Un salto alla Pergola di Gesualdo

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di Angelo Di Costanzo
Una giornata così mi mancava. Immersa nel verde dell’irpinia più tradizionale, assieme con gli amici del cuore a cui vuoi più bene, a fare quello che ti pare e che ti piace.Siamo partiti con l’intento di rilassarci e di divertirci, ci siamo riusciti appieno, dovevamo festeggiare l’ingresso in Guida L’Espresso di Felice Di Bonito, chef patron de La Cantina dell’Abbazia di Pozzuoli.
In Autogrill, ad Avellino est abbiamo comprato la guida e tra una spulciata e l’altra siamo arrivati a Grottaminarda, dove al lunedi mattina c’è il mercato della campagna e dove ci è sembrato che ci stessero aspettando: abbiamo caricato la macchina di tutto e l’impossibile, peperoni verdi, papaccelle di ogni misura da fare sott’olio e imbottite o all’aceto, treccie d’aglio profumatissime, erbe d’ogni taglio e tipologie, camomilla, cipolle ramate, castagne di Montella, una trentina di chili di cose da rimpizzare il baule tanto da ripartire all’impennata. Per il pranzo tra una scarpinata e l’altra per le colline del Taurasi abbiamo scelto La Pergola di Gesualdo, luogo molto ameno che diverse guide danno per genuino e low cost: ci fidiamo!
Ci accoglie Antonio che con la moglie Franca De Filippis gestisce questo nido di sapori, l’impatto esterno non è dei migliori, infatti consiglierei vivamente di curare meglio l’atrio ed il giardino che non preparano adeguatamente ad un locale molto bello, caldo ed arredato con gusto. "Siamo partiti facendo anche la pizza, eravamo giovani, avevamo voglia di leggerezza, lavorare sì ma anche divertirci" ci racconta Antonio nel presentarci il Locale. Lasciamo fare a lui, mi fido di certi posti, di certe persone. In quattro abbiamo mangiato un po’ tutti i piatti in menù, dallo stuzzichino agli antipasti, dai primi ai secondi ai deliziosi ed imperdibili desserts. Polpettina di melenzana su passata di pomodoro, flan di zucca su crema di latte, carpaccio di maiale al vincotto ed uva fragola (quest’ultimo così così) ed un delizioso Baccalà su crostino e crema di fagioli, questo davvero buono. Abbiamo qui bevuto un ottimo Greco di Tufo di Di Prisco 2005 consigliatoci da Antonio, prima di proseguire sui primi, Ravioli ripeni di ricotta e pomodoro e ziti cacio e pepe abbinati ad un buonissimo Aglianico Vigna Claudia 2005 di La Molara (questo scelto dal tavolo) che ci ha accompagnato sino ai secondi: Faraona al forno, Agnello al fieno, Coniglio laccato al pomodoro, Maiale ai funghi, tutti straordinariamente buoni come la variazione di mousse ai vari cioccolati e la sublime torta alle mele annnurche per i quali il bis è stato d’obbligo. Abbiamo pagato escluso i vini poco più di trenta cinque euro, solo questo varrebbe il viaggio, ma a guardare queste terre e queste persone che le vivono quello che avrete da raccontare non ha prezzo…
Ottima scelta ragazzi: Antonio e Franca sono squisiti, consiglio comunque sempre di prenotare per essere accolti meglio non essendo un locale di passaggio. Il castello del paese è bellissimo. Poi consiglio una volata sul Formicoso sino Bisaccia e di lì magari spingersi a Melfi, di castello in castello, un paesaggio onirico con parchi eolici, panorami mozzafiato. Uno dei posti del nostro Sud per me più affascinanti e misteriosi (l.p.)