Un bicchiere per due / Costa d’Amalfi PerEva 2013, Tenuta San Francesco

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Raccolta del Bianco - immagine tratta dal sito di Tenuta San Francesco
Raccolta del Bianco – immagine tratta dal sito di Tenuta San Francesco

di Fabrizio Scarpato

Si fece fotografare abbracciata a una vigna centenaria. Era visibilmente stanca per la vendemmia, ma non per questo meno bella. Si tolse il fazzoletto dalla testa e sciolse i capelli, passando le dita tra le ciocche, assecondando il gesto con un leggero movimento del capo, gli occhi chiusi, sfiniti. Con le altre donne aveva raccolto grappoli di pepella dalle vecchie vigne, lei un po’ maldestra, lenta rispetto alle altre: Maria l’aveva rincuorata, accarezzandola con la sua mano ruvida e nodosa, le unghie poco curate, trasmettendole la fiducia di cui aveva bisogno. Intonarono canzoni senza tempo, e tutto le sembrò più facile, quasi che la natura sapesse che in quei canti, in quelle voci, in quelle mani era preservata la propria bellezza, la propria identità.

La vigna di tintore era più grande di lei e forse rappresentava tutto ciò che aveva provato in quella giornata a Tramonti: la toccò, la accarezzò, la guardò, ritrovando sensazioni di immedesimazione fisica che forse solo una donna può provare. Le versai un bicchiere di vino bianco, che aveva in sé tutti i riflessi verdi della valle, limpido, cristallino, un torrente di montagna che scorreva tra i fiori di ginestra, sui sassi che sapevano di zolfo, ma in modo gentile, quasi che il vulcano, lassù nella Vigna dei Preti, avesse sputato lapilli e ceneri più dolci, frammiste a spruzzi di cedro, portati dal vento. E proprio un refolo di vento, forse salito dal bicchiere, forse dal mare, le scompigliò i capelli: li ravviò dal viso, pensierosa.

Costa d'Amalfi PerEva Tenuta San Francesco
Costa d’Amalfi PerEva Tenuta San Francesco

Passando delicatamente il palmo della mano sull’erba, disse: “Mi hanno raccontato che alcune donne chiedono di essere seppellite col loro falcetto, lo stesso con cui hanno accudito la loro terra. E’ grande questo sentimento di appartenenza: terra, terra madre, terra dove riposare. Femmina. C’era passione in quei canti, c’era sacrificio nella libertà di quelle donne. Non c’era l’attesa, c’era il lavoro, con cui tessere protezione e memoria: un insieme di gesti che disegnano questi luoghi a loro immagine. Di fronte alla terra, di fatto, siamo tutti uguali. E questo mi fa sentire felice”. Per un attimo aggrottò le sopracciglia, quasi avesse avuto pudore per la propria felicità: bevemmo un sorso di vino e cominciai a intravedere un senso.

Perché quel vino le somigliava. Non era facile: l’ingresso, dritto e deciso, lasciava subito spazio a un’evidente freschezza, mentre il finale rivelava una nota rocciosa, viva e salata, così lunga e insistente da creare dipendenza. Facile innamorarsi di una donna che non conosce la noia. Ma tra sfumature di anice e fumo, il sorso riempiva la bocca, allargandosi timido: c’era corpo, c’era qualcosa di masticabile, forse ancora inespresso. E questo mi intrigava ancora di più, come se l’amore avesse in sé la forza di rinnovarsi, di sorprenderti, di farsi scoprire. Nel tempo. Tanto da desiderare di metterne da parte un po’, per i giorni bui, tanto da crogiolarmi nella bellezza dell’attesa, dell’amore e del vino, per coglierli anche negli anni a venire, quando riconoscersi sarebbe stato ancora più complesso e prezioso. Lontano, alla fine, il profumo dei fiori d’arancio.

Presi la bottiglia per versarne ancora, perché al richiamo del vulcano non si può resistere. C’era un’etichetta così trasparente da sembrare ingenua, una specie di partecipazione di nozze, i caratteri in oro, un nome di donna, una dedica. Poi, una rosa e una farfalla, la passione e la libertà. Qualcosa che somigliava a un’idea di amore. Constatare che un altro uomo, sicuramente attraverso percorsi diversi, era giunto alle mie stesse conclusioni, mi fece star bene. Guardai ancora i vigneti, quei vigneti, e bevvi tutto d’un fiato, con un unico proposito. Per sempre. Per Eva.

 

Da un incontro con Gaetano Bove e i vini di Tenuta San Francesco,

con AIS Liguria, Delegazione della Spezia

Un commento

  • Montosoli

    (6 marzo 2015 - 23:03)

    Commovente….
    Possiamo incontare Eva ??

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