e non ancora risolti, caldo, morbido, buon corpo, abbastanza persistente con finale gradevolmente speziato al tabacco. Giovane.

Annata 2005 – Rosso rubino carico e mediamente impenetrabile. Naso di frutta rossa matura, spezie, pepe, tabacco. In bocca si presenta abbastanza fresco, giustamente sapido con tannini arrotondati, caldo, morbido ed è in perfetto equilibrio con le morbidezze. Bel corpo con buona persistenza e con finale gradevolmente speziato al tabacco. Pronto.

Don Curzetto

DON CURZETTO, Aglianico del Taburno D.O.C., è il Cru aziendale, uve aglianico 100% da vigne di quarant’anni. La vendemmia avviene entro la metà di novembre. Vinificazione classica con maturazione in vasche di inox, sosta in barriques di primo passaggio per 18-24 mesi e poi affinamento di 12-24 mesi in bottiglia prima della vendita. Gradazione alcolica 14,5%. Le uve aglianico del Don Curzetto vengono allevate in controspalliera con il metodo del cordone speronato.

Annata 2006 – Rosso rubino carico e mediamente impenetrabile. Naso di frutta rossa matura, chiodi di garofano, pepe e un bel fondo di aromi erbacei di fieno e sottobosco. In bocca è fresco, sapido, tannico con tannini levigati. Caldo, morbido, bel corpo, buon equilibrio, ben persistente e con finale tra il fruttato e il pepe.

Annata 2005 – Rosso rubino carico e mediamente impenetrabile. Naso di frutta rossa matura, aromi di cuoio, pepe e un bel fondo di aromi erbacei di fieno e foglia di tabacco. In bocca è fresco, sapido, tannico con tannini levigati. Caldo, morbido, bel corpo, equilibrato, molto persistente e con finale al tabacco.

Le bottiglie degustate

Durante la degustazione abbiamo potuto gustare l’ottima farinata dell’Azienda Agricola Gentilcore che Patrizia ha preparato per noi, accompagnata dal Caciocavallo di Castelfranco in Miscano e dal prosciutto di maiale made by Iannella

le bottiglie in retroetichetta

Alla fine della degustazione, c’è stato spazio (per chi ne aveva ancora di spazio), anche per uno splendido ragù di cinghiale selvatico che si sposava a meraviglia con la farinata e i vini rossi di Terre a Oriente.

ragu' di cinghiale selvatico su farinata Gentilcore

Dopo la “merenda”, le chiacchiere conviviali sono state accompagnate dalla grappa di Aglianico prodotta con le vinacce delle uve di Torre a Oriente.

E’ stato un pomeriggio divertente e spensierato, dedicato alla convivialità e durante il quale si è potuto parlare di vino in maniera costruttiva ma anche di cose leggere, restituendo al nettare degli Dei la sua funzione primaria: il piacere della tavola e della compagnia. Grazie Patrizia!

 

Azienda Agricola TORRE A ORIENTE di Patrizia Iannella

Loc. Mercuri I, 19 – Torrecuso (BN)

Tel. 0824874274 – 3402526591

http://www.torreaoriente.eu

info@torreaoriente.eu

4 commenti

  • Mimmo Gagliardi

    (25 febbraio 2012 - 14:01)

    Meravigliosa giornata che abbiamo potuto passare solo con l’estrema disponibilità e ospitalità di Patrizia, cui vanno i miei sinceri complimenti per la sua Azienda. Brava Patty, chi la dura la vince!

  • Rina

    (25 febbraio 2012 - 16:18)

    ho assaggiato il vostro Aglianico in occasione della sagra del vino a Torrecuso, ne ho comprato qualche bottiglia che poi ho stappato in occasione di una cena molto importante per me e mio marito: abbiamo fatto una bellissima figura……l’ospite era estasiato nel berlo! E naturalmente anche io e mio marito. Complimenti a Patrizia……che fra l’altro é compaesana di mio marito.

  • Rina

    (25 febbraio 2012 - 16:19)

    ……scusate……..naturalmente volevo dire: in occasione di VinEstate 2011…(non sagra del vino..)

  • Paolo

    (25 febbraio 2012 - 18:51)

    Ciao Mimmo, ricorderò male, ma ho in testa Biancuzita 2008, che per me è una delle migliori falanghine del Taburno, a differenza della Siriana che pure mi è piaciuta, si sente di più la spina dorsale del vino, esteri e composti aromatici a profusione, ma non oltre il limite, e poi l’acidità….è una caratteristica del vitigno, e va valorizzata e non mortificata con venedemmie tardive op tardivissime.

    Bravissima Patrizia per la sua carica innovativa di competenza e di entusiasmo e ipicevole la compagnia di voi tutti…anche della severissima fiiduciaria di Valle telesina!!!!

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